Il Napoli di Ancelotti riesce a tenere in vita un campionato che, altrimenti, sarebbe già deciso, scontato con appena 14 turni a referto. Eh sì perché la Juventus, già a quota 40 punti, è ormai una lepre irraggiungibile, o quasi, che continua a macinare vittorie, ottime prestazioni e, di conseguenza, punti. Otto, quelli che separano i bianconeri dai resilienti azzurri capitanati da MertensInsigne Milik, 11 quelli che distanziano i campioni d'Italia dall’Inter terza in classifica, fermatasi a Roma domenica sera. E poi, c'è un Milan che, malgrado gli infortuni, non perde di vista l'obiettivo ma anzi, grazie alla vittoria interna col Parma ed al contestuale passo falso della Lazio col Chievo, si piazza al quarto posto in barba proprio ai biancocelesti.

Per la zona Europa League, invece, è valzer di squadre con, nello specifico turno, il Torino, vittorioso in casa contro il Genoa, ad avere la meglio per via dei contemporanei stop di Fiorentina, Sassuolo e Parma. Per quanto riguarda la zona retrocessione, il Chievo continua a dare segni di vita, per merito della grande prestazione contro la Lazio di Inzaghi e dell'ennesimo incontro di livello contro una grande in appena 8 giorni. Male, il Bologna di Pippo Inzaghi che, col secondo Ko di fila, consolida la terzultima posizione e rischia la retrocessione, specie perché il Frosinone di Longo pareggia col Cagliari e ottiene un altro punto che lo avvicina ai felsinei. Positivi, infine, i pareggi di Udinese, che mette nel motore un po’ di continuità, Spal ed Empoli. Qui, come di consueto, promossi, rimandati e bocciati del nostro massimo campionato quando siamo giunti alla quattordicesima giornata.

Promossi

La Juventus è inarrestabile: 40 punti in 14 giornate

La Juventus vola, è inarrestabile e batte, come ormai da copione, anche la Fiorentina al ‘Franchi’ per 3-0. Una affermazione importante, l’ennesima di una stagione senza sbavature o battute d’arresto, che manifesta la superiorità di questa squadra capace, come non mai nell’era dei 3 punti, di conquistare ben 40, dicasi 40 lunghezze in 14 turni di campionato.

Con, in più, mica poco, il miglior esordiente della storia della Juventus, al secolo Cristiano Ronaldo, in grado di siglare 10 gol in questo avvio di annata pareggiando il rendimento, in un’altra era geologica, di John Charles stagione 1957/58. Insomma, una partita perfetta, o quasi, ma che a ben vedere condanna oltre i suoi demeriti una Fiorentina comunque gagliarda, vogliosa e brava a creare grattacapi alla ‘Vecchia Signora’ in avvio di secondo tempo. Ma gli ospiti sono più forti e la musica non cambia con lo spartito piemontese che non contempla, ad oggi, la sconfitta ma solo supremazia territoriale, qualità, gol e punti, tanti, tantissimi punti sulla strada che porta all’ottavo sigillo consecutivo.

Migliore in campo: Giorgio Chiellini

Il Napoli espugna Bergamo e si tiene in scia: decisivo Milik

Il Napoli riesce a vincere per 2-1 sul difficile campo dell’Atalanta al termine di una gara quasi inedita per gli azzurri. I ragazzi di Ancelotti, infatti, rispettano l’avversario, stanno bassi, rinunciano ad imporre il loro ritmo e cercano di far giocare gli orobici per poi ripartire dietro le linee nemiche. Ed al 2’ di gioco, il piano partita dell’ex allenatore del Milan, riesce alla perfezione con Fabian Ruiz abile a siglare il punto del vantaggio. Il Napoli non cambia, aspetta, ma sciupa anche una grande quantità di occasioni da gol lasciando il sospetto che il match, da un momento all’altro, possa cambiare.

E la ripresa, puntuale come un pregiato orologio svizzero, conferma questa impressione. Forcing dei padroni di casa e gol, ovviamente dell’ex, di Zapata.

Tutto da rifare e acido lattico in diversi protagonisti. L’impresa pare complicarsi e quei gol, sbagliati, tornano alla mente fino all’86’ quando Milik, l’uomo che non t’aspetti, la punta sempre in discussione, eppure con una invidiabile media gol, segna contro pronostico per il successo finale. Una rete dall’immenso peso specifico che tiene vivo il campionato e rilancia Arkadiusz nelle gerarchie ancelottiane. Game, set and match di marca polacca: il Napoli c'è.

Migliore in campo: Arkadiusz Milik

Cuore Spal, che rimonta sull’Empoli

La Spal, in casa contro l’Empoli, realizza una sorta d’impresa agganciando i toscani al termine di una partita da montagne russe: vantaggio, poi pareggio e rimonta subita per poi risalire la china, sotto di un uomo, fino al definitivo 2-2. Una reazione importante specie se si valuta lo scarso rendimento degli estensi nell’ultimo periodo con la vittoria che manca, addirittura, dal 20 ottobre scorso all’Olimpico. Una reazione di cuore, in uno dei tanti spareggi salvezza del campionato, che regalano fiducia alla formazione di Semplici costretta, per via del rosso di Cionek, in dieci da inizio ripresa. Eppure, malgrado l’inferiorità numerica, il momentaneo svantaggio, la pericolosità degli avanti toscani e la verve del tandem KrunicCaputo, Kurtic, autore di una doppietta, riprende per i capelli la gara, su traversone del solito Lazzari, restituendo consapevolezza, ossigeno ed un punto ad una Spal tutta voglia e grinta, di più: resilienza.

Migliore in campo: Jasmin Kurtic

Il Milan affonda il Parma: gran carattere per i ragazzi di Gattuso

Non ci sono critiche, sia pure provenienti dall’alto, che tengano: questo Milan è forte, solido e possiede un gran carattere. Già, perché anche contro il buon Parma di D’Aversa, una delle sorprese di questo campionato, e con i problemi di formazioni di sempre, a causa delle defezioni dell’ultimo periodo, i rossoneri portano a casa il risultato, per giunta in rimonta, dimostrando di essere un grande collettivo e, appunto, una squadra.

Il gol di Inglese a inizio ripresa, infatti, avrebbe, forse, messo Ko molti club ma il sodalizio meneghino è di un altro spessore, un’altra categoria. Il ‘Diavolo’ accetta la sfida, si rimbocca le maniche e ribalta tutto con Cutrone prima e Kessié su rigore poi dimostrando la compattezza e la voglia di questa squadra che, da un anno e pochi giorni, si sente tutt’uno col proprio allenatore. È una squadra (la ripetizione non è casuale) che, di più, gli somiglia e che non abbandona mai il campo prima di aver lottato e dato tutto per la maglia. Anche nelle avversità di uno svantaggio, anche contro la sfortuna, anche contro i tanti errori, individuali e di reparto, che pure arrivano.

Migliore in campo: Patrick Cutrone

Il Toro recupera terreno e vede l’Europa. Decisivi Ansaldi e Belotti

Il Torino ritrova il successo dopo due turni di stop (contro Cagliari e Parma) e abbatte la buona resistenza del Genoa che, almeno alla vigilia, era approdato in Piemonte forte della ottima prestazione nel derby della lanterna, dei 10 gol di Piatek e, dunque, con ben altre intenzioni. Eppure, gli episodi, come spesso accade nel calcio, complicano i piani e le velleità iniziali. Già, perché nel giro di pochi minuti l’esterno del Grifone Romulo si fa espellere condannando i suoi ad oltre un’ora di gioco in inferiorità numerica. Il Genoa però, sostituisce Piatek con Gunter e si affida alla rapidità di Kouamé in contropiede con l’ivoriano, subito dopo, che realizza il momentaneo 0-1 rossoblù sugli sviluppi di un corner ospite. Il gol subito dà la sveglia ai granata che, anche qui, in poco tempo, la ribaltano.

Dapprima, infatti, arriva il gol dell’ex con Ansaldi bravo a fulminare dalla distanza Radu, poi, sugli sviluppi di un penalty guadagnato dal solito Iago Falque, Belotti manda i suoi sopra di una lunghezza per una segnatura, la sua quinta in campionato, fondamentale per il successo del Toro che, ora, vede la zona Europa League molto da vicino. Bene la reazione, il punteggio e dunque la vittoria, male invece il tandem offensivo con Zaza ma anche la gestione della ripresa dei ragazzi di Mazzarri incapaci di chiudere il match e rispedire al mittente gli sporadici tentativi genoani.

Migliore in campo: Cristian Ansaldi

Rimandati

Sassuolo volenteroso ma poco incisivo: pari 0-0 con l’Udinese

Reduce dal Ko in trasferta col Parma, il Sassuolo aveva l’obbligo morale, almeno, di provarci per ritornare nelle zone alte della classifica e cancellare il passo falso di sette, otto giorni fa. E, malgrado il punteggio, lo 0-0 finale, almeno sul piano della voglia, della fame di vittoria, i neroverdi non falliscono l’appuntamento, fatta eccezione per i primi 15-20’ di gioco. L’Udinese di Nicola è un osso duro e lo dimostra subito riversando sul campo grande agonismo, corsa ed una cattiveria nei contrasti davvero inattesa.

Eppure, gli emiliani, alla distanza, riescono a prendere le misure ai friulani con Berardi, Babacar e Di Francesco, assistiti dagli ottimi Sensi e Bourabia, abili a creare problemi e a costringere alla difensiva gli ospiti. Tuttavia, le buone iniziative corali ed individuali della formazione di casa, con Duncan spina nel fianco di Mandragora e soci, non trovano il varco, il guizzo giusto con Musso, nelle rare conclusioni dal grosso peso specifico degli avversari, abile a sventare ogni pericolo e a sigillare il punteggio: un pari dal bicchiere mezzo vuoto. Sassuolo ancora lontano dalla vittoria, che ora manca da un mese, ma in salute sul piano del gioco con l’Udinese, invece, a far festa e raccogliere, quasi un unicum in questa stagione, il secondo risultato utile di fila di questo avvio di annata.

Migliore in campo: Juan Musso

Ancora un pari per il Cagliari, i sardi non sanno più vincere

Il Cagliari finisce nel calderone delle rimandate di questo turno ma, per poco, poteva subire anche una sorte peggiore. Merito del Frosinone, della grande intensità di gioco nel primo tempo dei ciociari ma anche del rosso di Barella negli scampoli finali della partita. Alla fine, però, l’1-1, sommando le occasioni per parte, sembra un risultato che ci può stare nell’economia complessiva del match: con i canarini padroni delle operazioni nella prima frazione di gara ed i rossoblù, nella ripresa, bravi a ritornare in carreggiata e trovare il punto, di Farias (in gol quasi un anno dopo), del definitivo pareggio. Eppure, sponda sarda, il turno favorevole, la maggiore qualità dei propri interpreti ed un calendario che va ora complicandosi, con Roma, Napoli e Lazio nelle prossime tre sfide, avrebbero fatto pensare ad un Cagliari molto più volitivo e pronto, anche in termini di garra da riversare sul rettangolo verde, nei confronti del pur in salute Frosinone di Longo. Ma tant’è il campo premia i padroni di casa che, allo scadere, possono disperare per mezzo dell’errore decisivo, sotto porta, del possibile colpo del Ko della punta Ciofani.

Migliore in campo: Alessio Cragno

La Lazio regala un tempo al Chievo ed esce con un pari dal ‘Bentegodi’

La Lazio cede il passo al Milan e sciupa l'occasione di fare bottino pieno contro il Chievo ultimo in classifica. Gli uomini di Inzaghi continuano a deludere le attese, un po' come contro il Milan otto giorni fa, non riuscendo a capitalizzare la buona mole di gioco solitamente prodotta. Il pari però, ora, è ancora più pesante proprio perché ottenuto contro il fanalino di coda della nostra Serie A, anche, se in netta ripresa. Gli uomini di Di Carlo, infatti, già a partire dal primo tempo si mostrano totalmente differenti da quelli osservati a inizio stagione: pressano alti, non concedono spazi, sono corti e, in maniera perfetta, ripartono in contrattacco.

Come nell'occasione del vantaggio del quasi 40enne Pellissier con il clivense perfetto nel dettare il passaggio a Birsa e a fulminare Strakosha. La ripresa è un monologo biancoceleste, salvo qualche buona azione di alleggerimento dei padroni di casa, con Immobile abile a riacciuffare il Chievo e poi a vedersi infrangere i propri sogni di gloria contro il palo per quella che sarebbe stata la rimonta perfetta. Il Chievo resiste, la Lazio si abbatte sul muro gialloblù perdendo la quarta piazza e la zona Champions League.

Migliore in campo: Sergio Pellissier

Inter sciupona, si fa rimontare per ben due volte

La partita dell'Olimpico è bella, vibrante, ricca di colpi di scena, di gol e anche di errori. Da parte dei calciatori, ovviamente, ma anche degli arbitri, specie in Var Room, con le giacchette nere incapaci di amministrare la giusta sanzione a D'Ambrosio per il suo fallo in area su Zaniolo. Ribaltamento di fronte e gol dell’Inter. Questo l'episodio che fa impazzire i giallorossi ma che, al tempo stesso, scalda la giovane Roma che, poi, comincia a macinare gioco e ad esaltare le proprie individualità.

Dall'altra parte l'Inter assorbe la reazione dei padroni di casa portando il vantaggio negli spogliatoi. La ripresa però è un harakiri nerazzurro con i meneghini che si fanno raggiungere per ben due volte dai padroni di casa palesando evidenti limiti nella gestione del risultato e nella lettura del match. Troppo generosa, troppo vogliosa e, dunque, troppo esposta alle sortite capitoline con Under prima e Kolarov poi a delineare i contorni del pareggio e della chance sprecata per la compagine di Spalletti. Ora, a -11 dalla Juventus capolista.

Migliore in campo: Nicolò Zaniolo

Bocciati

Bologna a picco: 4-1 a Genova con la Samp

Il Bologna va a picco con la Sampdoria e consolida la sua terzultima posizione in classifica che, ora, fa scattare gli allarmi nei pressi del ‘Dall’Ara’. Perdere con la Sampdoria al ‘Ferraris’ ci sta, del resto i doriani hanno messo sotto parecchie squadre nel loro catino, vedi il 3-0 rifilato al Napoli, ma l’atteggiamento svagato e superficiale dei ragazzi di Inzaghi non lascia presagire a nulla di buono. Due dei quattro gol subiti, infatti, nascono da leggerezze in impostazione o in fase di coperture preventive illogiche e controproducenti per una squadra che ha difficoltà nel fare gol e, pure, nel racimolare punti utili. Il pareggio di Poli, che paga la cauzione per un avvio non proprio esaltante, viene così rovinato dalle imprecisioni di Pulgar o Danilo per una Samp brava e attenta a sfruttare ogni minimo errore avversario.

E poi, nella tana blucerchiata c’è un Ramirez impietoso, anche dei suoi trascorsi felsinei, ed un Quagliarella, alla sua quarta domenica di fila in gol, straordinario che raggiunge con la doppietta di sabato sera un mito come Roberto Pruzzo a quota 133 reti in Serie A. Insomma, tutto bene alla Samp, che aggancia nuovamente il treno europeo, tutto male invece al Bologna, chiamato ora a riflettere sulle proprie lacune per salvare la panchina di Pippo ed una stagione nata non proprio sotto una buona stella.

Migliore in campo: Fabio Quagliarella