Perché Antoine Griezmann sedeva in conferenza stampa con la bandiera dell'Uruguay appoggiata sulle spalle a mo' di scialle? Nessuno scherzo da ‘piccolo diavolo', l'attaccante della Francia campione del mondo non ha voluto né fare una provocazione, né mancare di rispetto al suo Paese in festa. Protagonista della vittoria contro la Croazia (sua la punizione che ha propiziato l'autorete di Manduzkic, sua la trasformazione perfetta su rigore quando il risultato era sull'1-1), il calciatore dell'Atletico Madrid ha conquistato il centro della scena anche quel labaro che recava con sé mentre rispondeva alle domande dei giornalisti. Il primo pensiero è corso a Diego Godin, suo compagno di squadra tra i colchoneros ma è stato come fare ‘fuochino'… Griezmann sorride e svela per quale motivo ha scelto di presentarsi in quel modo.

Il calcio uruguaiano mi è sempre piaciuto – ha ammesso le petit diable -, ho iniziato ad apprezzarlo grazie Carlos Bueno (suo ex compagno ai tempi della Real Sociedad) e spesso vedevo le partite del Penarol (il club di Montevideo). E' anche per questa ragione che quando abbiamo sconfitto la Celeste non volevo esultare, amo quel popolo e la loro cultura.

Altro particolare della serata speciale di Griezmann: non è entrato proprio in sala stampa con la bandiera perché non l'aveva con sé ma gli era stata consegnata da un giornalista uruguaiano e lui, come gesto di cortesia, l'ha messa sulle spalle. Lui è fatto così, ama stupire… qualcosa dell'esuberanza giovanile – quando ha rischiato la carriera in nazionale per essersi allontanato dal ritiro delle giovanili senza permesso – gli è rimasto e si riverbera anche in quell'esultanza particolare che esibisce dopo ogni gol. Lo ha fatto anche durante questi mondiali, s'è ripetuto pure dopo aver calciato il penalty del vantaggio contro i balcanici: prima il grido di gioia poi il balletto con l'Emote di Fortnite ‘Take The L' del Battle Royale di Epic.