Può CR7 fare meglio di quanto fatto finora? Chissà ma in molti, specie la dirigenza bianconera, credono proprio di sì. E sì perché quando un campione decide di andare via ancora nel pieno delle sue enormi capacità, soprattutto da un club come il Real Madrid, lo fa con la consapevolezza di cercare nuovi stimoli, nuove sfide e nuovi obiettivi.  Obiettivi individuali, i soliti, quelli dell’eccellenza di un campione assoluto, ma anche di squadra con una ‘Vecchia Signora’ da conquistare. Una ‘Vecchia Signora’ vogliosa di ripercorrere antichi successi, continentali, e premiare questo nuovo costosissimo binomio scrivendo pagine importanti della sua lunga, titolata vita. Qui, dunque, nel giorno della sua presentazione ufficiale, ecco i sette obiettivi stagionali, e nel quadriennio, di CR7 a Torino.

Diventare il top scorer all-time in Serie A in una singola stagione nella Juventus

Nella sua gloriosissima storia la Juventus ha avuto numerosi capocannonieri, tredici, che hanno contribuito ai successi bianconeri in campionato. Nelle ultime sette stagioni però, quelle che hanno consacrato la ‘Vecchia Signora’ nella leggenda del nostro campionato, con sette trofei vinti consecutivamente, la Juve non ha mai avuto un capocannoniere, un pichichi che potesse mostrare, anche davanti, a livello individuale, la superiorità dei campioni d’Italia. Un obiettivo, ora, non ce ne voglia Higuain, peraltro recordman di segnature in una singola stagione con 36 reti in campionato due anni fa, ampiamente alla portata con Ronaldo, nella peggiore delle ipotesi, negli ultimi anni, autore di 25 gol nel proprio torneo nazionale. Appena sei in meno il primatista all-time della Juventus, Felice Borel, fermo, si fa per dire, a quota 31 reti in un singolo campionato ma nell’annata 1933/34. È tempo di aggiornare qualche statistica datata, e CR7 lo sa.

Vincere il titolo di capocannoniere della Champions League con la Juve

La Juventus, non solo non vince la Champions dal 1996 ma, dal ‘98, non vede fra le sue fila il calciatore più bravo della manifestazione in termini di gol segnati. L’ultimo in ordine di tempo, difatti, è stato Alex Del Piero che, con 10 gol, trascinò, nell’anno che conduceva dritti a Francia ‘98, la sua formazione, quella di Lippi, alla terza finale consecutiva nella massima competizione continentale poi persa, nell’ultimo atto, contro il Real Madrid di Jupp Heynckes. Venti anni di digiuno come carica, molla e obiettivo importantissimo per CR7 che, un po’ come i grandi della storia dello sport, fissa alcuni primati per inserirli nella propria memoria, nel proprio database e poi superarli. Almeno, nel giorno della sua presentazione ufficiale, è questo l’auspicio di tutti: tifosi, dirigenti e compagni di squadra con Ronaldo come uomo adatto per rinverdire antichi fasti realizzativi dopo i già sette titoli di marcatore principe vinti.

Battere il record di gol in Serie A in una stagione di Higuain

A CR7 non piace non essere primo e vedere Higuain primo in Italia per gol realizzati in un singolo campionato a quota 36 reti non potrebbe che stimolare ancora di più l'ex Blancos in questa sua nuova avventura. Quattro anni per superarlo e, soprattutto, per riscrivere gli almanacchi del gol e diventare la stella assoluta non solo della sua Juve ma anche dell’intero campionato in attesa, da tanto tempo ormai, di accogliere fra le sue braccia un campione del genere.

Diventare ‘pichichi’ della Serie A, come in Liga ed in Premier

Per riuscire nell’impresa del punto tre, CR7 non può non passare per la vittoria del titolo di capocannoniere della Serie A che, come detto, alla Juventus manca da tanto, precisamente, dal 2007/08 con, indovinate un po’, Alex Del Piero ultimo realizzatore principe bianconero a quota 21 gol. Un obiettivo, come detto, che potrebbe facilmente raggiungere data la sua vena realizzativa ma anche per l’impianto di gioco che Allegri intende costruire su misura per lui per metterlo, a 33 anni suonati, nelle migliori condizioni per fare bene e portare in dote alla ‘Vecchia Signora’ una marea di reti.

Obiettivo n.5? La quinta scarpa d'oro

Variando l’ordine dei campionati, l’obiettivo non cambia. Parafrasando un po’ la proprietà commutativa possiamo introdurre il quinto premio individuale che Ronaldo intende perseguire nei prossimi quattro anni in Italia, ovvero: la conquista della Scarpa d’Oro contro il rivale di sempre, sia pure più lontano, Lionel Messi. E sì perché nelle ultime tre annate il premio di miglior realizzatore d’Europa, calcolato in base ai gol siglati moltiplicati per il coefficiente di difficoltà del singolo torneo nazionale, è stato sempre appannaggio dell’argentino con Ronaldo distante da questo riconoscimento ben quattro anni. Un’attesa troppo lunga per lui e che potrebbe finire proprio con la Juventus in maglia bianconera. Messi avvisato.

Sesto Pallone d’Oro, per la Juve e la leggenda

Quest’anno il verdetto per l’assegnazione del Pallone d’Oro è piuttosto incerto con Mbappé, fresco vincitore del mondiale, e anche Modric, autore di una rassegna iridata maestosa, possibili pretendenti/candidati per il successo del più prestigioso trofeo individuale. Insomma, la via per il sesto Pallone d’Oro della sua roboante carriera non è così facile o scontata come si potrebbe pensare in questo suo comunque vincente 2018. Niente paura però, perché CR7 in maglia Juve, con altre quattro annate di livello, potrebbe raggiungere questo agognato traguardo e riportare a Torino un premio che, anche in questo caso, non si vede dal Delle Alpi all'Olimpico passando per l'Allianz Stadium da molto tempo con Pavel Nedved nel 2003, ultimo alfiere bianconero col trofeo voluto da France Football fra le mani.

La sesta Champions League indivuale

Infine, l’obiettivo specifico di CR7 in maglia Juventus che giustificherebbe lo sforzo economico approntato dalla dirigenza piemontese per prelevarlo dal Real Madrid, è quello di riportare a Torino quella Champions League che manca in città dal 1996. Un’attesa snervante che si è trasformata in autentico cruccio per la Juventus con Ronaldo, che di Champions League vinte se ne intende, come antidoto per esorcizzare le recenti delusioni continentali della formazione più titolata d’Italia.