Il calciomercato del Napoli, a poche ore dalla fine di una delle sessioni invernali meno entusiasmanti degli ultimi anni, potrebbe concludersi senza innesti e con due grandi no: Verdi e Younes. Due no, sia pure per motivi diversi, come metafora di una società a metà fra, per citare il filosofo francese Blaise Pascal, ‘miseria e grandezza' con una squadra, sul campo, a strabiliare pubblico e avversari, ed una società, dietro le quinte, incapace di accorciare il gap, per uomini e mezzi, con l’esercito di calciatori a disposizione della Juventus. Il tutto, quando si avvicina il tour de force di calendario fra impegni di campionato ed Europa League, decisivi per la stagione, e proprio quando la fatica dell’annata comincia a farsi sentire sulle gambe dei (soliti) titolari azzurri.

Verdi, di rabbia: 15 giorni dopo è ancora tutto in ballo

Era ormai il 16 gennaio quando Simone Verdi, asso del Bologna, pupillo di Sarri, diceva definitivamente no al Napoli chiudendo le porte a un suo possibile arrivo all’ombra del Vesuvio. Quindici giorni dopo, Machach e Bangoura a parte, nessuno, al di là delle tante alternative, da Deulofeu a Lucas Moura, delle quali si parlava, è giunta alla corte del tecnico toscano costretto, ancora una volta, a tirare il meglio dal materiale, sia pure ottimo, a disposizione. Un no che ha scompaginato i piani, anzi, il quasi unico piano partenopeo e che ha condotto Giuntoli alla disperata ricerca di una soluzione diversa mostrando alle altre il volto di chi vuole disperatamente comprare. E le altre, ‘qua nessuno è fesso’, a sparare prezzi piuttosto alti. E così, a pochi giri di lancette dalla fine della sessione di riparazione, Verdi resta un ricordo, amaro, e il Napoli privo di un esterno in grado di far riposare un tridente che, per minuti giocati, farebbe arrossire pure Stakanov.

Younes oggi? No a giugno, piano b in frantumi

Ad essere sinceri però, gli azzurri hanno tentato di esperire qualche strada nuova e, pure, di accelerare la road map estiva: Younes già a gennaio. E quando tutto sembrava fatto, con l’Ajax ben felice di incassare con il tedesco in scadenza, 5 milioni di euro, ecco arrivare l’ennesimo intoppo, l’ennesima beffa di un inverno di sicuro gelido: l’esterno offensivo rimanda l’approdo campano a giugno per seri motivi familiari. Punto e a capo e ora che si fa? Oltre a tentare di strappare Politano, con un arrivo non facile e pure a suon di quattrini, inflazionato rispetto al reale valore del ragazzo, nulla più con sole 24 ore per chiudere una eventuale trattativa. Un coup de théâtre pericoloso e imprevisto che lascia tutti, tecnico compreso, basiti, anzi, senza tante alternative con l’acerbo Ounas da una parte ed il poco utilizzato Giaccherini dall’altra.

gli arrivi del mercato di gennaio 2015/16 (Transfermarkt.it)
in foto: gli arrivi del mercato di gennaio 2015/16 (Transfermarkt.it)

Milik e Ghoulam i nuovi innesti, peggio di 2 anni fa?

L’antico adagio recita: “Historia magistra vitae”, la storia è maestra di vita. Una locuzione latina che, però, intenzioni societarie a parte, non sembra esser stata ben recepita dal Napoli incapace, così come due anni fa, quando gli azzurri chiusero con l’effimero ma promettente titolo di ‘Campione d’inverno’, di aggiungere talento e pezzi importanti al rodato ma provato motore partenopeo. All’epoca con un Napoli al top ed un Higuain in grande spolvero, arrivarono Grassi e Regini, non proprio chiamati a far fare il salto di qualità alla squadra che, poi, quello scudetto, finì per perderlo arrivando allo scontro diretto con, sulle gambe dei titolari, 797’ in più rispetto ai pari ruolo della Juve.

lo stato dell’arte degli acquisti del Napoli (Transfermarkt.it)
in foto: lo stato dell’arte degli acquisti del Napoli (Transfermarkt.it)

E così, lo spettro di un remake di quella stagione, di un replay di quel traumatico sorpasso, potrebbe ripresentarsi con l’unico argine, certificata (o quasi) l’assenza di innesti in entrata, rappresentato dai recuperi dei lungo degenti Milik e del prezioso algerino Ghoulam oppure da una clamorosa (e paradossale) rinuncia all'Europa League già nei prossimi sedicesimi di finale col Lipsia per risparmiare energie vitali e puntare tutto sullo scudetto.