Clamoroso al Marakana di Belgrado. La Stella Rossa, underdog di turno ma anche formazione che nelle ultime due di Champions ha rimediato ben 10 gol al passivo, batte il Liverpool 2-0, annichilisce i vice-campioni d’Europa in carica e si rilancia, pure, in ottica qualificazione per una serata da ricordare. Una serata, del tutto diversa da quella dei Reds che, in trasferta, sembrano non riuscire a sfruttare tutta la potenza del proprio motore offensivo. Dopo Napoli, arriva anche la scoppola a Belgrado.

Ma se al ‘San Paolo’ il ko arrivò allo scadere ed al termine di una prestazione comunque dignitosa, la débacle odierna è davvero sconcertante per una condotta di gioco, in quasi tutti gli uomini chiave, davvero troppo brutta per essere vera. Una sconfitta imprevista, imprevedibile e che ora complica l’affare qualificazione con gli uomini di Klopp costretti a doversi guadagnare il pass per i quarti di finale contro il Paris Saint Germain in Francia ed il Napoli ad ‘Anfield Road’.

Marin, Ben Fardou e Srnic sorprendono la mediana Reds

I primi 15’ di gioco sono, in maniera del tutto inattesa, un monologo biancorosso. I padroni di casa, infatti, sfruttando forse l’eccessiva superficialità dei Reds, partono a razzo, concentrati, attenti e pronti a dare battaglia sul proprio terreno di gioco, il famoso Marakana (anche Rajko Mitic Stadium) di Belgrado. E i tre dietro la punta Pavkov, nell’ordine Srnic, Marin e Ben Fardou, sono i più propositivi della formazione di Milojevic con le tre mezze punte serbe bravissime a fraseggiare fra loro, muoversi con continuità e creare più di una preoccupazione agli ospiti. Preoccupazioni che si concretizzano al massimo col tentativo da corner del centrale Savic, che spara di poco alto, con la bordata mancina di Ben Fardou, dalle Isole Comore con furore, e col gol del momentaneo vantaggio della punta Pavkov, sempre da angolo.

Una partenza sprint che manda in tilt i centrali di centrocampo, e che prosegue per tutta la prima frazione di gioco, con Lallana, mezzala, apparso il più in crisi nel terzetto della mediana di Klopp.

Pavkov bum-bum: Sturridge annichilito

Da una parte c’è Sturridge, pedigree e carriera di tutto rispetto, dall’altra Pavkov. Una sorta di Carneade, sconosciuto ai più, che assomiglia più ad un manovale che ad un aggraziato attaccante. Eppure, alla fine dei giochi, almeno nel duello individuale fra le punte, i 193 cm del #9 serbo sono molto più efficaci di tutti i trascorsi e le reti in carriera dell’inglese. Dapprima, infatti, il 24enne, al 22’, svetta su tutti per l’1-0 iniziale e poi, setti minuti più tardi, replica scaraventando in porta, grazie anche ai suoi quadricipiti, una bordata di destro che fulmina Alisson e fissa il punteggio, almeno in maniera provvisoria, sul 2-0.

Bum-bum e la punta di Novi Sad ex Radnicki annichilisce il talento numero #15 in maglia Reds che, nella prima porzione di gara, sciupa una grossissima occasione, quando le squadre sono sullo 0-0, e poi pasticcia per rimediare ai misfatti sotto porta precedenti per guadagnare anzitempo la via degli spogliatoi per il brasiliano Roberto Firmino.

31 i passaggi chiave di Jovancic (whoscored.com)
in foto: 31 i passaggi chiave di Jovancic (whoscored.com)

Jovancic, preciso in regia. Wijnaldum assente

Il dominio serbo del primo tempo si palesa anche grazie alla splendida gara in regia del numero #29 Jovancic capace, in tandem col solito Krsticic, di fare bene entrambe le fasi per buona parte del match. Pur pagando un po’ lo scotto della straripante prestazione della prima ora di gioco, il centrocampista centrale si merita, a 28 anni, il giusto plauso per, forse, la sua miglior partita della carriera. Attacca, difende, accorcia, pressa, imposta con intelligenza e lucidità perdendo raramente il controllo delle operazioni e la misura segnalandosi una spanna sopra gli altri, non solo in mediana, ma anche nei confronti dell’altro play designato Wijnaldum agli antipodi, per una buona fetta della partita, rispetto al suo omologo della Stella Rossa.

Degenek e Savic tengono, Salah irriconoscibile. La difesa serba è un muro

Nella ripresa, Klopp prova a cambiare tutto inserendo Gomez al posto di AlexanderArnold ma, soprattutto, Roberto Firmino per il deludente Sturridge. Il tipo di gioco, sia pure migliore in termini di qualità, però, non cambia con nessuna variazione sul tema tattico dei Reds: tiki-taka, lento, e sovrapposizioni sulle fasce. E anche qualche palo. Quello di Salah al 70’ e quello di Robertson, su deviazione di Stojkovic, pochi minuti prima.

le spazzate difensive di Degenek e Savic (whoscored.com)
in foto: le spazzate difensive di Degenek e Savic (whoscored.com)

Morale della favola? La linea Maginot costruita dalla Stella Rossa e che poggia le proprie fondamenta sui centrali Degenek e Savic tiene, blocca l’irriconoscibile Salah e pure Mané e Firmino restituendo l’ennesima ottima prestazione fra le mura amiche per un successo, ai punti, meritatissimo per i serbi.

Tabellino e voti

Stella Rossa (4-2-3-1) #82 Borjan 6; #30 Stojkovic 6+ (Dal 59’ Gobeljic 6), #90 Savic 6.5, #5 Degenek 7, #23 Rodic 6+; #7 Krsticic 6.5 (Dal 73’ Jovicic 6), #29 Jovanovic 7; #31 Ben Fardou 6.5, #17 Marin 6.5 (Dal 64’ Causic 6), #14 Srnic 6.5; #9 Pavkov 8. A disposizione: #1 Popovic; #77 Gobeljic, #15 Babic; #3 Jovicic, #21 Simic, #20 Causic; #19 Stojiljikovic. Allenatore Vladan Milojevic 7

Liverpool (4-3-3) #13 Alisson 5; #66 Alexander-Arnold 5 (Dal 46’ Gomez 6), #4 Van Dijk 5, #32 Matip 5, #26 Robertson 5.5; #20 Lallana 5.5 (Dal 79′ Origi s.v.), #5 Wijnaldum 5-, #7 Milner 6; #10 Mané 5.5, #15 Sturridge 4.5 (Dal 46’ Roberto Firmino 6-), #11 Salah 6-. A disposizione: #22 Mignolet; #12 Gomez, #18 Alberto Moreno; #3 Fabinho, #8 Keita; #27 Originale, #9 Firmino. Allenatore Jurgen Klopp 5