Nonostante l'avvertimento della società, che alla vigilia della partita con il Liverpool aveva messo in guardia i tifosi, la parte più calda del pubblico partenopeo si è purtroppo resa protagonista del lancio di alcuni fumogeni e dell’occupazione delle scale (con conseguente difficoltà a raggiungere le vie di fuga) all'interno dello stadio napoletano. Un comportamento che ha costretto l'Uefa ad aprire un procedimento disciplinare nei confronti del club azzurro, che verrà discusso il prossimo 18 ottobre assieme ai casi analoghi che riguardano il Psg e la Stella Rossa.

"Al Napoli è stato notificato un procedimento, ma bisogna fare un passo indietro – ha spiegato il legale del club partenopeo, Mattia Grassani, in un'intervista concessa a Radio Kiss Kiss Napoli – Il San Paolo è attenzionato in maniera speciale dalla UEFA, i cui ispettori fanno dei rapporti molto dettagliati da cui dobbiamo difenderci. A noi viene contestata l'introduzione e l'accensione di fumogeni e bengala, oltre alle vie di fuga bloccate nelle due curve".

Il lavoro del legale partenopeo

"Il Napoli ha ingaggiato 645 steward per la partita col Liverpool, abbiamo tutta la lista, eppure fumogeni e vie di fuga bloccate hanno rappresentato una criticità – ha continuato l'avvocato – Non tutti gli stadi e le culture calcistiche sono uguali, noi cercheremo di ricondurre tutto ad un atteggiamento di festa ed incoraggiamento, per quanto riguarda i fumogeni, mentre per le vie di fuga parleremo di cultura sportiva". Il rischio è dunque quello di non poter riempire lo stadio in occasione del ritorno a Napoli di Edinson Cavani: "E' un discorso relativo solo a determinati settori, come le due curve. E' una cosa circoscritta ai settori che hanno mostrato queste criticità. Escludo l'ipotesi dello stadio chiuso".

"Abbiamo qualche giorno per depositare la nostra difesa, poi la commissione UEFA si riunirà e deciderà. Noi proporremo del materiale fotografico relativo alla prevenziale capillare fatta ai varchi dello stadio, perché sapevamo che col Liverpool c'erano dei rischi – ha concluso Grassani – Le norme UEFA vengono adottate in tutta Europa, ma la freddezza degli ispettori UEFA ci ha trovati spiazzati. Magati vengono da una cultura calcistica diversa, poi arrivano al San Paolo, trovano quel clima ed è normale che facciano delle segnalazioni. Noi abbiamo impiegato il massimo delle forze per garantire la sicurezza".