Con gli ultimi colpi per le squadre di Serie A si è chiusa la finestra invernale di calciomercato. Nessun grande botto finale in linea con l’intera sessione che verrà ricordata più per le trattative sfumate che per quelle poi andate effettivamente in porto. Ripercorriamo adesso a grandi linee quali sono state le tappe principali di questo mercato di gennaio che ha appena chiuso i battenti.

Emre Can alla Juve: subito? No, a giugno…forse

Ancora prima che la sessione di calciomercato cominciasse la Juventus corteggiava Emre Can, centrocampista tedesco in scadenza a giugno con il Liverpool: prima Marotta e Paratici hanno provato a portarlo a Torino subito ricevendo però un secco no da Jurgen Klopp, poi ad accaparrarselo a parametro zero per la prossima stagione. Sembrava tutto definito ma nelle ultime ore è stato lo stesso Marotta a rimettere in discussione tutto ai microfoni di RMC: "I nostri contatti sono ben avviati – ha affermato l’ad bianconero – ma la trattativa non è affatto conclusa".

Un Pastore per l’Inter: da sogno irrealizzabile a grande delusione

Altra trattativa che ha infuocato l’intera sessione di calciomercato è stata quella tra l’Inter, Javier Pastore e il Paris Saint Germain. Prima obiettivo principale, poi secondario rispetto alle richieste di Spalletti, accontentato con l’arrivo del quarto centrale difensivo Lisandro Lopez e con quello del jolly Rafinha dopo un’estenuante trattativa con il Barcellona, e infine imprescindibile per alzare il livello tecnico e completare la rosa nerazzurra. Fasi alterne, anche contrastanti tra loro, che hanno anche modificato a seconda del momento le aspettative dei tifosi: tant’è che da sogno difficile da realizzarsi, poi divenuto per un periodo addirittura impossibile, si è trasformato in realizzabile, per poi chiudersi come delusione quando il suo approdo è sfumato proprio nelle ultime ore di mercato perché la proprietà nerazzurra non ha accettato le richieste dei transalpini (prestito con obbligo anziché con diritto di riscatto).

Napoli: muro Verdi, Younes arriva e poi va via, tentativo in extremis per Politano

Altro tormentone di questa finestra di mercato è stato quello relativo all’esterno d’attacco che il Napoli voleva regalare a Maurizio Sarri. Si comincia con l’affaire Simone Verdi: i partenopei trovano l’accordo con il Bologna per la cessione a titolo definitivo, il calciatore in vacanza a Dubai ci pensa a lungo e poi, al rientro in Italia, rifiuta gli azzurri. Perso Verdi si sondano i vari Gerard Deulofeu del Barcellona (finito poi in prestito al Watford), Lucas Moura del Psg (andato al Tottenham per la stessa cifra che gli azzurri avevano pattuito con i felsinei per Verdi), ma soprattutto Matteo Politano del Sassuolo che diventa il caso dell’ultima settimana di mercato.

Gli emiliani non lo vogliono cedere ma il Napoli insiste, poi la volontà del calciatore di approdare all’ombra del Vesuvio ammorbidisce la dirigenza neroverde che chiede però, oltre ad una cifra molto alta, di attendere che venga trovato il sostituto individuato in Gianluca Caprari che la Sampdoria non ha però nessuna intenzione di cedere. Nel frattempo la Juventus, unica rivale dei partenopei per lo scudetto, chiede informazioni al Sassuolo sullo stesso esterno offensivo, probabilmente non un vero interesse ma una manovra di disturbo non presa benissimo da De Laurentiis che a precisa domanda “A che punto è la trattativa per Politano?” risponde ironicamente “Chiedetelo a Marotta!”.Il Napoli ci ha provato fino all'ultimo momento offrendo 25 milioni di euro più il prestito di Ounas più Farias  del Cagliari, il tutto proprio negli ultimi minuti di questa sessione di mercato. Come se non bastasse, ufficialmente a causa di problemi familiari, anche l’arrivo del tedesco Amin Younes, dopo aver effettuato le visite mediche con il club azzurro, salta con il calciatore che fa ritorno all’Ajax e si unirà ai campani solo da giugno a parametro zero.

Supermarket Roma, ma alla fine va via solo Emerson Palmieri

Altro caso di mercato di questa sessione di mercato è quello relativo alle possibili cessioni in casa Roma con i tifosi che hanno visto vicina la possibilità di veder partire due dei migliori giocatori della propria rosa. Il primo a far tremare i supporter giallorossi è stato Radja Nainggolan: per il belga si fanno avanti i cinesi del Guangzhou Evergrande, club allenato da Fabio Cannavaro, che offrono 50 milioni di euro alla società capitolina e 12 milioni di euro netti all'anno per il “Ninja”. Il calciatore è tentato ma la trattativa tra i club salta a causa della Luxury Tax imposta dal governo cinese per la quale il Guangzhou avrebbe dovuto sborsare circa ulteriori 44 milioni di euro al fisco cinese.

Scampato il pericolo di un addio di Nainggolan, i tifosi giallorossi rimangono comunque col fiato sospeso perché possono comunque perdere uno dei loro idoli dato che il Chelsea di Antonio Conte si fa sotto per prendere il terzino Emerson Palmieri e il centravanti, capocannoniere della scorsa Serie A, Edin Dzeko: l’offerta è di quelle che la Roma, che deve rimettere a posto i conti per rispettare i paletti imposti dal fair play finanziario, non può rifiutare. E così le due società si accordano e la palla passa ai due calciatori che devono trovare l’intesa con i Blues. L’italo-brasiliano ci mette poco mentre l’attaccante bosniaco, dopo un periodo di tentennamento, avvia le trattative con i londinesi ma spara alto e non è disposto ad abbassare le proprie pretese così come dall’altro lato non sembrano disposti a fare un’eccezione alla politica del club sugli ingaggi. Si crea quindi un muro contro muro che porta Dzeko a rimanere a Roma. Va invece in porto il passaggio di Emerson Palmieri alla corte di Conte: ai giallorossi 20 milioni di euro + 8 milioni di bonus. Al suo posto nella capitale arriva Jonathan Silva dallo Sporting Lisbona.

De Vrij resta alla Lazio, ma il rinnovo ancora non c’è

Un tormentone di mercato in questa sessione di mercato c’è stato anche sulla sponda biancoceleste della Capitale, ma non ha riguardato né nuovi acquisti né cessioni illustri, ma un importante rinnovo di contratto. Infatti protagonista di questo mese di gennaio è stato anche il difensore olandese della Lazio, Stefan de Vrij, in scadenza di contratto a fine stagione ma che in alcuni momenti della finestra di mercato è sembrato poter salutare la compagnia anticipatamente. Ci hanno provato sia Juventus e Inter in Italia, ma soprattutto Manchester City e Barcellona che hanno poi virato rispettivamente su Aymeric Laporte e Yerry Mina, ma la Lazio ha respinto gli assalti e pare aver convinto il calciatore a rinnovare (con una clausola rescissoria relativamente bassa come anticamera di una cessione che arriverà quasi sicuramente a giugno). La firma non c’è ancora così come non c’è stato nessun annuncio ufficiale del rinnovo, anche se l’ottimismo che filtra in casa Lazio lascia pensare che si è molto vicini ad una conclusione.

Affaire Pellegri: il Monaco batte la Juve sul suo terreno

Altro protagonista di questa sessione di calciomercato invernale è stato il giovanissimo attaccante italiano Pietro Pellegri, primo millenial a siglare una doppietta in Serie A. Quello che è considerato uno dei prospetti più interessanti per il calcio del Bel Paese del futuro era finito nelle mire della Juventus che, come ormai ci ha abituato da tempo, cerca di battere la concorrenza sul tempo quando si tratta di giovani importanti. Questa volta però i bianconeri che sembravano ormai ad un passo dal portare a casa il talento del Genoa, sono stati battuti dal Monaco che ha messo sul piatto un’offerta da 25 milioni di euro (bonus compresi) a cui Preziosi non poteva dire di no e alla quale i piemontesi non hanno avuto la forza economica di replicare. E così il 16enne più pagato della storia del calcio ha salutato l’Italia per accasarsi nel Principato dove ha siglato un contratto da un milione di euro netti a stagione che aumenterà di anno in anno, con Marotta e Paratici che subiscono una delle rare sconfitte di mercato in materia di giovani promettenti.

Tutti i movimenti delle 20 squadre di A in questa sessione di mercato invernale