L’Inter batte a fatica la Sampdoria per 2-1 e rimette fra sé ed il Milan un margine di 4 lunghezze. Un margine importante vista Champions ma che serve anche a rasserenare un ambiente, di certo, non proprio disteso. Icardi, almeno per un paio d’ore, viene oscurato dal campo che, alla fine dei giochi, restituisce una squadra unita, compatta con ancora alcuni limiti su cui lavorare ma anche con un grande cuore.

E, pure, una serie di individualità di assoluto valore. Come Perisic, che si conferma su buoni livelli dopo la discreta prova di Parma, come Martinez, che lotta con i suoi mezzi contro Tonelli e Andersen, come Politano, spina nel fianco sulle destra, e, in definitiva, come Nainggolan capace, dopo il pareggio doriano, a freddo, di mandare Ko la Samp e regalare 3 fondamentali punti ai suoi.

Molto vivace Politano, Murru sul pezzo. Ottimo Perisic a sinistra

Densità al centro, traffico sulla mediana e l’esigenza, congenita per l’Inter, di garantire ampio respiro alla propria manovra, sono fra le ragioni principali della buona partita, sulle corsie, di Politano e Perisic. I ragazzi di Spalletti, difatti, sia pure con performance individuali differenti, meglio il croato rispetto all'italiano, si mostrano come una delle chiavi, decisive, per scardinare l’attenta difesa blucerchiata. Si passa spesso da loro e proprio loro, con le rispettive caratteristiche, lavorano per la punta centrale e gli inserimenti senza palla dei compagni di centrocampo, e di difesa. Con cross, traversoni, dribbling, giocate ed una presenza, costante, nelle proprie avanzate: quelle dei padroni di casa.

Presenza costante, anche quella dei fluidificanti liguri con Bereszynski da una parte e Murru dall’altra, bravi ad assorbire il colpo, pronti a respingere gli assalti delle ali nerazzurre e capaci, nelle tante transizioni positive, di accompagnare con padronanza le sortite ospiti. Nella ripresa però, il polacco, stanco delle sterminate finte e incursioni del #44 nerazzurro, cede il passo a Perisic che, dal fondo, suggerisce al meglio per l’accorrente D’Ambrosio: è il gol del vantaggio.

Il ‘Toro' Martinez lotta come può. Gabbiadini in gol in un amen, il Ninja firma i 3 punti

L’Inter lì davanti non è certo scintillante e non produce, stante anche la buona vena degli avversari di giornata, grossissime occasioni da gol. E, con l’assenza forzata dell’ex capitano Icardi, le cose in attacco si fanno più difficili. Martinez non paga la cauzione per tutti ma non per questo finisce sul banco degli imputati, anzi. Pur con una carrozzeria differente, sotto taglia rispetto a Tonelli ed Andersen, infatti, il ‘Toro' fa a sportellate con la difesa di Giampaolo, si muove con estrema continuità, tiene il contatto, serve i suoi e, spesso, suggerisce, con veli e tocchi precisi, in favore dei tre alle sue spalle. Chi, invece, non ha bisogno di molto tempo per violare la rete è Gabbiadini che, entrato dopo lo svantaggio di D’Ambrosio, ci mette appena un minuto per segnare e bissare la rete contro l'Udinese di qualche settimana fa.

Gol però, inutile ai fini del risultato del ‘Meazza’ perché quando l’inerzia sembra tutta a favore degli ospiti, il Ninja, autore di una contesa sulla sufficienza, si inventa una rasoiata da fuori area, per la sua terza firma in stagione, che cancella tutto: reazione ligure, polemiche ed errori.

Bene Gagliardini in mediana. Fastidioso Saponara dietro le punte

Fuori dalla lista Uefa ma non certo dagli schemi nerazzurri. È, in sintesi, l’attuale momento storico di Gagliardini che, pur ai margini delle rotazioni continentali, non si sente escluso dal progetto spallettiano, anzi. E approfitta di questo match per farsi trovare pronto e dimostrare quanto possa dare sul rettangolo verde. Ed in avvio, nei primi 20’ di gioco, ad uso e consumo di una Inter assetata di gol, l’ex mediano dell’Atalanta si disimpegna al meglio: combatte, lotta, aggredisce l’avversario, recupera palla e, pure, lancia qualche preciso tracciante in verticale. Come, ad esempio, al 6’ con Martinez, destinatario dell’imbucata, incapace di battere Audero e convertire in assist il suggerimento del #5 meneghino. Poco male però, perché stante una curva di rendimento che, poi, col passare dei minuti, si abbassa adeguandosi su una piena sufficienza, Gagliardini si mostra presente, vivo e partecipe nel settore nevralgico del campo.

Dove, dall’altra parte, staziona un Saponara in serata super. Il #5 doriano, difatti, al di là dei suoi lampi, delle sue doti palla al piede e delle sue geometrie, peraltro ben note, si muove alla perfezione buttandosi negli spazi che la retroguardia avversaria, a causa delle sortite laterali di Defrel e Quagliarella, lascia per una gara, specie nel primo tempo, da spina nel fianco, da fastidiosa presenza fra le linee: da autentico numero 10 aggiunto.

De Vrij principesco. Nella Samp Andersen prova a imitarlo

Se l’Inter chiude per la ventesima volta in stagione senza subire gol la prima porzione di tempo, tanto merito va dato ad una buona organizzazione collettiva ma anche ad una arcigna e rocciosa retroguardia. Per l’anno nuovo, con un rinforzo in più: quello di Godin. Ma se Skriniar non riesce a giocare come sa lisciando il pallone dell’1-1 della Samp, De Vrij, anche contro il famelico Quagliarella, va oltre ogni più rosea aspettativa. L’olandese non si tira mai indietro, legge in anticipo le intenzioni dell’avversario, imposta con maestria dalla difesa e, pure, esce in disimpegno con una eleganza ed una qualità davvero regali abbinando a forza fisica e scelta di tempo tanta, tantissima sicurezza. Caratteristiche nelle corde del danese Andersen che, dall’altra parte della barricata, cerca, come può, di imitare il #6 rivale disegnando i contorni di una partita, nella scala del calcio, all’altezza della situazione.

Tabellino e voti

Inter (4-2-3-1): #1 Handanovic 6+; #33 D'Ambrosio 6, #6 De Vrij 7, #37 Skriniar 6, #29 Dalbert 6; #5 Gagliardini 6.5 (Dal 59’ Joao Mario 6-), #77 Brozovic 6.5; #14 Nainggolan 7 (Dal 89’ Vecino s.v.), #16 Politano 6.5 (Dal 68’ Candreva 6), #44 Perisic 6.5; #10 Lautaro Martinez 6+. A disposizione: #27 Padelli, #46 Berni; #23 Miranda, #18 Asamoah, #13 Ranocchia, #21 Cedric; #8 Vecino, #15 Joao Mario, #20 Borja Valero, #87 Candreva. Allenatore Luciano Spalletti 6.5

Sampdoria (4-3-1-2): #1 Audero 6; #24 Bereszynski 5.5 (Dal 81’ Sala s.v.), #3 Andersen 6.5, #26 Tonelli 6.5, #29 Murru 6.5; #10 Praet 6, #6 Ekdal 6 (Dal 81’ Ronaldo Vieira s.v.), #16 Linetty 6; #5 Saponara 7 (Dal 74’ Gabbiadini 7+); #27 Quagliarella 6.5, #92 Defrel 6.5. A disposizione: #33 Rafael, #72 Belec; #15 Colley, #25 Ferrari, #7 Sala, #22 Junior Tavares; #4 Ronaldo Vieira; #20 Sau, #23 Gabbiadini, #12 Bahlouli. Allenatore Marco Giampaolo 6.5