Quale sarà il prossimo allenatore della Juventus. Chi sarà il nuovo tecnico che a Torino arriverà con un obiettivo preciso: vincere la Champions (o arrivare almeno in finale). Solo così potrà far meglio di Massimiliano Allegri giunto, dopo cinque anni, al capolinea della sua esperienza in bianconero. I motivi del divorzio annunciato sono da ricercare anzitutto nel flop europeo (eliminazione ai quarti contro il giovane e talentuoso Ajax) e alle aspettative generate dall'arrivo di CR7, investimento oneroso che ha alzato inevitabilmente l'asticella degli obiettivi.

Toto nomi, Caressa si sbilancia a Sky e parla di De Zerbi

Il tam tam mediatico sul successore è iniziato ieri, quando la società ha ufficializzato l'esonero: dall'ipotesi Roberto De Zerbi (rilanciata a Sky da Fabio Caressa) fino alla suggestione Sarri (figura di rottura, suggerita da Paolo Condò) la rosa dei candidati è stata scandita da nomi a sorpresa in aggiunta ad altri noti da settimane.

Chi sarà il nuovo allenatore della Juve, tutte le ipotesi

E così le notizie sul cosa farà Allegri e dove andrà nella prossima stagione (sempre che non decida di restare fermo per un anno) s'intrecciano con quelle sulla scelta della società per guardare "al dopo domani", come chiarito dal presidente, Andrea Agnelli, al termine di una lunga giornata durante un evento legato alla grande famiglia juventina.

  • Pep Guardiola ha già detto no. "Da qui non mi nuovo", ha ribadito l'ex di Barcellona e Bayern Monaco il cui profilo sembrava più adatto alle ambizioni della Juventus: darsi un'identità tattica differente ma con un allenatore di grande livello internazionale. Il ‘no, grazie' è arrivato alla vigilia della finale di FA Cup che il suo Manchester City affronterà da campione d'Inghilterra in carica.
  • Un Pochettino costoso. Alla guida del Tottenham, Mauricio ha scritto la storia: è riuscito a portare la squadra in finale di Champions dimostrando che, anche se un club non fa mercato per quasi 2 anni, puoi raggiungere ottimi risultati. Il tecnico argentino – ma di origini italiane – ha fatto sapere nei giorni scorsi che, a prescindere da come vada il big match di Madrid contro il Liverpool, è intenzionato a lasciare gli Spurs senza la garanzia di un progetto competitivo. La clausola da pagare ai londinesi è salata (in virtù di un contratto fino al 2023) e a maggio scorso rappresentò un ostacolo insormontabile per lo stesso Real Madrid che aveva pensato a lui al posto di Zidane. Altra considerazione, la richiesta di stipendio da 20 milioni.
  • Didier Deschamps. E' il nome nel solco della tradizione. Una figura gradita per i trascorsi da calciatore e da allenatore (fu lui a riportare la squadra in A dopo la retrocessione d'ufficio in B per e vicende di Calciopoli). L'intoppo? E' ct della nazionale francese e almeno fino all'estate del 2020 (a Campionato Europeo concluso) non si muoverà.
  • Semaforo Reds per Klopp. Il tedesco che ha sfiorato la vittoria della Premier (persa quest'anno per un punto, con il gol fantasma nello scontro diretto a fare la differenza) e portato il Liverpool per la seconda volta consecutiva in finale di Champions è molto gettonato. L'ex Borussia ha un contratto fino al 2022 e non ci sono ragioni plausibili perché debba forzare la rottura coi Reds, lasciando l'Inghilterra.
  • Jardim, connazionale di Cristiano Ronaldo. E' uno dei nomi finiti nel calderone delle ipotesi ma al momento resta tale. Perché proprio lui? E' da cinque stagioni al Monaco e potrebbe cambiare aria, è stimato e portoghese come CR7… ma appare oggettivamente poco perché possa prevalere rispetto ad altre figure sul taccuino.
  • Outsider: Simone Inzaghi, Maurizio Sarri, Sinisa Mihajlovic. Tre soluzioni emerse in queste ore: il tecnico della Lazio è reduce dalla vittoria in Coppa Italia e gode della stima di Paratici, è giovane e potrebbe essere la figura ideale con la quale ripartire; l'ex allenatore del Napoli rappresenterebbe una chiara scelta di rottura rispetto alla tradizione tattica di questi anni; quanto al tecnico serbo, questa potrebbe essere la volta giusta considerati i contatti avuti in passato per sostituire Antonio Conte.

Tutte ipotesi al momento perché non è escluso che da Torino possano fare cadere la scelta anche su un nome alternativo. E sarebbe il secondo colpo di scena dopo quello dell'estate scorsa quando nessuno avrebbe mai immaginato che alla Juventus e in Italia potesse arrivare Cristiano Ronaldo.