La Samp fa la storia, ferma la Juve, vince 3-2 e registra il sesto successo consecutivo nelle prime 6 sfide casalinghe di questo campionato. I bianconeri, invece, pur con un ottimo primo tempo sono costretti a soccombere, a perdere il treno Napoli, ora distante 4 punti, e a chiudere a 4 il numero di successi di fila in campionato.

Il tutto, con una prestazione tatticamente buona ma vanificata dalla voglia, dal cuore e dalla grinta doriana. Qui, gli aspetti, tecnici e non solo, salienti della supersfida del ‘Ferraris’.

Primo tempo.

Samp con la formazione tipo, Juve senza Dybala.

La sfida di Marassi comincia con scelte piuttosto definite: da una parte la formazione tipo, dall’altra una versione riveduta e corretta della Juventus. E sì perché i blucerchiati di Giampaolo, non avendo infortuni o impegni europei, intendono giocarsela al massimo contro i campioni d’Italia in carica affidandosi alla solita coppia difensiva, SilvestreFerrarima anche al tridentazo d’attacco RamirezQuagliarella e Zapata che, con 12 gol sulle 24 reti complessive, tanto bene ha fatto in questo straordinario avvio di stagione.

Lato ospiti, invece, Allegri sceglie di mescolare le carte con due fattori, scorie derivanti dagli impegni delle nazionali e Barcellona mercoledì all’Allianz Stadium, che concorrono a determinare le sue scelte: fuori Buffon per Szczesny, out Alex Sandro e De Sciglio per Asamoah e Lichtsteiner, dentro Khedira e Pjanic e partenza dalla panchina anche per Dybala, reduce dal doppio impegno con l’Argentina in Russia, con Bernardeschi a legare i reparti e suggerire alle spalle del confermatissimo Higuain, in grado di siglare 4 reti nelle ultime tre sfide di campionato. Il tutto, per cercare il quinto successo consecutivo in Serie A e provocare il primo dispiacere stagionale ad una Samp che, in casa, macina punti su punti con 5 vittorie su 5 gare totali dinanzi al pubblico amico.

le posizioni medie nel primo tempo della Juventus, Bernardeschi e Cuadrado vicinissimi (Sofascore.com)in foto: le posizioni medie nel primo tempo della Juventus, Bernardeschi e Cuadrado vicinissimi (Sofascore.com)

La Samp con linee strettissime, Cuadrado e Berna l’antidoto.

L’avvio del match ha un copione ben preciso: Juve padrona del campo e Samp attendista. E così, Allegri, consapevole del canovaccio atteso, decide di schierare un tridente alle spalle di Higuain molto agile capace, Mandzukic a parte, di non restituire grossi punti di riferimento agli avversari. Bernardeschi parte trequartista ma spesso si allarga a destra per poi rientrare sul prediletto mancino con Cuadrado che, un po’ a fisarmonica, talvolta si defila sulla sua corsia di appartenenza, talvolta stringe scambiandosi di ruolo con il #33 italiano.

Un modo di gestire la fase offensiva intelligente che ha un duplice effetto: da un lato, quando sia Bernardeschi che Cuadrado si spostano più sulla destra, garantire maggiore spazio di manovra per Mandzukic e Higuain e, dall’altro, dilatare sugli esterni le strettissime maglie blucerchiate. Il tutto, con fraseggi rapidi palla a terra ma, soprattutto, con diversi cambi di gioco da destra a sinistra, da Asamoah a Lichtsteiner e da Mandzukic a Cuadrado.

gli interventi difensivi, riusciti in verde a vuoto in rosso, della Juventus in fase passiva (Squawka.com)in foto: gli interventi difensivi, riusciti in verde a vuoto in rosso, della Juventus in fase passiva (Squawka.com)

Pressione alta e difesa quasi a uomo, Juve attenta in fase di non possesso.

Il gioco della Samp è bello, notoriamente spumeggiante, famoso, celebre nonché uno dei segreti malcelati dell’attuale momento di forma della Doria con Giampaolo diretto discendente, erede della tradizione del tiki-taka sarriano. Motivo per il quale la Juventus, in fase di non possesso, prova ad essere corta, aggressiva e attenta con una semplice consegna: impedire il fraseggio ai padroni di casa. E così, sia in transizione negativa che a difesa schierata, Bernardeschi si occupa, quasi a uomo, di Torreira, Khedira e Pjanic si prendono cura, a turno, di Ramirez, con gli esterni bassi Asamoah e Lichtsteiner a controllare (nel caso dello svizzero anche troppo con un tackle che mette ko il #18 blucerchiato) le mezzeali Barreto a destra e Praet, e poi Linetty a sinistra.

Corsie laterali pro Juve, Samp in difficoltà.

Il match è difficile, combattuto con la Juventus che, trovando sulla sua strada un’ottima Samp, non ha vita facile nel pomeriggio ligure. Eppure, sulle corsie laterali, la ‘Vecchia Signora’ è molto più arrembante dei padroni di casa. Basti pensare che, solo nel primo tempo, la mole di gioco sviluppata dai bianconeri è notevolmente superiore con 416 tocchi totali sulle fasce rispetto ai 323 di Bereszinsky e Strinic.

i tocchi sulle corsie esterne di Samp e Juve (Whoscored.com)in foto: i tocchi sulle corsie esterne di Samp e Juve (Whoscored.com)

E se i blucerchiati tendono a stringere le loro azioni d’attacco con una conformazione tattica che riduce a imbuto le sortite offensive, la Juve non trova altra soluzione che quella dello sfondamento esterno con Cuadrado più di Mandzukic capace di far ammattire la retroguardia di Giampaolo. Del colombiano, infatti, l’occasione più ghiotta della prima frazione di gioco con un tiro, terminato fuori su deviazione di Viviano, da posizione ravvicinata a tu per tu con l’estremo difensore avversario.

Secondo tempo.

le statistiche del match (Sofascore.com)in foto: le statistiche del match (Sofascore.com)

Cuore Doria, Zapata fa felice il ‘Ferraris’.

Ad inizio ripresa, la doccia fredda per la Juventus. Zapata su azione di confusionario alleggerimento della sua Samp tutta cuore e determinazione, su rimpallo da cross di Quagliarella, si alza in volo, sfrutta i suoi enormi quadricipiti, stacca su Lichtsteiner e batte, di testa, sul secondo palo, l’incolpevole Szczesny. Una rete inattesa, quasi insperata ma che attesta tutta la forza della Doria in casa con una squadra abituata a giocare, a pressare alto e, soprattutto, a non mollare mai. Pochi minuti dopo, poi, Zapata sfruttando un contropiede dei suoi ed il solito suggerimento in verticale del suo compagno di reparto Quagliarella, si trova davanti al portiere bianconero che, in uscita bassa, salva la Juve dal colpo del Ko.

le conclusioni, nel match, di Dybala (Squawka.com)in foto: le conclusioni, nel match, di Dybala (Squawka.com)

La mossa Dybala, la Juve torna in HD (ma troppo tardi)

Al 62’, dopo il gol subito per merito di Zapata, Allegri rompe gli indugi e decide di buttare nella mischia l’argentino Dybala al posto del discreto Bernardeschi. La ‘Joya’ si prende la scena alle spalle del ‘Pipita’ e comincia a macinare gioco e a chiedere palloni su palloni.

Eppure, il suo apporto, la sua classe, la sua personalità viene frustrata dalla mediana blucerchiata che, fra Linetty e Torreira, si prende cura dell’asso albiceleste che, però, trova la soddisfazione personale quando tutto sembra ormai finito, siglando la rete della paura: quella del 3-2 a poco dal termine.

Squadre spaccate, il match decolla. La Samp legittima il successo.

Il gol di Zapata è come una miccia che fa esplodere, deflagrare il match. Dal 52’, infatti, le maglie sono sempre più larghe e i capovolgimenti di fronte più frequenti con Juve e Samp che producono pericoli su pericoli, il banco così come gli schemi, sembrano esser saltati. E così, nel bailamme generale prima i bianconeri sprecano un contropiede 5 contro uno con Higuain non bravo a servire Cuadrado, che uscirà di lì a poco, e poi i padroni di casa con azione corale concretizzano con l’ennesimo gioiello da fuori area di Torreira: è 2-0. Il duplice vantaggio genera cambi: Douglas Costa entra per Cuadrado e con il più conservativo Verre che prende il posto non dell’offensivo Ramirez ma dello stanco Barreto, Giampaolo non cambia.

E fa bene con la Samp che legittima il successo trovando, su calcio piazzato, il 3-0 con Ferrari che sfrutta una sponda al centro. Doriani al settimo cielo e Juve a -4 dal Napoli.

Il rigore di Higuain e la rete finale di Dybala hanno solo il merito di prolungare l'attesa del triplice fischio finale non scalfendo minimamente l'impresa blucerchiata che serve un prezioso assist al Napoli e alle inseguitrici, Inter e Roma su tutte.

le formazioni iniziali di Samp e Juve (Sofascore.com)in foto: le formazioni iniziali di Samp e Juve (Sofascore.com)

Tabellino e voti.

Sampdoria (4-3-1-2) Viviano 6.5; Bereszinsky 7, Silvestre 6.5, Ferrari 7, Strinic 6.5; Praet s.v. (Dal 28’ Linetty 6.5), Torreira 8, Barreto 6.5 (Dal 73’ Verre s.v.); Ramirez 6.5; Quagliarella 7, Zapata 7. A disposizione: Puggioni, Tozzo; Andersen, Sala, Regini, Murru; Capezzi, Linetty, Verre; Caprari, Alvarez, Kownacki. Allenatore Marco Giampaolo 7

Juventus (4-2-3-1) Szczesny 6; Lichtsteiner 5, Chiellini 5.5, Rugani 5, Asamoah 5.5; Khedira 5, Pjanic 5.5 (Dal 80’ Matuidi s.v.); Mandzukic 5.5, Bernardeschi 5.5 (Dal 62’ Dybala 5.5), Cuadrado 6.5 (Dal 72’ Douglas Costa s.v.); Higuain 5.5. A disposizione: Buffon, Pinsoglio; De Sciglio, Alex Sandro, Barzagli, Benatia, Howedes; Matuidi, Marchisio, Sturaro; Douglas Costa, Dybala. Allenatore Massimiliano Allegri 5

Precedenti fra Sampdoria e Juventus, assoluto equilibrio in Liguria.

In Serie A, fra le due compagini, sono 118 (ora 119) i precedenti con un bilancio che vede i bianconeri avanti con 57 vittorie totali, 37 pareggi e 24 (ora 25) sconfitte. Se analizziamo le sole sfide giocate in Liguria, 59 (ora 60), invece, lo score è decisamente più aperto con 19 (ora 20) successi doriani, 22 bianconeri e 18 pareggi globali con 67 (ora 70) reti dei padroni di casa e 71 (ora 73) da parte degli ospiti.