L’Inter, nel giro di pochi giorni, potrebbe subire una delle delusioni più cocenti della sua annata. Dopo il Ko di Torino contro la Juventus, per certi versi, immeritato o troppo severo, infatti, i nerazzurri potrebbero vedersi estromessi dalla Champions League malgrado un Gruppo, quello B, affrontato con grande energia e personalità. Sui destini meneghini pesano le sconfitte esterne ma, soprattutto, il recente insuccesso di ‘Wembley’ contro il Tottenham con i ragazzi di Pochettino, Barcellona permettendo, favoriti per il passaggio del turno.

Eppure, l’Inter prima di sperare in favori dal ‘Camp Nou’ dovrà fare la sua parte al ‘Meazza’ battendo i già eliminati olandesi del Psv Eindhoven chiudendo, a quota 10 punti, il proprio, si spera inaugurale, percorso continentale. E così, a poche ore dalla battaglia campale con gli olandesi che, di sicuro, verrà combattuta con qualche orecchio alla radiolina, direzione Spagna, ecco moduli di gioco, caratteristiche tecniche e duelli individuali dell’ultimo turno del girone nerazzurro.

così all’andata (transfermarkt.it)
in foto: così all’andata (transfermarkt.it)

Moduli a confronto: 4-2-3-1 vs 4-2-1-3

In campo internazionale, il 4-2-3-1, pare essere il modulo più in voga del ‘vecchio continente’, ed in questo, l’Inter è fra le compagini più ‘cosmopolite', al di là delle origini riguardo il nome del club, che ci possano essere. Il 4-2-3-1, infatti, è una autentica bussola per i lombardi che, nell’era Spalletti, raramente l’hanno abbandonato. Tutti in campo per creare gioco, sviluppare le trame offensive sulle corsie e, poi, convergere al centro per l’onnivoro Icardi, senza dimenticare le sortite degli esterni d’attacco che, quest’anno, si sono arricchiti col talento, la freschezza e la voglia di Politano. Stessa musica, o quasi, proposta dagli olandesi con De Jong, 18 reti in stagione, alfiere, bomber e catalizzatore principe delle manovre dei biancorossi. Eppure, i numeri, i sistemi di gioco, variano di poco. Il modello di Van Bommel, più olandese, e dunque più fluido e meno rigido, prevede un 4-2-1-3 con Pereiro da frangiflutti e d trait d’union in mezzo al campo, due mediani alle sue spalle e, davanti, un tridente, da Bergwijn a Lozano, con il gigante De Jong nel mezzo.

I numeri: Psv fragile in difesa. Inter con poco possesso di palla

I numeri di questa prima abbondante porzione di Champions League, ovviamente da leggere con le dovute cautele, celano alcune difficoltà che potrebbero complicare l’operazione vittoria per Icardi e compagni. Già perché al netto dei 0 punti raccolti dal Psv, della peggior difesa del gruppo a quota 12 reti incassate e dei 24.2 tiri di media concessi dagli olandesi, i nerazzurri non riescono ad esprimere un calcio propositivo nelle notti europee. Salvo rare occasioni, infatti, i lombardi non hanno generalmente imposto il proprio gioco totalizzando, al momento, solo 458 passaggi in media per partita, 4.4 i passaggi di fila, con una percentuale di possesso del 45%.

Cifre statistiche che farebbero pensare a difficoltà importanti in sede di costruzione, e di realizzazione, confermate anche dalle sole 5 reti a referto, e da una capacità di conversione piuttosto esigua, malgrado Icardi, col 7% dei palloni in direzione della porta avversaria, poi, a incontrare il fondo del sacco. Se i padroni di casa sapranno trovare subito la strada del gol ma anche quella della convinzione con un gioco verticale, rapido e veloce però, la sfida di martedì sera potrà rivelarsi, fin da principio, in discesa.

Icardi-De Jong, la sfida europea si gioca sulle punte

Sfida dalle diverse connotazioni e che sembra avere importanza solo per l’Inter. Il Psv è già eliminato e sta concentrando le sue attenzioni sul campionato dove, al momento, le ‘lampadine' sono al primo posto con un +5 sull’Ajax.

Malgrado tutto però, questa partita potrebbe essere di vitale importanza per molti talenti del Psv che, nella sfida di Milano, vedono un'opportunità per mostrare il proprio potenziale e staccare, magari chissà, un lauto assegno da parte di qualche big del calcio continentale. È il caso di Luuk De Jong capace, in questo scorcio di annata, di mettere insieme già 18 gol e di segnalarsi come uno dei cannonieri più in forma del panorama calcistico europeo. Basti pensare alle sua qualità, rapinatore d’area, discreti piedi e buona torre, ma anche alla sua voglia di tornare all’estero e cancellare le discrete ma non esaltanti stagioni con Borussia Mönchengladbach e Newcastle.

Dall’altro lato, invece, l’Inter risponde col solito Icardi che, dopo esser rimasto a secco contro la Juventus, vuole spingere i suoi avanti con una prestazione, come all’andata, degna di un capitano carismatico, forte e capace di buttare letteralmente a terra le porte avversarie.

L’Inter si qualifica se…

L’equazione che porta l’Inter agli ottavi di finale è facile, e pure chiara: vincere col Psv e sperare in un pareggio, o in una sconfitta, del Tottenham sul campo del Barcellona che, c’è da dire, è già qualificato, per giunta, da primo classificato. I catalani però, pur con qualche cambio nell’undici titolare, potrebbero avere un motivo in più per non perdere: difendere la propria imbattibilità europea fatta di 28 risultati utili di fila che dura, ormai, dal maggio del 2013.

In caso di successo inglese però, niente da fare per la banda Spalletti che, con 10 punti, quasi un unicum nella manifestazione, sarebbe costretta ad abbandonare anzitempo la ‘coppa dalle grandi orecchie’ per via dei gol segnati fuori casa negli scontri diretti col Tottenham (essendo i tre criteri precedenti – risultati, differenza e gol segnati negli scontri diretti completamente uguali). In caso di pareggio per entrambe, infine, Spurs agli ottavi di finale e Inter a casa.