La Roma non replica i miracoli dello scorso anno e, alla sua prima in questa edizione della Champions League, soccombe per 3-0 contro il Real Madrid campione d’Europa e, pure, capace di vincere ben quattro delle ultime cinque edizioni della ‘coppa dalle grandi orecchie’.

Isco prima, Bale e Mariano Diaz poi, delineano i contorni della pesante sconfitta con i giallorossi a mettere insieme, al netto di una prima frazione di gioco in totale balia degli avversari, una gara, malgrado qualche buona conclusione e qualche contropiede promettente, davvero negativa.

Olsen si esalta, un felino fra i pali giallorossi ma Isco lo beffa lo stesso

Real Madrid e Roma, ma questo poteva essere prevedibile già alla vigilia del match, hanno giocato quasi ad una sola porta con, tanto per gradire e per restituire la foto perfetta della gara, ben 17 tiri totali messi a referto dai padroni di casa nei primi 45’ di gioco. Insomma, la sfida fra Lopetegui e Di Francesco si gioca, quasi esclusivamente, attacco-difesa. E proprio per questo l’erede di Alisson, lo svedese Olsen, sente il dovere di far vedere tutte le sue qualità fra i pali per provare a respingere le costanti offensive madridiste.

E, almeno fino al 45’, minuto nel quale Isco scompagina gli equilibri con una punizione magistrale, il numero #1 giallorosso pare riuscire nell’impresa con guizzi felini, colpi di reni e smanacciate che, nel confronto con il brasiliano volato ad Anfield, non sono da meno del predetto Alisson, anzi. Insomma, se la Roma non capitola con un passivo amplissimo, malgrado il 3-0 finale, gran parte del merito va attribuito all’estremo difensore della Svezia alla sua, forse prima, vera performance con la nuova maglia nel tempio del ‘Bernabeu’.

Carvajal e Bale dominano sulla destra, Kolarov e El Shaarawy in crisi

Nella battaglia delle fasce, invece, la Roma, che fa tanta densità al centro, cede qualcosa sulla sua porzione sinistra con Kolarov ed El Shaarawy in netta difficoltà contro Carvajal e Bale.

In quella specifica zona del campo, difatti, i giallorossi non sembrano arginare la furia del gallese, e le accelerazioni del fluidificante spagnolo, con Kolarov, spesso chiamato ad appoggiare la manovra, in debito d’ossigeno, ed El Sharaawy, fiaccato dai troppi ripiegamenti difensivi, in balia del tandem madrileno che, proprio da quelle parti, dà il là alle azioni più pericolose della propria formazione con Bale, nella ripresa, a siglare il punto del 2-0 in fuga solitaria però, dall’altra parte del campo: rasoiata mancina e 2-0.

De Rossi prova a contenere, Kroos e Modric sontuosi

Olsen però, non è il solo a opporsi come può alla furia dei campioni d’Europa in carica. A centrocampo, infatti, c’è un De Rossi in versione Champions League 2017/18 che prova a sradicare dai piedi avversari quanti più palloni possibili e, spesso, vi riesce divenendo l’ultimo, esiziale baluardo della propria retroguardia col fallo, poi decisivo per la rete dell’1-0, commesso proprio dal capitano che, però, in questa occasione non ha troppe colpe: Isco, dopo l’uno-due con Bale, era pronto a scaricare in porta da posizione privilegiata.

Sulla mediana, nel centro nevralgico del campo, poi, il Real Madrid, per buona parte della gara, domina con N’Zonzi, lo stesso De Rossi e Zaniolo e poi Pellegrini a subire il palleggio Galactico e le sortite e le geometrie degli straordinari, e pure impagabili, Kroos e Modric.

I pallini azzurri rappresentano i tocchi messi insieme da Zaniolo, 17, quelli arancio, quelli di Modric, 31. (Whoscored.com)
in foto: I pallini azzurri rappresentano i tocchi messi insieme da Zaniolo, 17, quelli arancio, quelli di Modric, 31. (Whoscored.com)

Zaniolo timido: se non bocciato, almeno rimandato

Un bravo a Di Francesco, ed uno al ragazzo ex Inter. Al primo, per il coraggio con il quale ha deciso di mettere in campo l’under 20 italiano; al secondo, per la discreta prova messa insieme con Zaniolo che, al ‘Bernabeu’, ha fatto il suo esordio ufficiale non solo in Champions League ma anche quello con la Roma senza, per giunta, esser mai sceso in campo in Serie A. Insomma, date le premesse e qualche sbavatura di troppo contro leggende del calcio contemporaneo, il numero #22 capitolino si è disimpegnato discretamente bene dimostrandosi un po’ leggero, timido in fase di non possesso ma comunque utile in termini di impostazione e di attacco: si farà, ma per oggi, e per questi contesti, pare ancora un po’ acerbo.

Under crea, Dzeko inconcludente. Schick disastroso

L’attacco giallorosso, spuntato quanto basta, mette comunque in mostra qualche buona individualità e qualche buona giocata. Specie nella ripresa quando i padroni di casa, forti del duplice vantaggio, alzano le mani dal volante concedendo qualcosa agli avversari di serata. Eppure, alle buone sortite di Under, apparso il più lucido ed il più insidioso lì davanti, non sono coincise buone performance per le due punte centrali forti fisicamente, ovvero: Dzeko e Schick.

Il primo, con poche colpe, schiacciato com’è fra le maglie madrilene alla sua 50esima in Champions, il secondo, bocciato senza appello per esser subentrato, al 70’, con un linguaggio del corpo ed una voglia, davvero rivedibili.

Tabellino e voti

Real Madrid (4-3-3) #1 Keylor Navas 6; #2 Carvajal 6.5, #4 Sergio Ramos 6, #5 Varane 6.5, #12 Marcelo 6; #8 Kroos 7, #14 Casemiro 6.5, #10 Modric 7 (Dal 84’ Dani Ceballos s.v.); #11 Bale 7+ (Dal 72’ Mariano Diaz 7-), #9 Benzema 6.5 (Dal 62’ Marco Asensio 6.5), #23 Isco 7. A disposizione: #25 Courtois; #6 Nacho Fernandez; #24 Dani Ceballos, #17 Lucas Vazquez, #18 Llorente; #20 Asensio, #7 Mariano Diaz. Allenatore Julen Lopetegui 7

Roma (4-3-3) #1 Olsen 7; #24 Florenzi 6, #44 Manolas 6-, #20 Fazio 5.5, #11 Kolarov 5.5; #22 Zaniolo 5.5 (Dal 54’ Pellegrini 6-), #16 De Rossi 6+, #42 N’Zonzi 5.5 (Dal 70’ Schick 4.5); #92 El Shaarawy 6+ (Dal 62’ Perotti 5.5), #9 Dzeko 5.5, #17 Under 6.5. A disposizione: #83 Mirante; #15 Marcano, #18 Santon; #4 Cristante, #7 Pellegrini; #8 Perotti, #14 Schick. Allenatore Eusebio Di Francesco 5.5