Lunedì 29 luglio James Rodriguez torna dalle vacanze. Il Real Madrid, che lo ha messo sul mercato, lo ha lasciato nel buen retiro in Colombia per qualche giorno in più nell'attesa di definire la posizione del calciatore. Sono giorni cruciali, scanditi dalle ultimissime notizie di calciomercato che in Spagna danno il ‘diez' dei Cafeteros più vicino all'Atletico rispetto al Napoli (c'è chi indica data delle visite mediche e fornisce dettagli perfino sulle cifre) mentre in Italia prevalgono attesa, scetticismo e soprattutto l'ansia (da parte dei tifosi azzurri) di capire se e quando il ‘bandito' arriverà in Italia per riabbracciare il suo mentore, Carlo Ancelotti. È sotto la gestione del tecnico di Reggiolo che – a Monaco di Baviera come in blancos – JR10 ha vissuto il momento migliore della carriera. Ed è al tecnico dei partenopei che ha dato la propria parola, gli ha stretto la mano e lo ha rassicurato sulla volontà di lavorare ancora assieme nonostante le pressioni della concorrenza.

Il patto con James ma a Madrid caldeggiano l'Atletico

Adesso, però, è arrivato il momento di affondare il colpo e andare a prendere il giocatore oppure mollare definitivamente la cima, dirigendo le attenzioni su altro. Gli elementi di ‘distrazione di massa' non mancano: dai contatti con Wanda Nara, Mauro Icardi, Marotta e l'Inter per ingaggiare il bomber da 30 reti che tanto piace al presidente, Aurelio De Laurentiis, fino all'alternativa (difficile) Nicolas Pépé e Hirving Lozano, sparito dai radar per un po' di tempo e poi improvvisamente riemerso dall'oblio. Con James Rodriguez c'è accordo su tutto, dallo stipendio ai diritti d'immagine (costi contemplati a bilancio considerando anche i benefici del Decreto crescita), colonne di un'operazione che può portare – grazie alla popolarità del calciatore/brand – il Napoli nel futuro. Jorge Mendes, agente del colombiano, ha tessuto la delicata trama di un affare che non è tramontato del tutto e regge essenzialmente sulla ‘parola' del calciatore che tra un anno entra in scadenza (2021) e ha fatto sapere – per quanto possa essere allettato dall'idea di restare nella capitale spagnola – che non ha affatto scartato la soluzione azzurra.

La perplessità del presidente, De Laurentiis

E allora perché il Napoli ha perso tutto questo tempo col rischio che gli soffino la portata dal piatto dopo averne atteso con pazienza la cottura? Anzitutto, serviva attendere che dalle cessioni arrivasse un discreto tesoretto da reinvestire. C'è poi un altro fattore: De Laurentiis ha sempre considerato prioritario e ‘funzionale' (parola che ha usato spesso quando è stato chiamato a rispondere sul sudamericano) alla squadra un altro profilo di calciatore, ovvero quella punta che accanto a Milik può rendere efficace e devastante l'attacco; ha avuto fin dall'inizio perplessità relative a un campione che negli ultimi anni s'è un po' perso, che giunto a 28 primavere è al limite anagrafico degli investimenti messi a budget e soprattutto – a differenza di Higuain, un bomber da record appunto – restringe l'orizzonte di manovra quanto a possibili rivendite future e plusvalenze, che vorrebbe ingaggiare per accontentare la richiesta di Ancelotti ma senza svenarsi così da conservare risorse per un altro colpo top là davanti. "Non ho bisogno di comprare calciatori per fare scena e avere più abbonamenti, voglio vincere ma per farlo bisogna usare la testa". Messaggio chiaro… ecco spiegata la ragione del mancato affondo.

Perché la trattativa con il Real Madrid s'è arenata

La trattativa s'è arenata sulla guerra di nervi tra Real e partenopei: cessione a titolo definitivo a 42 milioni, la posizione delle merengues; prestito con diritto di riscatto la formula inizialmente prediletta dalla società campana. Un braccio di ferro che, al momento, è senza vincitori né vinti col rischio che il calciatore decida sì di restare a Madrid ma senza varcare il Manzanarre e continuare fino a scadenza la propria esperienza con i blancos. È una delle tante ipotesi paventate in queste ore, difficile e pazzesca al tempo stesso: Florentino Perez può davvero accettare di perdere a costo zero il ‘bandito'? Sarebbe folle, anche in virtù dei 50 milioni che l'Atletico può mettere sul piatto qualora decida effettivamente di fare affari con i rivali storici.

Turare il naso, incassare e cedere ai rivali per far soldi

Del resto… pecunia non olet, anche se è quella di un acerrimo concorrente. E fa niente se serve a racimolare quei capitali necessari per lanciare l'assalto a Paul Pogba, centrocampista richiesto espressamente da Zinedine Zidane. Non è da escludere il colpo di scena, ovvero che James Rodriguez raggiunga il Napoli prima della partenza del tour di amichevoli che lo vedranno il 28 luglio in Scozia (match di lusso col Liverpool campione d'Europa) e poi in America contro il Barcellona.

Le alternative del Napoli a James Rodriguez: Nicolas Pépé

Tutto può accadere. Le voci che rimbalzano da Madrid spingono James Rodriguez verso il ‘Cholo' Simeone mentre, nell’attesa che il Real decida cosa fare, il Napoli si tiene pronto alla chiusura a certe condizioni (magari con uno sconto sul prezzo) e valuta strade alternative. Il classico ‘piano b' che conduce alla stellina ivoriana del Lille, Nicolas Pépé, per il quale gli azzurri offrono 60 milioni più il cartellino di Ounas: proposta che piace alla società francese ma non ha (ancora) il gradimento del giocatore attratto dalle sirene del Psg e della Premier League. Restate in attesa, il finale è tutto da scrivere. Comunque vicino, comunque vada.