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La Francia del Bataclan negli occhi di Griezmann, il piccolo diavolo divenuto campione

Il 13 novembre del 2015, il giorno degli attacchi di Parigi e della strage del Bataclan, Griezmann era in campo allo Stade de France con la sua nazionale per l’amichevole contro la Germania. Lui giocava, sua sorella Maud – 30 anni, di 3 più grande – era in quel locale per assistere al concerto degli Eagle of death metal interrotto dalla furia omicida dei terroristi. La carezza, l’abbraccio, il bacio sulla fronte del Presidente, Macron, e la storia di Antoine sono il simbolo di un Paese che ha imparato a vincere anche le proprie paure.
A cura di Maurizio De Santis
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La carezza, l'abbraccio e il bacio sulla fronte di Antoine Griezmann. Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, ha rimesso la giacca che aveva tolto per esultare ai gol dei Blues campioni del mondo a vent'anni di distanza dalla Coppa conquistata in casa nel 1998. E' sotto la pioggia, zuppo di gioia e quando ‘le petite diable' gli si avvicina con la medaglia al collo lo stringe a sé e lo guarda con affetto. Quell'immagine è il simbolo di un Paese, la storia della Francia colpita al cuore dalla violenza dei terroristi, che ha rialzato la testa, vuole smettere di avere paura, continua a vivere e vuole farcela nonostante tutto.

Il 13 novembre del 2015, il giorno degli attacchi di Parigi e della strage del Bataclan, Grizu' era in campo allo Stade de France con la sua nazionale per l'amichevole contro la Germania. L'eco delle esplosioni in diretta e le notizie di quella notte terribile lo raggiunse poco dopo, quando in quella serata di caos e morte seppe cosa era successo. Lui giocava, sua sorella Maud – 30 anni, di 3 più grande – era in quel locale per assistere al concerto degli Eagle of death metal interrotto dalla furia omicida dei terroristi: fuoco, pallottole e morte. La ragazza si salvò ma l'orrore è una cosa che ti resta dentro e Antoine volle che vivesse con lui a Madrid per un mese, per prendersi cura di lei e mostrarle tutto il proprio affetto.

Grazie a Dio mia sorella è potuta uscire dal Bataclan – scrisse in un tweet Griezmann -. Tutte le mie preghiere vanno alle vittime e alle loro famiglie. Viva la Francia!

Griezmann, il piccolo diavolo divenuto uomo che dice no ai soldi del Barcellona per restare all'Atletico e poi campione del mondo. Che storia: perché in patria si accorgessero delle sue qualità ha dovuto emigrare in Spagna, alla Real Sociedad prima e alla corte del ‘cholo' Simeone che ha aggiunto garra e disciplina al suo talento. Nel 2013 Antoine fu squalificato per un anno da tutte le nazionali perché si allontanò dal ritiro dell'Under 21 senza permesso. Quell'episodio ne avrebbe potuto pregiudicare la carriera adesso assieme a Mbappé ha portato il suo Paese sul tetto del mondo. Chapeau.

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