Il Napoli passa a Bergamo con l’Atalanta 2-1 e non perde di vista la targa della Juventus, a +8 sugli azzurri. Trasferta complicata, come sempre all’Atleti Azzurri d’Italia e vieppiù proibitiva dopo un turno di Champions League. Il successo, dunque, è un risultato che vale oro, specie per come alla fine arriva. Eppure, dopo un primo tempo con tre, quattro nitide palle gol non concretizzate, con Fabian Ruiz e Insigne imprecisi davanti a Berisha ed il pari di Zapata, la rabbia, il rammarico per una vittoria sfumata, sponda campana, è tanta.

Il secondo tempo, infatti, è un manuale del contrattacco da parte della squadra sotto, nello specifico l’Atalanta, con gli orobici capaci di riversare tutta la loro garra, il loro agonismo in avvio. E la rete di Zapata, impietoso ex, è il giusto premio per gli sforzi dei padroni di casa che, poi, cercano di controllare i rari tentativi napoletani e si accontentano del buon punto contro la seconda forza del campionato. Allo scadere però, Ancelotti, pescando a piene mani dalla panchina, trova Milik, il criticatissimo Milik che, all’86’, su assist di Mario Rui, la scaraventa in porta per l’1-2 finale, il gol che tiene in vita il Napoli e, dunque, un intero campionato. Qui, duelli individuali e di reparto, di questo monday night.

Fabian Ruiz intelligente, Hateboer in confusione

Ad inizio partita, il Napoli trova già la rete e Fabian Ruiz, ma anche Hateboer, risolvono il loro confronto con lo spagnolo meglio dell’olandese. E sì perché al netto di qualche sbavatura, specie sotto porta, l’#8 azzurro è più attento, più nel vivo dell’azione partenopea ed è, come al 2’ di gioco, maggiormente efficace nell’economia globale del match. Palla filtrante di Insigne e gol, il suo terzo in campionato, di piatto sinistro.

Per lo 0-1 certo ma anche per evidenziare il differente stato dei due calciatori col #33 orobico incapace di prendere la scelta giusta nell’occasione della rete avversaria e, poi, poco abile a riaversi dal pessimo avvio con poche discese offensive, tanti appoggi superficiali e nessun cross, dal fondo, a cui ci ha spesso abituati. Fabian batte Hateboer 1-0, e non solo.

Maksimovic double face: bene in difesa, male in costruzione. Zapata ci prova e segna

Ormai, nelle gerarchie di mister Ancelotti, specie nelle sfide di cartello, Maksimovic sembra essere davanti sia a Hysaj che all’ex Lille Malcuit. Ed anche questa sera il serbo, che non partiva titolare in campionato da un anno, gioca dal primo minuto confermando le buone sensazioni di inizio stagione e della recente gara europea con la Stella Rossa. Una scelta, contro la freccia Gosens, azzeccata soprattutto in fase di difesa. In quella di spinta, infatti, l’ex granata non eccelle e, pur lasciato volontariamente da parte degli avversari libero di agire, sbaglia più di un appoggio evidenziando i suoi limiti in sede di costruzione. Ma il #19, è all’Atleti Azzurri d’Italia per un altro motivo: schermare la porta di Ospina. Ed il terzino adattato lo fa in maniera positiva nella prima parte della gara.

il contributo offensivo di Zapata, in termini di passaggi chiave, nel match col Napoli (whoscored.com)
in foto: il contributo offensivo di Zapata, in termini di passaggi chiave, nel match col Napoli (whoscored.com)

Nella seconda, invece, finisce per perdere le distanze nel non ottimale inizio di ripresa dei suoi commettendo l'errore fatale sull'1-1 non uscendo con precisione nell’occasione del pareggio di Zapata. Il tutto, per una gara solida ma monodimensionale: solo difesa. Il colombiano, da parte sua, fa il diavolo a quattro, lotta, corre, fa a sportellate contro tutti e si guadagna, anche grazie al gol, un voto altissimo. Un voto, magari, che potrebbe aumentare i rimpianti azzurri per aver ceduto un così gagliardo bomber.

Mertens e Insigne durano un tempo, i centrali orobici soffrono ma poi controllano

L’Atalanta gioca altissima, schiaccia, nonostante lo svantaggio, gli azzurri nella propria metà campo ma soffrono, tremendamente, le sortite degli ospiti. Le imbucate, anche dalla retroguardia, sono spesso pericolose come precisi fendenti con Mertens, Insigne ed il predetto Fabian Ruiz, destinatari dei suggerimenti dei propri difensori. Ma il belga e l’italiano in maglia #24 sono davvero in forma e contro i lungagnoni orobici trovano l’ennesima occasione per mostrare il loro talento e la loro intesa. E la prima frazione di gara, ed in particolar modo la rete del vantaggio napoletano, sono da manuale del calcio: Mertens imbuca per Insigne che si invola verso la porta per poi puntare al centro verso Fabian bravo ad insaccare. Passaggi di prima intenzione, tagli in verticale, intelligenza, astuzia e classe. Nel secondo tempo però, il duo azzurro finisce la benzina, perde smalto e si consegna, alla lunga, alla fisicità dei padroni di casa bravi a controllarne estro e potenzialità per una condotta di gioco in netto declino e poi risollevata, solo, si fa per dire, dal guizzo di Milik.

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Milik risolve problemi, Masiello lo lascia andare

Quando tutto sembra poter finire ed Atalanta e Napoli paiono accontentarsi del pareggio, ecco che arriva l’uomo che non ti aspetti: Milik. Il polacco, subentrato a Mertens nei panni dell’ultima speranza, della possibile carta vincente, dimentica le critiche e le panchine dell’ultimo periodo gonfiando la rete orobica grazie all’errore, in chiusura, di Masiello e Palomino, in pratica dell’intero pacchetto arretrato dei ragazzi di Gasperini, regalando punti, successo e secondo posto in solitaria ad un Napoli che, pur alle corde sul piano fisico, di mollare la presa, proprio, non ne ha voglia.

Stop e tiro di sinistro che vale tanto, certo tre punti ma anche una rivincita personale, una vendetta sul filo del gol che lo rilancia nelle gerarchie ancelottiane.

l’heatmap di Rigoni (a sinistra) e Koulibaly (a destra) (whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Rigoni (a sinistra) e Koulibaly (a destra) (whoscored.com)

Rigoni latita e fa rimpiangere Ilicic, Koulibaly dominante

Assente Ilicic, che s’era fatto espellere a Empoli contro i toscani, Gasperini rispolvera Rigoni con la speranza che l’argentino, in soffitta da un paio di mesi dall’inizio, sia in grado di attaccare bene la difesa schierata e di sopperire all’assenza dello sloveno. Speranze, malgrado qualche buono slalom e qualche tocco di prima intenzione, vana per l’ex allenatore dell’Inter col #24 atalantino, forse un po’ arrugginito dallo scarso impiego, non a suo agio contro la mediana azzurra e, neppure, contro il gigante Koulibaly. Il senegalese, infatti, lo sovrasta con la solita vigoria, grazie anche alla collaborazione dei centrocampisti campani, rallentando il suo impeto, la sua voglia ed un dribbling, potenzialmente, da paura.

Tabellino e voti

Atalanta (3-4-1-2) #1 Berisha 6-; #23 Mancini 6 (Dal 89’ Tumminello s.v.), #6 Palomino 5.5, #5 Masiello 5.5; #33 Hateboer 5.5, #15 De Roon 6, #11 Freuler 6.5, #8 Gosens 6.5; #10 Gomez 6.5; #24 Rigoni 5.5 (Dal 71’ Valzania 6), #91 D. Zapata 7.5. A disposizione: #95 Gollini, #31 Rossi; #13 Bettella, #19 Djimsiti, #53 Ali Adnan; #7 Reca, #22 Pessina, #88 Pasalic, #21 Castagne, #4 Valzania; #99 Barrow, #20 Tumminello. Allenatore Gian Piero Gasperini 6.5

Napoli (4-4-2) #25 Ospina 6; #19 Maksimovic 6+ (Dal 75’ Hysaj 6), #26 Koulibaly 7.5, #33 Raul Albiol 6.5, #6 Mario Rui 6.5; #7 Callejon 6, #5 Allan 6, #17 Hamsik 6, #8 Fabian Ruiz 7- (Dal 75’ Zielinski 6-); #24 Insigne 6.5, #14 Mertens 6 (Dal 82’ Milik 7.5). A disposizione: #27 Karnezis, #1 Meret; #13 Luperto, #2 Malcuit, #23 Hysaj, #31 Ghoulam; #30 Rog, #42 Diawara, #20 Zielinski; #34 Younes, #99 Milik. Allenatore Carlo Ancelotti 7