Prima un gol clamoroso all'Olimpico alla Roma, nel pomeriggio in cui tutto il calcio festeggiava l'addio a Francesco Totti. Poi, domenica sera, una doppietta rifilata all'altra romana, la Lazio, altro momento storico dell'appena iniziata carriera di Pietro Pellegri, classe 2001, scuola Genoa. Due momenti da incorniciare per il giovanissimo talento ligure che ha messo il proprio sigillo per due volte in poco meno di 60 minuti di gioco. Due reti inutili ai fini del risultato ma che lo proiettano ancora una volta tra i più precoci campioncini di sempre con il vizietto del gol.

Il doppio record di Pellegri

Meglio di Silvio Piola

Pietro Pellegri è un predestinato del gol. A 16 anni ha già messo in fila Totti e Immobile, facendoli passare in secondo piano con gli addetti ai lavori che parlano più di lui che dei campioni già affermati. Merito delle sue reti, inutili per un Genoa che perde, ma che hanno già fatto storia. Perché a 16 anni e 112 giorni, Pellegri è infatti il giocatore più giovane a realizzare una doppietta nella storia della Serie A. Superato il record del grande Silvio Piola, che aveva realizzato la sua prima doppietta con la maglia della Pro Vercelli a 17 anni e 104 giorni, nel lontano 1931.

Il primo Millennial a concedere il bis

Pietro Pellegri contemporaneamente ha ottenuto domenica sera con i due gol siglati a Strakosha, un altro primato assoluto. Pellegri è diventato ovviamente anche il primo giocatore del nuovo millennio a segnare una doppietta in Italia e nei top 5 campionati europei. In totale ha collezionato 5 presenze in Serie A ed ha già messo a segno 3 reti.

Un predestinato del calcio

Il più giovane esordiente

A bruciare le tappe, l'attaccante genoano è abituato: il 22 dicembre 2016, entrando a partita in corso durante Torino-Genoa 1-0, era diventato il più giovane esordiente nella storia della serie A, battendo per un solo giorno il record di Amedeo Amadei che resisteva da quasi 80 anni.

I tre gol alle romane

Contro le romane Pellegri si esalta. Prima contro la Roma poi la Lazio. Ma al di là delle reti, l'attaccante classe 2001 si è distinto anche per personalità e presenza in campo. Contro la squadra di Simone Inzaghi è subentrato poco dopo la mezz'ora a gara in corso e si è subito inserito nella manovra con i compagni che spesso lo hanno cercato. I due gol siglati sono il frutto e l'esempio di un talento dal repertorio ancora tutto da scoprire.

Il nuovo Messi

Il più felice di tutto ciò, dopo ovviamente a papà Marco che si è commosso davanti alle gesta del figlio, è certamente il presidente Preziosi che sa di avere nel proprio club un papabile campione del futuro: "Il nuovo Messi? Si chiama Pellegri, ma non fate in modo che mi senta. Altrimenti si monta la testa", aveva detto in tempi non sospetti il numero uno genoano.