Terzo pareggio per 0-0 nelle ultime quattro, ancora una virgola nel comparto dei gol segnati ed ennesimo pari, immeritato, per un Napoli, ora, a -13 lunghezze dalla Juventus. È la sintesi di un momento, e di una partita, non proprio ottimale con i campani incapaci di buttarla dentro, sbloccare il risultato e sfruttare l’enorme mole di gioco e occasioni prodotte. Insigne perde fiducia, ed anche un po’ di fortuna, Mertens non è al meglio, e si vede, e Milik, fino a poche settimane fa miglior attaccante per rapporto gol/minuti, non gonfia più, con la stessa frequenza, la rete avversaria.

Non segna più nessuno, insomma, nemmeno i centrocampisti, o un Fabian Ruiz retrocesso a regista, ed è ancora un nulla di fatto, per 0-0. Lato Torino, buona prova corale dei ragazzi di Mazzarri che, affidandosi ad una grande organizzazione difensiva, riescono a schermare, anche con un pizzico di buona sorte, il bersaglio grosso di Sirigu per una partita monodimensionale, solo difesa, ma pur sempre da un punto che tiene vive le chance di Europa League per i piemontesi.

Belotti fa il lavoro sporco, Insigne opaco. Milik impreciso: è ancora 0-0

È la partita degli azzurri, o degli azzurrabili. È il match di cartello per il Ct Mancini che, dal ‘San Paolo’, si aspetta qualcosa dagli italiani che giocano lì davanti: Insigne e Belotti.

Ebbene, al triplice fischio finale, il risultato non è eccellente ma nemmeno allarmante. Un nulla di fatto con qualche luce e qualche ombra. Il granata, infatti, si fa preferire per il lavoro oscuro, sporco, per pressing, determinazione, garra e la ‘palma’ di unico alfiere a fare bagarre contro la retroguardia azzurra.

Dal napoletano, invece, più segnali negativi che positivi, incoraggianti col #24 azzurro troppo precipitoso sotto porta, poco preciso, sfortunato (palo al 74’) nel momento di chiudere e battere a rete e poco brillante non solo in sede di finalizzazione ma anche di ultimo, decisivo passaggio. Destino comune per l’attacco partenopeo con Milik, che sciupa più di una chance, a bissare la scarsa efficacia col bersaglio grosso del neo-capitano del Napoli.

Zielinski luce (intermittente) azzurra sulla sinistra, De Silvestri in difficoltà

Ormai non fa più notizia: Zielinski fra i migliori del Napoli. E sì perché dall’inizio di questo 2019 il polacco è sempre nel novero dei talenti azzurri più performanti con il #20 campano, finalmente, al top anche in questa sua nuova veste: quella di esterno alto a sinistra. E pure stasera, contro un De Silvestri che può contare su fisicità, esperienza e dinamismo, l’ala aggiunta dei padroni di casa si diverte a giocare, a creare pericoli agli avversari e a sciorinare tutto il suo mix di eleganza, tecnica, estro e visione. E proprio dai suoi piedi, e dai suoi tagli senza palla, giungono la maggior parte delle occasioni napoletane per un Zielinski, come anche in Europa League, fra i più positivi della contesa.

Fino a quando la benzina e le gambe, lo aiutano. Male, in questo caso in lettura, Ancelotti che sostituisce Fabian Ruiz, apparso in buone condizioni, e non il #20 polacco che, poi, alla fine, rischia di compromettere la sua gara.

Allan in versione mastino, Ansaldi bene da mezzala

Due indizi compongono una prova. Ma quando i primi, gli indizi, sono ormai tanti, l’onere della prova non serve più a molto. Ormai, per la fortuna dei supporters campani, è ufficiale: Allan ha dimenticato il Psg, e le sue proposte (indecenti) di ingaggio. E anche questa sera, contro una linea di centrocampo che pure schiererebbe un arcigno medianaccio come lui, Rincon, il brasiliano è super ed è capace di sradicare palla a qualsiasi avversario gli si pone dinanzi. Tutti, a turno, finiscono nell’orbita del #5 verdeoro, e tutti ne subiscono la grinta, la determinazione e l’intensità. Dall’altra parte, sponda piemontese, buona prestazione del terzino Ansaldi che, pur in mezzo al campo, nei panni della mezzala, si disimpegna con grande intelligenza non sporcando mai il foglio e, spesso, operando la giusta scelta nell’ampio ventaglio di situazioni che gli si presentano sul terreno di gioco.

Callejon-Malcuit, il Napoli avanza sulla destra. Aina Ko

Il Napoli, malgrado il risultato, macina molto più gioco rispetto al Toro e lo dimostra in vari settori del campo. Anche sulle fasce. Anche se, come da dna partenopeo, non con uguale intensità da una parte e dall’altra delle sue catene. A sinistra, spinge solo Zielinski, con Hysaj più bloccato. A destra, invece, è un moto perpetuo azzurro con Malcuit e Callejon sempre sul pezzo, sempre pronti ad accompagnare la manovra e a sovrapporsi, sparigliando le certezze tattiche granata, in fase attiva. E lì, sui passi dello spagnolo e del francese, Aina si trova spesso nel mezzo, senza tante contromisure da poter spendere con Moretti, a raddoppiare, a provare a metterci, sovente con difficoltà, una pezza. Una pezza di cui c'è sempre meno bisogno quando le energie dell'asse franco-spagnolo vengono meno con ilduo granata a dormire sonni, nel finale, relativamente tranquilli.

Tabellino e voti

Napoli (4-4-2) #25 Ospina 6; #2 Malcuit 6, #19 Maksimovic 6, #26 Koulibaly 6, #23 Hysaj 6; #7 Callejon 6.5 (Dal 69’ Mertens 6), #5 Allan 6.5, #8 Fabian Ruiz 6 (Dal 69’ Verdi 5.5), #20 Zielinski 6+; #24 Insigne 6-, #99 Milik 5.5. A disposizione: #1 Meret, #27 Karnezis; #31 Ghoulam, #21 Chiriches, #13 Luperto; #42 Diawara; #9 Verdi, #14 Mertens. Allenatore Carlo Ancelotti 6.5

Torino (3-5-2) #39 Sirigu 6.5; #5 Izzo 6, #33 N’Koulou 6.5, #24 Moretti 6; #29 De Silvestri 5.5, #7 Lukic 5.5, #88 Rincon 5.5 (Dal 55’ Meité 6), #15 Ansaldi 6 (Dal 77’ Parigini s.v.), #34 Aina 5.5; #21 Berenguer 6+ (Dal 63’ Baselli 5.5), #9 Belotti 5. A disposizione: #1 Ichazo, #25 Rosati; #36 Bremer, #99 Ferigra; #8 Baselli, #23 Meité; #27 Parigini, #19 Damascan, #11 Zaza, #14 Iago Falque. Allenatore Walter Mazzarri 6+