Nessuna squalifica, solo una multa di 20 mila euro per Cristiano Ronaldo. E' questa la decisione della Uefa che ha punito per ‘condotta impropria' il calciatore della Juventus (articolo 11 del regolamento disciplinare). L'esultanza cafona, sguaiata, scomposta e maleducata – esibita dal giocatore nei pressi del settore dov'erano sistemati i tifosi dell'Atletico Madrid – non è stata ritenuta una provocazione (articolo 15, cattiva condotta) e nemmeno le parole poco eleganti pronunciate dall'ex Real ("a chuparla" seguito da "hijos de puta") all'indirizzo dei sostenitori avversari sono state valutate come aggravanti rispetto al brutto gesto compiuto.

L'esultanza con le mani all'inguine verso i tifosi spagnoli

Cosa aveva fatto CR7? Dopo aver realizzato la rete del 3-0 (quella arrivata su rigore e decisiva per la qualificazione ai quarti di finale), oltre al consueto salto scandito dal sibilo del suo urlo, il cinque volte Pallone d'Oro aveva indicato con entrambe le mani le parti intime e s'era preso l'ennesima rivincita nei confronti dei colchoneros, spesso castigati negli incontri clou anche quando indossava la maglia dei blancos. Pericolo sventato, la stella portoghese farà parte della squadra che ad aprile sarà impegnata nel doppio confronto di Coppa contro l'Ajax (il giorno 10 si gioca l'andata ad Amsterdam).

Perché il suo gesto sembrava più grave di quello del Cholo

Perché il suo gesto era ritenuto più grave rispetto a quello compiuto da Simeone al Wanda Metropolitano? Il tecnico sudamericano s'era sì resto protagonista di un'esultanza ‘pittoresca' (indicando gli attributi, fece riferimento al carattere palesato dalla sua squadra) ma era rivolta verso il suo pubblico non quello della Juventus. Per quell'episodio il Cholo venne sanzionato con un'ammenda di 20 mila euro. In caso di squalifica la Juventus avrebbe intrapreso un'altra strada e approntato la memoria difensiva per cancellare la squalifica: immediato il ricorso alla Commissione d'appello Uefa ed eventualmente al Tas di Losanna in ultima istanza.