Dopo la vittoria nell'edizione del 1998, la Francia batte la Croazia e torna sul tetto del mondo. Al termine di una partita combattuta ed equilibrata fino all'ora di gioco, la formazione del "generale fortunato" Didier Deschamps si è dunque cucita sul petto la seconda stella. Da Mosca a Parigi, la festa è completa per i transalpini: arrivati all'appuntamento mondiale con una rosa dall'età media più bassa del torneo e farcita da stelle dal talento indiscutibile. Se vent'anni fa la stella era Zinedine Zidane, in Russia la squadra ha avuto soprattutto in Griezmann e Mbappè i suoi giocatori più importanti e decisivi: campioni cresciuti ed esplosi dopo una lungimirante pianificazione. A far da contraltare alla gioia dei "Bleus", ci sono le lacrime dell'orgogliosa e talentuosa Croazia del commissario tecnico Dalic che saluta il Mondiale a testa alta, dopo una finale giocata alla pari e per molti tratti della gara anche meglio dell'avversario.

Griezmann decisivo

La festa pre partita, il boato del pubblico per l'ingresso in campo delle squadre, gli inni nazionali e poi finalmente il fischio d'inizio. Il Mondiale termina nello stesso stadio da dove è cominciato e si conclude con la finale meno attesa: Francia-Croazia. Il colpo d'occhio dell'impianto moscovita è fantastico e i molti tifosi biancorossi si accendono subito per l'inizio di Modric e compagni: aggressivo e convincente. La Francia sonnecchia per un quarto d'ora, rischia su un paio di incursioni laterali ma passa con fortuna alla prima occasione: punizione di Griezmann, deviata nella propria porta da Mandzukic. L'autogol dell'attaccante della Juventus è un premio eccessivo per i "Blues", che continuano a non entusiasmare nonostante il regalo inaspettato.

La squadra di Dalic ci mette dieci minuti esatti per rimettere a posto le cose e lo fa con Perisic, che fulmina Lloris da dentro l'area di rigore con un sinistro magico. L'interista è la variabile impazzita del match, non dà punti di riferimento alla difesa francese e spesso si accentra nella posizione di Mandzukic creando non pochi problemi ai due centrali di Deschamps. A pochi secondi dal suo terzo gol mondiale, Perisic diventa però protagonista nella sua area di rigore con un tocco di mano evidente che il Var e Griezmann puniscono con il rigore del 2 a 1 della Francia. Le squadre vanno all'intervallo con questo risultato: certamente molto generoso nei confronti di una Francia per nulla spettacolare.

La gioia di Pogba e Mbappè

Nonostante lo svantaggio la Croazia ci crede e attacca. Al terzo minuto Lloris alza sulla traversa una conclusione potente di Rebic: occasione che precede una bella parata di Subasic su Mbappè e una triplice invasione di campo che ferma per pochi secondo il match. Il pallino del gioco continua a tenerlo in mano la nazionale di Dalic, ma al 58esimo arriva l'episodio che segna il pomeriggio di Mosca: la rete del 3 a 1 di Paul Pogba. Il sinistro vincente del centrocampista dello United spegne del tutto la Croazia che, dopo soli sette minuti, incassa anche il poker di Mbappè: fenomenale a sorprendere Subasic da fuori area.

Quando il punteggio sembra ormai archiviato, Lloris regala un po' di speranza alla Croazia. Il portiere dei transalpini commette un errore simile a quello di Karius nella finale di Champions League, e rimette in vita l'avversario con venti minuti ancora da giocare. L'assedio finale dei biancorossi è costante ma poco pericoloso. Complice la stanchezza, la squadra di Dalic perde energia con il passare dei minuti e finisce così col piangere davanti alla gioia transalpina. Alla sua terza finale, la Francia è campione del Mondo e Deschamps può alzare la stessa coppa che sollevò al cielo di Saint-Denis.