Il Napoli paga un primo tempo orribile, l’incertezza dei suoi avanti nel momento di colpire ritrovando la sconfitta nella Perfida Albione. L’Arsenal come il Liverpool a dicembre, batte gli azzurri, stavolta per 2 reti a 0 e infligge uno stop pesantissimo ai partenopei ai fini della qualificazione. Ma la sconfitta, alla fine dei giochi, ci sta eccome. Gli azzurri non giocano come sanno e in molti, da Mario Rui a Hysaj, da Fabian Ruiz a Zielinski a Insigne, falliscono l’appuntamento dell’anno aprendo la strada agli ottimi Ramsey, Lucas Torreira Ozil capaci, senza troppe remore, di convertire in oro massiccio gli errori, pure abbondanti, dei campani.

 

Ramsey buca il Napoli, ma che errore/i di Mario Rui

Il Napoli nel primo tempo è un ectoplasma, una presenza tiepida, quasi, malgrado una maglia con qualche inserto fluo, inesistente, invisibile. E i padroni di casa ne approfittano. Senza pietà. E pure Ramsey abituato a questi palcoscenici e a partite di questo peso specifico si rivela, nelle incertezze napoletane, un topo nel formaggio. Lui, insieme all’ottimo Torreira, quantità e qualità, gestisce al meglio i ritmi, alza a piacimento il baricentro e guida un pressing spesso ordinato ed efficace.

Eppure, al 14’, il gallese, futuro sposo della Juventus, viene facilitato nel compito di offendere il timido Napoli di scena all’Emirates. Mario Rui imposta il gioco ma lo fa malissimo, colpisce con un lancio in verticale proprio il numero #8 dei Gunners che poi scatena e avvia l’azione del vantaggio. Maitland-Niles si inserisce nello spazio, Lacazette lo serve e il fluidificante di Emery tocca per Ramsey che, di prima intenzione, fulmina Meret. È l’1-0, la consacrazione della performance del centrocampista dell’Arsenal, che nel prosieguo del match non conosce sosta, ma anche la conferma che in gare simili il terzino lusitano del Napoli non pare essere all’altezza della situazione. Ancelotti, difatti, lo sostituirebbe anche ma Ghoulam, non al top della condizione, non dà adeguate garanzie all'ex tecnico del Real Madrid.

Fabian Ruiz teme il contesto, Torreira no…e domina

Ventitré anni a testa, una delle prime partite di rilievo delle rispettive carriere e due stagioni simili, vale a dire al top, per due talenti in costante ascesa. È la storia, anzi, la premessa del confronto in mezzo al campo fra Lucas Torreira da una parte e Fabian Ruiz dall’altra. Un confronto, almeno in avvio, alla pari e che poi si rivela sbilanciatissimo a favore dell’ex ligure che, in un contesto simile, non teme l’atmosfera, non sente la pressione e, da buon uruguaiano che gioca con tecnica e la garra charrua scolpita nel petto, domina. E segna. Proprio, sfruttando una delle tante amnesie del primo tempo dello spagnolo ex Betis capace, da buon esponente della mediana, in cabina di regia, di non sottrarsi alla figuraccia collettiva della prima frazione di gara dei suoi.

L’#8 iberico tiene troppo palla, l’#11 Gunners gliela strappa, poi parte da solo, agli origini della sua carriera europea a Pescara era trequartista e lo dimostra, si spinge fino ai limiti dell’area avversaria, sterza rientrando sul sinistro ed eludendo ancora l’intervento di Fabian Ruiz per poi far partire un fendente mancino che con fortunosa deviazione di Koulibaly muore nella porta napoletana. È 2-0, ed anche qui, la condanna per il nativo di Los Palacios y Villafranca incapace, nel duello col suo alter ego uruguaiano, di reggere la contesa. Prima di uscire e far posto a Ounas.

Ozil valore aggiunto, Allan stordito

In Germania non è più nei cuori dei tifosi a causa delle polemiche post mondiale e di scelte nella vita privata, per così dire, discutibili, all’Arsenal sembra avere i giorni contati, oltre ad un ingaggio imponente, ma il tedesco di origini turche resta un calciatore, se connesso, concentrato, di livello. E lo fa vedere, anche se a sprazzi, nella grandinata Gunners del primo tempo ma anche nel duello individuale con Allan, l’ombra di quello ammirato in Champions e capace di mettere la museruola a Salah o Mbappé. Il brasiliano corre, ma a vuoto ed il #10 biancorosso è scatenato. Esce palla al piede, illumina la manovra, si propone con continuità e non conosce argini, dighe o filtri di sorta fino al secondo tempo ed al minuto 67 quando, esausto, si avvia in panca sostituito dall'armeno Mkhitaryan.

Insigne ci prova ma spreca le occasioni migliori, Monreal male sul lungo

L’attacco del Napoli, stasera, si affida ad un tandem non del tutto inedito. Quello composto da Mertens e Insigne e che si è ben comportato in passato nella Champions League azzurra. Velocità, estro e fantasia al servizio della squadra contro una retroguardia dalla grande fisicità. Pensieri pre-gara che vengono però presto sconfessati dal campo e da un Mertens, quest’oggi, nettamente al di sotto delle sue enormi potenzialità. Ma a fare qualcosa, o almeno a provare a creare grattacapi all’Arsenal, c’è un Insigne se non ritrovato, da fiero capitano. Lui, sull’asse con Hysaj, malissimo pure l’albanese, e non solo in difesa, si propone sulla destra e riesce spesso a scavalcare un disattento e troppo statico Monreal.

Eppure, a fine primo tempo, quando più conta, sulla palla gol della partita, il #24 azzurro spara alto su ottimo suggerimento dello spagnolo Callejon dicendo addio alla sufficienza e ad una rete esiziale per il destino dei suoi. Come, del resto, l’errore di Zielinski che nella ripresa, proprio su traversone basso di Insigne, sempre libero alle spalle di Monreal, spreca il 2-1.

Meret salvifico, fra i pochi con un voto alto per il Napoli

Fra i pochi a salvare la faccia e a ricevere un voto positivo, c’è un Meret che non ha colpe sui gol incassati e che invece, grazie ai suoi guizzi, tiene ancora in vita la fiammella della qualificazione annullando una serie di tiri, anche ravvicinati, davvero pericolosi.

Tabellino e voti

Arsenal (3-4-1-2) #1 Cech 6; #5 Papastathopoulos 6.5, #6 Koscielny 6, #18 Monreal 5.5; #15 Maitland-Niles 6.5, #11 Torreira 7 (Dal 77’ Elneny s.v.), #8 Ramsey 7+, #31 Kolasinac 6.5; #10 Ozil 6.5 (Dal 67’ Mkhitaryan 6+); #9 Lacazette 6- (Dal 67’ Iwobi 6), #14 Aubameyang 6. A disposizione: #19 Leno; #20 Mustafi; #4 Elneny, #29 Guendouzi, #22 Denis Suarez, #17 Iwobi, #7 Mkhitaryan. Allenatore Unai Emery 7

Napoli (4-4-2) #1 Meret 6.5; #23 Hysaj 5, #26 Koulibaly 5.5, #19 Maksimovic 6, #6 Mario Rui 4.5; #7 Callejon 6-, #5 Allan 5.5, #8 Fabian Ruiz 4.5 (Dal 83 Ounas s.v.), #20 Zielinski 5.5; #24 Insigne 6- (Dal 83’ Younes s.v.), #14 Mertens 5 (Dal 66’ Milik 6-). A disposizione: #25 Ospina; #2 Malcuit, #21 Chiriches, #31 Ghoulam; #11 Ounas; #34 Younes, #99 Milik. Allenatore Carlo Ancelotti 5-