Oggi è il gran giorno. Il giorno nel quale le chiacchiere, i pronostici e i discorsi intorno al mondiale terminano col campo, giudice inflessibile, a determinare la squadra, la nazionale più forte del globo. Inizia, senza ulteriori delazioni, la rassegna russa, la rassegna che, purtroppo per noi, non vedrà l’Italia ai nastri di partenza.

Nastri di partenza che, invece, vedono le compagini africane, specie il Senegal, alla sua seconda partecipazione assoluta ad un mondiale, meglio attrezzate del solito e con tanto, tantissimo talento nelle cinque formazioni rappresentanti del continente nero, ancora, purtroppo per il ricambio, il riciclo del football, prive di un vessillo iridato nella storia del pallone. Eppure, per mostrare la forza dei tanti elementi fra Tunisia, Marocco, Egitto, Senegal e Nigeria, ecco l’African Dream Team, la selezione cioè dei migliori esponenti del calcio africano che avremo il piacere di osservare di qui al 15 luglio prossimo.

Portiere, El Hadary supera tutti. È lui l’istituzione del calcio africano

In porta, malgrado la presenza di estremi difensori come Diallo (Senegal), Gomis (Senegal), Uzoho (Nigeria), Balbouli (Tunisia) o Bono (Marocco), non possiamo non trovare El Hadary che, dopo 158 presenze in nazionale, farà il suo esordio in un mondiale, il suo Egitto manca dalla manifestazione internazionale da Italia ’90, diventando, automaticamente, non solo il numero uno ma anche il calciatore meno giovane mai sceso in campo in un contesto simile battendo, dunque, il record di calciatore più vecchio ad un mondiale, 43 anni, stabilito dal colombiano Mondragon nel 2014 in Sudafrica. Insomma, se, come si dice, noblesse oblige, ovvero: la nobiltà comporta oneri e onori, anche l’età anagrafica, in questo Dream Team, conta, e pure tanto. Del resto il classe ’73 dell’Al-Tawoon, a 45 anni suonati, è una autentica istituzione del calcio africano.

Difesa granitica, la fisicità la fa da padrone

Davanti alla datata ma ancora efficace saracinesca egiziana, si erge un muro difensivo di eccezionale vigoria fisica ed atletica. In questo, madre natura, per i calciatori provenienti da quella porzione di mondo, è stata davvero generosa. Una difesa però, brava, di più, efficace anche nel sostegno della manovra d’attacco con i terzini, abili in entrambe le fasi di gioco, a garantire spinta e freschezza, attenzione e diagonali difensive.

Insomma, una retroguardia da 93 milioni di euro, di tutto rispetto e, per non farsi mancar nulla, pure, di chiara matrice italiana, almeno, per quanto riguarda i centrali. E sì perché proprio nel punto nevralgico del pacchetto arretrato troviamo due dei più performanti protagonisti della lotta scudetto della Serie A con Benatia da un lato e Koulibaly dall’altro a dare spettacolo, anche in zona gol, in questa loro personalissima stagione. Insomma, la diga, come quella di Assuan, una delle più celebri d'Africa, al centro è di quelle da sogno con tutte le qualità utili in possesso dei predetti talenti: anticipo, forza fisica, dinamismo, qualità, letture, scivolate e bravura nei colpi di testa. Completano il quadro, a sinistra il tunisino Haddadi (3 milioni di euro) e, dall’altro lato, il fluidificante del Senegal, e del Bordeaux, Sabaly (7 mln).

Centrocampo granitico, centrocampo da Premier League

In mediana, invece, in un 4-2-3-1 complessivo, ecco spuntare una coppia di interditori ma anche di discreti palleggiatori, come Gueye (20 mln) del Senegal e dell’Everton e Ndidi (25 mln) della Nigeria e del Leicester. Due calciatori fondamentali per le rispettive selezioni nazionali e che in questo collettivo africano sarebbero perfetti per sostenere la portata, la forza e le sortite del poderoso attacco nero.

Ghepardi e rapaci leoni, la fotografia dell’attacco black power

Quasi come plastica, precisa, efficace rappresentazione della bellezza del continente, per risorse naturali, più ricco del pianeta, l’attacco di questo Dream Team riflette per caratteristiche le doti migliori degli animali più noti dell’Africa: il leone ed il ghepardo. Del primo, infatti, questo quartetto d’archi prende in prestito la ferocia nell’azzannare la preda, l’avidità nel colpire l’avversario; del secondo, l’estrema, inarrivabile velocità. Il tutto, in un mix vincente e pure letale con Salah (150 mln), a destra, Mané (70 mln) a sinistra, in un revival a tinte mondiali del Liverpool, Ziyech (25 mln) al centro e Iheanacho (15 mln) davanti a rappresentare il meglio del meglio della CAF, della confederazione africana del football. Un attacco, da 270 milioni di euro, da 47 assist e 82 gol nell’annata 2017/18.