Fino a tre anni fa non sembrava possibile che la serie A potesse diventare così rapidamente un “campionato per giovani”. In queste prime giornate il trend dello scorso anno è addirittura cresciuto e tanti sono i calciatori che si sono messi in luce, mostrando un potenziale molto interessante per tutto: club di appartenenza, valore di mercato, interesse per il campionato, Nazionale. Citiamo i più “luminosi” fino ad oggi.

Pietro Pellegri è il ragazzo del destino

Pietro Pellegri appare per la prima volta nella partita di addio di Francesco Totti, segnando subito il suo primo gol in campionato. Se non è destino questo… Quest’anno Juric non ha voluto dare subito troppa pressione al ragazzo (stiamo parlando di un 2001, 16enne) e si è cautelato con Galabinov e Lapadula, due centravanti da far ruotare in base allo stato di forma e all’avversario. Invece di nuovo il destino fa infortunare Lapadula e rendere poco Galabinov mentre Pellegri entra al 33’ di Genoa-Lazio. Nel secondo tempo, in 16 minuti fa due gol: uno forza aiutato dalla deviazione di un difensore e un altro da rapace, gettandosi al volo di piede su un cross dalla sinistra. Il padre piangeva in panchina perché ormai era chiaro che Pietro fra i grandi ci può già stare.

Mandragora, scusate il ritardo

Un altro predestinato sembra essere Rolando Mandragora, classe 1997 (20 anni), che ha finalmente superato i problemi che lo hanno tenuto fermo più di anno e si è preso di prepotenza il centrocampo del Crotone, ammirato dalla Juve, proprietaria del suo cartellino. Il Mandragora visto nell’Under 20 durante i Mondiali di quest’anno ha davvero tutto: forza, tecnica, visione di gioco, capacità di difendere gli spazi e attaccarli, capacità di dare ritmo alla manovra. In casa juventina ipotizzano una coppia Mandragora-Portanova, altro ragazzo giovanissimo che a centrocampo fa faville nella Primavera bianconera. Mandragora all’occorrenza può giocare anche come centrale difensivo, molto bravo nel far ripartire subito l’azione.

Murgia, asso di Coppa per la Lazio

Alessandro Murgia è un altro centrocampista contemporaneo (classe 1996, 21 anni), dal grande fisico e bravo nella doppia fase. Ha deciso la Supercoppa Italiana (vittoria della Lazio contro la Juve) di quest’anno e ha segnato un altro gol di forza e precisione contro il Vitesse in Europa League. È uno dei pochissimi calciatori ad essere cognato d’arte, in quanto la sorella, Nicole, è sposata con il genoano Bertolacci. Murgia può diventare uno di quei centrocampisti stantuffo, perfetti negli inserimenti.

Cutrone tra Kalinic e Andrè Silva

Al Milan, dopo l’acquisto di Kalinic, tutti cercavano di capire chi avrebbe fatto giocare Montella fra il croato e André Silva. Per un Milan che vuole attaccare dagli esterni è sicuramente meglio il numero 7 croato, per la sua capacità di dialogare con i compagni, il portoghese invece è un terminale offensivo classico, forte nell’area di rigore.

A far saltare tutti i pronostici è stato il primo mese di Patrick Cutrone (classe 1998, 19 anni), con la sua energia inesauribile e la capacità di farsi trovare sotto porta. Non si ferma un attimo e come Immobile sa svariare anche in fascia. Da tenere presente il suo score nelle nazionali giovanili italiane: 57 partite e 31 gol, con gol già in Under 21 alla sua seconda partita.

Cristante rigenerato da Gasperini

Dopo anni di dubbi, infortuni, cattivo utilizzo e scarsa voglia, questo sembra essere l’anno di Bryan Cristante (classe 1995, 22 anni), finalmente integro e utilizzato alla meglio da Gasperini. L’allenatore atalantino riesce a utilizzarlo spesso in campo aperto, sfruttando al massimo la sua capacità di spaccare le linee grazie alla forza d’urto e a una bellissima corsa lanciata. Anche sotto porta è molto migliorato, con gol pesanti in campionato ed Europa League. Pronostico: se continua così, Cristante può entrare anche in orbita Mondiale.

Barella, potenza in mediana

Il giovane “più migliorato” di questo inizio anno è Nicolò Barella, centrocampista instancabile, capace di dare continuamente una scossa alla squadra. Non è un calciatore apparso al’improvviso se già nel 2012 e 2013 è stato eletto miglior centrocampista italiano della classe 1997 (20 anni). Sembra avere almeno tre polmoni per quanto campo riesce a coprire in difesa e quando si lancia in attacco. Nella gara con il Milan alla seconda giornata ha impressionato contro il meglio attualmente in Italia in quanto a potenza, Kessié. Se alla corsa senza sosta, aggiungi che è anche uno specialista dei calci da fermo, non può non diventare uno dei calciatori più ambiti nel prossimo mercato.

Chiesa sulle orme di papà Enrico (anche meglio)

Chi di voi non ha visto il padre nel gol della scorsa domenica realizzato da Federico Chiesa (19 anni)? C’era forza, precisione, bravura nel rilasciare la gamba in una frazione di secondo. Come esterno offensivo Chiesa è quello più giovane fra i possibili nazionali (Bernardeschi, Politano, Berardi e altri) ma anche quello che sembra poter dare quel qualcosa in più che spesso gli allenatori cercano soprattutto quando un calciatore entra dalla panchina. Chiesa è determinazione pura, con un piede di buona classe da non disdegnare.

E questi sono solo i primi ad essersi messi in luce in questo inizio campionato. Aspettiamo ancora i vari Locatelli, Tumminello, per la prima volta in gol in A contro l’Atalanta, Pellegrini, Vido, Kean, Mattiello, Pezzella e tanti altri da qui alla fine.