Il porto ha battuto la Roma ai tempi supplementari e conquistato l'accesso ai quarti di finale ma il tecnico, Sérgio Conceição, aveva poca voglia di festeggiare. In campo ha alzato le braccia al cielo, chiedendo il sostegno dei tifosi nel momento di forcing maggiore della sua squadra, ma quell'euforia e quell'adrenalina poco dopo sono state smorzate dalla notizia del grave lutto che aveva colpito la sua famiglia. Il tempo di raccogliere l'acclamazione del pubblico (entusiasta per un successo che nel finale ha rischiato di sfuggire quando l'arbitro turco, Cüneyt Çakır, ha tentennato sul fallo commesso da Marega su Schick) poi i suoi collaboratori lo hanno informato di quanto accaduto.

Conceição è scoppiato in lacrime nella pancia dello stadio. In zona mista non poteva passare inosservata la sua commozione: non era una crisi emotiva dettata dallo stress e dalla forte tensioni accumulati nel corso di un incontro molto tirato ma profondo dispiacere, dolore sincero per la scomparsa del cognato. Il tempo di riprendersi un po' e rimettersi in sesto poi il tecnico del Porto si è ugualmente presentato in conferenza stampa per rispetto dei giornalisti presenti. Il confronto è durato pochi minuti poi Conceição ha lasciato la sala per raggiungere i familiari. Fugace anche l'apparizione in tv, non c'era alcuna voglia di commentare la vittoria.

Buonasera a tutti – ha ammesso il tecnico dei lusitani nella breve conferenza stampa -. La mia squadra ha giocato una partita straordinaria e non posso fare altro che fare i complimenti ai calciatori per come hanno saputo interpretarla e soprattutto per aver seguito tutte le mie indicazioni tattiche. Ai ragazzi avevo chiesto di fare gioco e creare occasioni, raccomandando di prestazione attenzione a un dettaglio. Quale? Abbiamo capito bene cosa fare quando non avevamo il pallone. Adesso, però, scusatemi ma devo andare…