Qualche spunto interessante, dribbling, forza esplosiva nelle gambe e la determinazione di un veterano, hanno segnato la gara di Federico Chiesa al ritorno, dopo un anno, all’Allianz Arena di Torino, la casa della Juventus. Già, perchè è cominciata proprio da lì la sua carriera e l’esplosione di questo prezioso figlio d’arte nel mondo del calcio moderno. Era la serata di Gonzalo Higuain, l’uomo il cui trasferimento dai ‘rivali’ del Napoli ai bianconeri ha fatto discutere, non poco, per quasi un’intera stagione. Il ‘Pipita’ realizzò il gol vittoria in quel 2-1 finale rifilato dai Campioni d’Italia alla Fiorentina nel primo turno di Serie A della stagione 2016/2017.

Ma era proprio nel corso di quei 90 minuti, prima che cominciasse la festa per l’ex bomber del Napoli, che lo speaker bianconero, annunciando la formazione viola, pronunciò il nome di Chiesa, in campo dal primo minuto, al fianco di Kalinic. Paulo Sousa lo lanciò nella mischia fra lo stupore e lo scetticismo del pubblico presente che però non sapeva che da lì a poco, nel giro di un solo campionato, quel ragazzo apparentemente timido e modesto sarebbe diventato poi il faro della nuova Fiorentina. Vediamo dunque dopo un anno com’è cambiata la vita calcistica di Federico Chiesa.

Il ritiro con la prima squadra

Paulo Sousa cominciò la nuova stagione 2016/2017 con molti dubbi sul povero mercato della Fiorentina in estate. Arrivarono pochi calciatori infatti e soprattutto elementi che non servivano molto negli automatismi tattici del tecnico portoghese. Segno che qualcosa si stava già rompendo fra la società e l’ex Basilea. Ebbene l’allora tecnico viola cercò di non drammatizzare troppo la soluzione, pescando anche fra la Primavera di mister Guidi giovani capaci magari di rimpinguare la rosa a disposizione per aggregarli al gruppo della prima squadra in vista del ritiro di Moena.

Il tecnico, consigliato al meglio dallo stesso Guidi, non ebbe dubbi e oltre a Ianis Hagi, decise di convocare anche Federico Chiesa. Fisico già da calciatore professionista, duttilità tattica e una predisposizione naturale all’impegno e al sacrificio, convinsero Sousa a puntare su di lui. Un calciatore che da lì a poco dimostrò di essere perfetto in un 4-3-3 facendo della resistenza e del senso del gol le sue armi migliori. E c’è da dire che Sousa, per come sono andate poi le cose, aveva pescato davvero bene.

In campo dal primo minuto con la Juve

E allora eccoci arrivati alla prima giornata di campionato. L’urna del nuovo tabellone elettronico creato per la nuova stagione 2016/2017, ha tirato uno scherzetto niente male alla Fiorentina con l’esordio a Torino in casa della Juventus. Sousa così, decise di sorprendere tutti e fra lo stupore generale, pensò bene di non badare alle tante voci che dicevano che mandare in campo Chiesa sarebbe stato deleterio per il calciatore con il rischio di bruciarlo. Diede ascolto solo alle sue sensazioni: Fede titolare. Una partita buona la sua in cui però dovette fare a sportellate più volte con la tenace difesa bianconera che poteva ancora contare anche su Bonucci.

L’emozione e il dominio territoriale in campo dei ragazzi di Allegri, costrinsero così Sousa a sostituirlo al termine dei primi 45’. Ma non è finita qui perchè quella pazza serata andò avanti con un episodio che fu lo stesso Chiesa a raccontare. "Ero allo Juventus Stadium, sono uscito alla fine del primo tempo, avevo da fare la doccia e ancora non capivo dov'ero. Faccio per rientrare in campo, c'erano le porte chiuse, e chiedo di poter entrare. Lo steward mi risponde: "aspetta che chiamo il mio superiore che ti deve vedere, non possiamo far entrare chiunque in campo" – e io replico – "Mi scusi ma io avevo giocato prima". E così, da ‘imbucato’ all’allora ‘Juventus Stadium’, Chiesa cominciò la sua scalata nel calcio professionistico.

I gol a raffica in campionato da esterno d’attacco

E così, da quella partita, saranno poi 34 le presenze in campo di Federico durante tutta la stagione con la maglia della Fiorentina contando sia le apparizioni in Serie A che quelle in Europa League. Il tutto condito da ben 4 gol, niente male per uno che si stava apprestando già a cominciare l’ennesimo campionato Primavera durante l’estate 2016. Fra questi gol però, c’è sicuramente quel mezzo tocco realizzato su tiro di Badelj nel ritorno della gara giocata contro la Juventus, al ‘Franchi’, terminata con il punteggio di 2-1 in favore della viola.

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Era il 15 gennaio 2017 e nel gelo di Firenze, a scaldare i cuori del pubblico presente sugli spalti, ci pensò proprio Chiesa che contribuì a spingere in rete quel gol poi attribuito a Badelj dalla distanza per il definitivo 2-1 finale. Chiesa raccontò che fu tutto il ‘Franchi’ a spingere quella palla in rete e di aver sognato da sempre quel momento, sottolineando come vivendolo dal campo fosse tutta un’altra storia.

La corte del Napoli di De Laurentiis

Un’estate intera a parlare di cessioni, acquisti, mancati o possibili, cessione della società e l’incertezza generale sull’andamento reale della nuova stagione di Serie A che si stava aprendo. E’ stato più o meno questo il pre-campionato della Fiorentina che ha visto salutare la viola ben presto tutti coloro i quali negli ultimi 5 anni avevano scritto pagine importanti di quella rosa. Da Gonzalo Rodriguez a Borja Valero, passando per Vecino, Bernardeschi, Kalinic e non solo. Tutti calciatori fuggiti da Firenze che hanno lasciato a Pioli una rosa davvero di pochi uomini.

E nel caos cessioni, anche il Napoli avrebbe voluto approfittare della situazione per prelevare Chiesa dalla società viola. Ma al contrario di Bernardeschi e gli altri, in questo caso, sia la proprietà che il Ds Corvino, sono stati glaciali: ‘Chiesa non si muove da Firenze, la nuova Fiorentina ripartirà da lui’. E così, in silenzio, forse anche concentrato sul contemporaneo svolgimento dell’Europeo Under 21, Chiesa si rimise a lavorare agli ordini dell’ex tecnico dell’Inter che nel frattempo gli aveva già cucito addosso compiti da leader nella nuova Fiorentina che stava nascendo.

Il vero leader nella nuova Fiorentina

Una città ai suoi piedi. Le speranze di tutto il popolo viola sono tutte per questo ragazzino terribile, voglioso di emergere e di far vedere le sue enormi qualità. Thereau, Simeone, Benassi, Pezzella e non solo. Tanti sono stati poi gli arrivi in casa Fiorentina.

Tutti calciatori però, prelevati proprio con l’obiettivo di valorizzare anche le caratteristiche di Federico Chiesa che ora è il leader indiscusso di questa squadra. Dai 100mila euro di valore di mercato del mese di giugno 2016, oggi Chiesa, a distanza di poco più di un anno, vale già 10 milioni di euro con diverse squadre disposte, in estate, in estate, a spingersi fino a 25 pur di assicurarsi le sue prestazioni.

L’evoluzione del valore di mercato di Chiesa in un anno (Transfermarkt)
in foto: L’evoluzione del valore di mercato di Chiesa in un anno (Transfermarkt)

Ad oggi, in sole 5 giornate di campionato ha realizzato 1 gol e 1 assist. Emozionante e preziosa la rete realizzata contro il Bologna la settimana scorsa in casa che contribuì, anche grazie al gol decisivo di Pezzella, a regalare la seconda vittoria consecutiva a i ragazzi Pioli prima dello stop contro la Juve nel turno infrasettimanale. In quell’occasione, il gol di Chiesa fu un mix fra la sua capacità di andare al tiro e gli insegnamenti di papà Enrico, maestro dei tiri a giro di potenza sul secondo palo. Un predestinato che farà ancora per molto tempo le fortune della nuova Fiorentina.