Il Napoli esce indenne dalla supersfida contro il Paris Saint Germain, pareggia 1-1 ma non solo: risponde colpo su colpo e reagisce con veemenza alla mazzata dello svantaggio ad un passo dall’intervallo laureandosi grande, anche in Europa. Il primo tempo azzurro è un manuale di Sun Tzu bene interpretato dal maestro, Re di Coppe, Ancelotti. Si aspetta e poi si riparte sfruttando l’attacco leggero composto dai soliti Mertens e Insigne. La ripresa, complice anche la rete di Bernat, è una rivolta ordinata, di cuore, voglia, attenzione e grinta. Il ‘San Paolo’ spinge e, malgrado un ottimo Buffon, accompagna i propri beniamini al pari: rigore netto e gol dello scugnizzo in maglia #24 (quinta firma consecutiva in casa con la musichetta della Champions da sottofondo).

La coda del match è una altalena di emozioni: si fa male Mertens, entra per il Psg l’ex beniamino e ora speranza di mercato, Cavani e si corre da una parte all’altra, in stile basket, in piena transizione.

La partita è straordinaria, intensa, quasi storica, ma alla fine, il triplice fischio finale arresta l’ardore partenopeo: è pareggio (impensabile nell'atto del sorteggio) contro Neymar, Mbappé e Cavani. Qualificazione vivissima.

Maksimovic colpevole, Mbappé la spunta. Il serbo poi si riscatta

Mbappé ha vita dura, soffre e non riesce, specie nel primo tempo, a venir fuori dall’attenta guardia dell’arcigno Koulibaly che, da par suo, mette insieme l’ennesima ottima prestazione della sua storia napoletana, il Barcellona vigila. Il francese però, non si perde d’animo e invece di mollare, in maniera scaltra, osserva e fa tesoro dell’evoluzione della prima frazione di gioco. E così, allo scadere, decide di spostarsi sulla sinistra, ricevere un lancio lungo e dare libero sfogo alla sua bruciante accelerazione. Sui suoi passi Maksimovic, ordinato ed ordinario prima di questo episodio sul centro-destra (e poi arrembante e propositivo), che, per limiti fisici e morfologici, non può contrastare l’asso ex Monaco. Il #19 azzurro resta in scia, legge la targa dell’avversario per un assist, forse evitabile, ma comunque vincente per l’accorrente Bernat. Il secondo tempo è però un manuale di resilienze, di rinascita e di voglia di metterci una pezza. E così come da ordini di scuderia sale di più, Makismovic accompagna la manovra e contribuisce a schiacciare, nella prima parte della ripresa, i fortissimi parigini.

Il Psg ha Buffon, che duello con Mertens. Ma poi arriva Insigne

La seconda parte della sfida inizia come meglio non potrebbe per il Napoli con gli azzurri letteralmente scatenati. E proprio in avvio si accende un duello davvero eccezionale. Mertens contro Buffon, l’attacco contro la difesa, il #14 contro l’#1. Una disfida molto bella, avvincente e che vede il belga scaldare in più occasioni i guantoni del rientrante Gigi che, per dimostrare la sua voglia di conquistare finalmente la Champions League, stavolta a Parigi, para o respinge tutto. Magnetico, in modalità calamita attrae ogni conclusione del folletto campano che però continua a provarci, a tornare, a caricarsi sulle spalle la squadra e tentare di riequilibrare la contesa.

Ma poi è Insigne, su rigore sacrosanto per atterramento di Callejon, a superare il portierone ex Juventus costretto ad arrendersi al tiro a fil di palo dagli 11 metri dello ‘scugnizzo’ azzurro.

11 i contrasti tentati da Allan (whoscored.com)
in foto: 11 i contrasti tentati da Allan (whoscored.com)

Neymar nella serata giusta, Allan ci prova (e spesso ci riesce)

Sarà la discreta prova dell’andata, sarà la voglia di stupire nel tempio che fu di Maradona o soltanto una serata, come molte, di straripante forma, ma Neymar, oggi, gioca davvero in maniera sontuosa. E lo fa dal primo minuto. E lo fa con poche soste. E lo fa, ancora, ergendosi a go to guy, a uomo decisivo, a #10 al quale affidare ogni tentativo offensivo dei suoi.

Dribbla e sprinta, irride e illumina e poi dribbla ancora e mette in luce tutto il sue repertorio, tutto il suo talento. Proprio di fronte ad Allan, suo nuovo compagno di nazionale, nonché fra i migliori interditori d’Europa. Il #5 del Napoli ci prova, ci mette del suo e tenta, spesso con successo, di contenere i funambolismi del #10 avversario sperando che la partita finisca presto. Fra poco meno di una settimana, infatti, saranno compagni di squadra. Fortuna però anche per l'asso carioca di Tuchel che lo subisce per tutto il match e ne soffre l'enorme cuore, la grande garra e l'infinito dinamismo: Allan è un mastino inarrestabile.

le posizioni medie delle due squadre (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie delle due squadre (whoscored.com)

Callejon solita freccia, ma Bernat è più incisivo

Le azioni di Napoli e Paris Saint Germain si sviluppano in modo totalmente differente. I transalpini cercano le giocate interne, le sortite centrali, gli azzurri le corsie esterne. E proprio in questa difforme visione di gioco si intende l’alterno rendimento di Callejon da una parte e di Bernat dall’altra. Sulla fascia di loro competenza, infatti, il primo, riceve molti palloni, regala ampiezza e pure qualche buono spunto, il secondo, quasi isolato, vive di sporadiche azioni d’attacco e tanti ripiegamenti difensivi. Bene, ancora, il primo, quasi anonimo, specie al cospetto dei suoi stellari compagni di squadra, il secondo. Eppure, al 46’, quando il tramonto del primo tempo è quasi concluso, Mbappé si libera sulla sinistra, dribbla Maksimovic e premia il taglio proprio del prima scialbo esterno iberico che, quasi cadendo, beffa Ospina: 0-1, vantaggio e rimonta Bernat nel duello tutto spagnolo con Callejon. Nel secondo tempo, il #7 azzurro è artefice del riscatto napoletano guadagnando il penalty dell’1-1.

Tabellino e voti

Napoli (3-5-2) #25 Ospina 6; #19 Maksimovic 6+ (Dal 76’ Hysaj 6), #33 Raul Albiol 6, #26 Koulibaly 7; #7 Callejon 6.5, #5 Allan 7.5, #17 Hamsik 6, #8 Fabian Ruiz 6+ (Dal 71’ Zielinski 5.5), #6 Mario Rui 6; #24 Insigne 7, #14 Mertens 6.5 (Dal 83’ Ounas s.v.). A disposizione: #27 Karnezis; #23 Hysaj, #2 Malcuit; #20 Zielinski, #42 Diawara; #11 Ounas, #99 Milik. Allenatore Carlo Ancelotti 6.5

Paris Saint Germain (3-4-2-1) #1 Buffon 6.5; #5 Marquinhos 6-, #2 Thiago Silva 5.5, #4 Kehrer 5.5 (Dal 91′ Choupo-Moting s.v.); #12 Meunier 6 (Dal 73’ Kimpembe 6), #6 Verratti 6, #11 Di Maria 6 (Dal 77’ Cavani 5.5), #18 Bernat 6.5; #23 Draxler 6, #10 Neymar 7; #7 Mbappé 6.5. A disposizione: #16 Aréola; #3 Kimpembe, #34 N’Soki; #25 Rabiot; #27 Diaby, #17 Choupo-Moting, #7 Cavani. Allenatore Thomas Tuchel 6.5