Se fosse un film, il titolo della vicenda James Rodriguez-Napoli potrebbe essere La verità è che non gli piaci abbastanza al punto che quel ‘ti chiamerò' tra il club azzurro e il Real Madrid è la conditio sine qua non tale da far saltare un'operazione condotta con largo anticipo, incassando il sì del calciatore attraverso i buoni rapporti con Carlo Ancelotti e la mediazione del procuratore, Jorge Mendes (lo stesso di Cristiano Ronaldo e del golden boy Joao Felix). Non è che l'ex Bayern non piaccia abbastanza, anzi… ma è operazione fuori dai parametri finora seguiti dalla dirigenza che tentenna, si fa scudo della volontà del sudamericano (tutt'altro che ferma però) e del feeling con l'allenatore (fattore importante ma finora non determinante), prova a strappare un'intesa alle proprie condizioni. Il tempo, però, stringe e la pazienza da parte dei blancos è giunta al limite.

A che punto è la trattativa del Napoli per James Rodriguez

Cosa manca per chiudere la trattativa? La volontà da parte del presidente, Aurelio De Laurentiis, di affondare il colpo e – come si dice in gergo – andarsi a prendere il giocatore con il quale è stato già raggiunto accordo su tutto (dallo stipendio di 7 milioni netti per 5 anni fino al 50% dei diritti d'immagine da lasciare a un calciatore che è anche un brand). Il viaggio del direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, in Spagna è servito essenzialmente a chiedere qualche giorno di pazienza in più per effettuare qualche cessione (Roberto Inglese al Parma per 22 milioni è stata la più corposa) e poi compiere il passo decisivo oltre a mediare ulteriormente rispetto alla proposta del Napoli.

Perché tirare fino a questo punto la corda col rischio che si spezzi? Il colombiano è un top player, il calciatore in grado di assicurare quella qualità necessaria per alzare l'asticella come ipotizzato dal tecnico. Per stessa ammissione del patron, quanto a portata mediatica, è secondo solo a due marziani come Cristiano Ronaldo e Lionel Messi: averlo in azzurro spingere il club in un'altra dimensione accelerandone la crescita. Il ‘bandito' è una richiesta di Ancelotti ma non la priorità da parte della società perché – al netto dell'età e dei costi dell'affare bilanciati dagli effetti del Decreto crescita – JR10 non è pedina che in futuro può generare plusvalenze. Di qui il tentativo da parte di De Laurentiis di ottenere il calciatore a condizioni meno rischiose (prestito con diritto di riscatto) ma mettendo a repentaglio l'intero impianto della trattativa.

La concorrenza dell'Atletico Madrid. Il pericolo che l'Atletico Madrid possa far leva su James Rodriguez e soffiarlo al Napoli è reale sia pure con due variabili: dopo l'ingaggio di Joao Felix i colchoneros devono fare cassa; le merengues non vorrebbero cedere il calciatore alla squadra di Simeone che ha contattato l'agente Jorge Mendes. Secondo ‘Marca' avrà un peso fondamentale il desiderio dell'attaccante colombiano molto attratto dalla possibilità di restare nella capitale spagnola e in un club che può competere a livello internazionale.

Quanto tempo resta al Napoli per affondare il colpo. I partenopei sono ancora in corsa ma non a lungo. Entro questa settimana Florentino Perez attende un segnale chiaro, definitivo da parte del Napoli e non appare disposto a indietreggiare rispetto alla formula del prestito con obbligo di riscatto oppure cessione a titolo definitivo per 42 milioni di euro (con pagamento dilazionato).