Con la sosta per le nazionali, la Serie A si ferma ma i tecnici che compongono la schiera degli allenatori del nostro massimo torneo non si adagiano affatto sugli allori, anzi. Per loro, nessuno stop ma solo l’occasione di approfondire, con i calciatori immuni da convocazioni, aspetti positivi e negativi di questo inizio di campionato. Un momento, raro prima del prossimo tour de force post-Nations League, per capirci qualcosa in più e provare ad esperire soluzioni utili ai problemi sorti dall’alba della stagione, dai ritiri ad oggi.

E così, concentrando la nostra attenzione sulle big del campionato, sulle ‘sei sorelle’ della Serie A, ecco a che punto sono le grandi d’Italia, nel bene e nel male, dopo questi 270’ di gioco iniziali.

Juventus cosa funziona: i risultati e la qualità di squadra

Nove punti, tre vittorie su tre, compagine con più cross, tiri, corner e occasioni create ed un +2 sul Sassuolo, incredibilmente secondo. Questa, la serie di buone nuove che giungono da Torino e dintorni al termine delle prime tre gare di campionato al netto dei problemi realizzativi di Cristiano Ronaldo o delle panchine di Dybala. La squadra, prima ancora che i singoli, malgrado un mese scarso di allenamento con tutta la rosa a disposizione, funziona ed è questo il dato, al di là dei moduli selezionati da Allegri, che più conta per una compagine che, pur avendo cambiato tanto, con la qualità, la forza e la classe dei propri talenti, non ha perso terreno ma anzi pare averne guadagnato sulla concorrenza, per un Serie A, alla terza giornata, già ben indirizzata verso l’ottava meraviglia tricolore di scena all’Allianz Stadium.

Juve, cosa rivedere: difesa da rivedere e modulo incerto

È l’inizio di una lunghissima annata e qualcosa che non va alla Juventus, pure per questo club schiacciasassi, c’è e non lo si può negare. In primis, l’atteggiamento difensivo della squadra è da rivedere con la ‘Vecchia Signora’ specie, contro Chievo e Parma, apparsa un po’ troppo spocchiosa e sicura di sé per poi subire tre gol da Sepinski, Giaccherini e Gervinho. Tre gol che avrebbero potuto minare questa ottima partenza allo start del campionato.

Insomma, più che di movimenti e di schemi difensivi a mancare, almeno questa è la sensazione, è la concentrazione costante, da Juve, nell’arco di tutto il match. Manca però, anche un disegno tattico preciso per poter incastonare alla perfezione quella gemma chiamata CR7. Prima 4-2-3-1, poi, 4-3-3 ma con Dybala in panchina e Bernardeschi o Douglas Costa nel tridente, insomma, c’è ancora un pizzico di incertezza e preoccupazione specie perché tutto questo vasto giacimento offensivo non può e non deve prescindere dalle magie della ‘Joya’ in tandem col pallone d’Oro.

Napoli cosa funziona, le rimonte

Gli azzurri hanno 6 punti in classifica vengono dalla pesante débacle con la Samp ma hanno mostrato nelle prime tre contese stagionali segnali importanti: il gioco ma anche la grinta, l’agonismo e la voglia di non mollare mai. Ma non si può dire che queste caratteristiche possano essere di derivazione ancelottiana, anzi, tali prerogative, specie la qualità nel fraseggio, sono un antico retaggio di Sarri che, pur lontano, ha lasciato un ottimo giocattolo al suo predecessore che, prima di ‘Marassi’, sembra averlo gestito al meglio con un Jorginho in meno, un Hamsik nel mezzo ed uno Zielinski, soprattutto contro il Milan, extralusso.

Napoli cosa rivedere: al ‘San Paolo’ è allarme difesa

La scomoda posizione di compagine a metà del guado fra ancelottismo e sarrismo sta generando caos in una squadra da principio abituata a certi automatismi ed a determinati meccanismi oliati/sincronizzati nell’arco di tre lunghe stagioni. E così, in questa momentanea incertezza, pure logica, naturale dopo il cambio di guida tecnica, il Napoli sta perdendo le abituali convinzioni con la difesa primo reparto a subire gli aggiustamenti, ancora non certo assimilati al meglio, operati all’interno dell’intero undici. Diretta conseguenza? Oggi gli azzurri hanno una vera e propria emergenza nel pacchetto arretrato con i campani incapaci di raccogliere nemmeno un clean sheet in stagione con ben 6 reti con altrettanti tiri nello specchio subiti.

Inter cosa funziona: alcuni singoli sono già in palla

L’Inter, dopo un mercato comunque molto importante, è un cantiere aperto e proprio per questa sua condizione di club work in progress, non può sfoggiare tanti pregi, tanti punti a suo favore. Il gioco, infatti, continua a latitare, Icardi non ha cominciato nel migliore dei modi ma le prestazioni individuali di Nainggolan, Asamoah, Politano e Vrsaljko indicano la bontà di una rosa cresciuta esponenzialmente in termini di qualità. Una rosa, a cui ancora dare una giusta forma ma che promette di fare scintille nel prossimo futuro.

Inter cosa non va: il gioco latita e Handanovic

Manca un regista, e questo, malgrado il tentativo in extremis per Modric, lo si sapeva già e Brozovic, condizionato da un avvio non proprio esaltante, non sembra garantire alla squadra quelle geometrie esiziali per donare ampiezza alla manovra. Una manovra, spesso lenta, che ristagna a centrocampo e che vive più che di un preciso concetto di gioco delle fiammate dei singoli restituendo la parziale sensazione di un club, specie in attacco, somma algebrica delle qualità dei propri talenti. Fra le notizie negative, ancora, una certa incertezza di modulo, che può variare dalla difesa a tre a quella a quattro, dal 4-2-3-1 al 4-4-2, e le false partenze di Martinez, giustificabile per via del suo primo impatto col nostro calcio, e di Handanovic.

Roma cosa funziona, Kluivert ed una rosa è ampia

La Roma è un progetto decisamente affascinante: squadra giovane, lunga, ricca di qualità e di alternative. Insomma, un bel diamante grezzo a cui restituire la giusta foggia per bissare l’ottima stagione 2017/18, soprattutto internazionale, dei giallorossi. Eppure, l’impresa non è affatto semplice con i tanti arrivi a costringere Di Francesco ad un approfondito studio per sfruttare al meglio il parco giocatori a disposizione e mettere nelle migliori condizioni i baby-fenomeni giunti all’ombra del Colosseo. Una rosa importante, come detto profonda con, fra i nuovi, il gioiellino Kluivert come una delle migliori notizie di questo avvio capitolino.

Roma cosa non va: la posizione di Pastore ed un modulo efficace

Tanti volti nuovi significano tanta approssimazione almeno ad inizio stagione. Ed è quello che ha fatto vedere la Roma in questo suo scampolo di stagione specie perché alcuni uomini chiave, per problemi di condizione (Nzonzi) o di posizione (Pastore), non sembrano ancora a loro agio nella nuova realtà. Una situazione facilmente preventivabile all’inizio ma che non dovrebbe poter durare troppo anche per il calendario, feroce come sempre, non attende nessuno. Fra il 4-3-3 con Pastore mezzala ed il 3-4-1-2 con l’argentino dietro il tandem SchickDzeko e con un Fazio maggiormente in crisi a tre, la Roma non può troppo indugiare.

Milan cosa funziona: il canovaccio dello scorso anno sembra migliorato

Il Milan, sull’onda lunga di quanto fatto nel finale della scorsa annata con Gattuso in panca e con un Higuain in più, pare aver imbeccato la strada giusta sul piano del gioco, della continuità del palleggio e della pericolosità offensiva. Il tridente, con un Cutrone riserva di lusso, funziona ed i rossoneri danno la sensazione di essere una formazione pronta a lottare per i primi quattro posti con le proprie importanti caratteristiche: fraseggio, pressing alto, inserimenti delle mezzeali, sovrapposizioni dei terzini e imprevedibilità offensiva. Un ventaglio di armi, un arsenale, anche solo in due gare, visto sia col Napoli che venerdì sera con la Roma col Milan forza rilevante di questo campionato.

Milan cosa non va, gestione dei match e dubbi di formazione

La gestione della gara, delle gare contro le grandi sembra ancora un punto interrogativo bello grande per il Milan che, in questo inizio di Serie A, ha avuto due banchi di prova non propri risibili come Napoli e Roma per verificare la propria maturità: male con gli azzurri, benissimo con i giallorossi. Insomma, i rossoneri ancora non sanno, ma possono scoprirlo presto, di che pasta sono fatti nei big match con il ‘San Paolo’ quale campanello d’allarme per meglio difendere il risultato e portare a casa la piena posta in palio. I dubbi però, sono anche di natura tattica con Cutrone che merita spazio, magari di fianco a Higuain, ed un Suso ancora vittima di prestazioni non all’altezza delle sue potenzialità con, per complicare il quadro, un Biglia in regia sempre più ondivago. Gattuso, dunque, valuta bene il da farsi ma il 4-3-1-2 o anche il 4-2-3-1 con Bakayoko e Kessié in mediana potrebbero essere le strade giuste da percorrere no prossimo futuro.

Lazio cosa funziona: le corsie ed il solito impianto di gioco

Per la Lazio, al di là dei soli 3 punti raccolti, ci sono buone indicazioni nell’impianto complessivo del gioco con le corsie laterali che funzionano al meglio e Luis Alberto, ora ancora più importante davanti dopo l’addio di Felipe Anderson, a reagire bene nella sua nuova veste di leader dell’attacco insieme con Immobile. Bene in questo primo mese scarso, anche Acerbi, che si è sistemato subito con ordine al centro della difesa ed il nuovo arrivo Badelj che pare essersi segnalato come ottima opzione o per sostituire Leiva in impostazione, o per affiancarlo nel consueto centrocampo a tre.

Lazio cosa non va: il calendario, Immobile e Milinkovic-Savic sul banco degli imputati

Cosa non ha funzionato per la Lazio in questo avvio? Bé in maniera forse fin troppo schietta potremmo dire il calendario con la formazione di Inzaghi costretta a incrociare prima il Napoli in casa e poi la Juventus in trasferta prima di raccogliere i primi 3 punti della propria stagione domenica scorsa col Frosinone. Insomma, un avvio non certo promettente come quello dello scorso anno con 4 lunghezze in meno ma, come detto, figlio di una agenda non proprio facile sul piano degli impegni e pure di qualcos’altro. Il calendario, infatti, non può essere l’unica giustificazione di questo inizio a fasi alterne con Immobile ancora non proprio al meglio della condizione, malgrado il gol della prima giornata contro il ‘suo’ Napoli, ed un MilinkovicSavic, che sembra non essere molto felice della sua permanenza, spento, sull’iniziale banco degli imputati insieme con una difesa, a tratti, non sempre attentissima.