La coda della stagione, prima ancora che tutto finisca e si dia poi inizio al grande valzer del mondiale, è un momento perfetto per tirare le somme finali dell’annata, tracciare un bilancio complessivo di quanto fatto ma anche per osservare ciò che è successo nei vari campionati d’Europa e aggiornare ogni tipo di record. Come, ad esempio, quello riguardante i calciatori più giovani a esordire in questo 2017/18 e dunque ad affacciarsi, fra Serie A, Premier League, Bundesliga, Liga e Ligue 1, nel grande calcio, nel calcio, per usare una celebre e piuttosto efficace espressione, che conta.

Così, con le attenzioni di tutti rivolte al rush finale di questa ennesima splendida, emozionante cavalcata e con tante formazioni ancora in lotta per raggiungere i loro obiettivi, vediamo quali sono stati da Salcedo a Guebbles, i talentini più precoci e bravi a fare il loro debutto ufficiale, nei tornei più competitivi del ‘Vecchio Continente’.

Salcedo debuttante d’Europa

In Italia, ma anche in Europa, il debuttante più giovane della pista è l’italo-colombiano Eddy Salcedo che, nella sua unica gara stagionale, per tornare all’inizio, nel calcio che conta, oltre a far registrare l’esordio più precoce dell’anno, ha anche fatto segnare il sesto record ogni epoca per giocatore più giovane a disputare una gara in Serie A in 116 anni di storia. Entrando a fine agosto al posto di Galabinov, infatti, il rossoblù ha messo insieme questo ottimo risultato, e questo indiscusso primato annuale, con la sua presenza nella massima serie all’età di 15 anni, 10 mesi e 20 giorni confermando, pure, al tempo stesso, quanto di buono detto sul suo conto in questi ultimi mesi.

Una prima di livello, di soli 9’, ma che ha messo Ko tutti gli altri con nessun altro baby calciatore nostrano ad avvicinarsi al suo score personale: il secondo in classifica, Caligara del Cagliari, è infatti a oltre due anni di distanza dal genoano.

Guebbles, il nuovo Fekir dell’OL

In seconda posizione, fra i talenti più giovani d’Europa ad aver fatto il proprio esordio in campionato, troviamo il transalpino del Lione Willem Geubbels. L’ala sinistra di Villeurbanne, infatti, con le sue prestazioni nella prolifica ‘cantera’ del club francese ha attirato l’attenzione del tecnico Genesio che, assistendo agli allenamenti alla cittadella dell’Ol Land ma anche le partite del recente mondiale in India del francese nel quale William ha messo a referto 1 assist in 4 gare, se n’è subito innamorato facendolo poi scendere in campo nelle rotazioni offensive dei suoi. Esordio il 23 settembre scorso contro il Digione a 16 anni, 1 mese e 7 giorni, quinto ogni epoca della Ligue 1, poi debutto continentale in Europa League con l’Atalanta ed in Coppa di Lega col Montpellier prima di finire nuovamente in bacino di carenaggio nella Primavera dei transalpini.

Una parabola con alcuni alti e qualche basso, in tema di presenze in campo, ma che può solo fargli bene per un ragazzo, molto simile per movenze e qualità tecniche, al Sané del Manchester City, anzi, al Fekir dell’OL.

Bisseck, il figlioccio di Pizarro che domina la Bundes

In terza posizione, invece, c’è il centrale di difesa del Colonia Yann Aurel Bisseck che, questo novembre, è riuscito a scalzare dal trono di talento più precoce di Germania il fantasista Jadon Sancho del Borussia Dortmund (17 anni, 6 mesi e 22 giorni). A 16 anni, 11 mesi e 28 giorni contro l’Hertha Berlino all’Olympiastadion, il colosso tedesco di 194 cm d’altezza fa il suo esordio in Bundesliga divenendo il secondo calciatore più giovane all-time a disputare un match nel massimo campionato teutonico dopo Nuri Sahin, nel 2005.

Il suo però, non è un esordio in sordina né una toccata e fuga. Il campioncino della Nazionale Under 18 disputa tutti i 90’ di gioco previsti dal match, domina in difesa, pur non riuscendo ad evitare il Ko dei suoi, vince il 70% dei duelli uno contro uno con gli avanti dell’Hertha per poi confermarsi nelle rotazioni di Peter Stoger anche contro Schalke 04 e Friburgo collezionando altri 65’ di gioco totali.

E, pure, il ruolo di figlioccio di Pizarro con l’attaccante peruviano curiosamente in possesso del doppio degli anni del giovane classe 2000.

Callum Hudson-Odoi, la nuova stella di Conte

In Premier League, invece, peraltro una delle leghe con la media età più alta (27,6 anni), a dominare la speciale classifica dei calciatori più giovani a calcare i verdi campi d’Inghilterra c’è il talento cristallino di Callum Hudson-Odoi. Il gioiellino dei Blues che aveva già debuttato con in grandi in una gara di Coppa di Lega contro il Bournemouth e in una sfida di FA Cup col Newcastle, lo scorso 31 gennaio ha rotto gli indugi e, lanciato da Conte, si è tolto la soddisfazione, sia pure in un match sfortunato per i suoi con il Chelsea sconfitto in casa per 3-0 dal Bournemouth, di esordire da giovane millennial nel massimo campionato inglese a 17 anni, 2 mesi e 24 giorni.

Il giusto premio, il giusto riconoscimento per la classe del nativo di Wandsworth che s'è fatto notare nella cantera dei londinesi ma anche (lui pure) nel recente mondiale Under 17 vinto dall'Inghilterra con Hudson-Odoi fra i protagonisti assoluti della cavalcata vincente in India, insieme col predetto Sancho.

Insomma, Conte o no, i Blues hanno materiale su cui fondare i futuri successi allo Stamford Bridge con Ethan Ampadu, secondo in classifica in Premier con un esordio a 17 anni, 2 mesi e 28 giorni, sempre tesserato della compagine di Abramovich.

Ferran Torres, primo in Spagna

Ha 18 anni, gioca nel Valencia, di ruolo fa l’ala destra ed è stato, in stagione, il primo millennial a debuttare in Liga. Parliamo, nello specifico, di Ferran Torres che, alla tenera età di 17 anni, 9 mesi e 17 giorni contro l’Eibar lo scorso dicembre ha mosso i primi passi nel torneo di Messi e Cristiano Ronaldo dimostrando a tutti, fin da subito, di poterci stare, eccome, in quell’aureo consesso. Qualità sopraffina, dribbling, visione di gioco, assist, una scuola, quella iberica con la quale ha vinto un Europeo ed ottenuto un secondo posto in India nel mondiale Under 17, di assoluto valore e delle movenze che lo fanno assomigliare ad un giovane Isco, completano il quadro per un prospetto che, a differenza degli altri fenomeni presenti in questa breve rassegna, ha avuto maggiore spazio rispetto agli altri. Dodici presenze complessive, 15 con la Coppa del Re, 281’ di gioco, una gara dal primo minuto e pure un assist contro l’Athletic Bilbao.

Il tutto, per un talento di spessore, con una clausola rescissoria da 25 milioni di euro ed una corte, pure serrata, da parte del Real Madrid.