Sorteggio duro per il Napoli che, dall'urna di Nyon, pesca la squadra più temibile del circus. L'Arsenal di Emery, peraltro specialista della manifestazione con ben tre Europa League vinte, e dei tanti talenti in rosa come Aubameyang, Ozil o Lacazette. Insomma, peggio di così non poteva andare.

Andata in Inghilterra, ritorno in Italia a Napoli dove il ‘San Paolo’ accoglierà con grande furia i Gunners. Che, nell’ultimo periodo, stanno innestando le marce alte per agguantare la prossima edizione della Champions League. Turno difficilissimo, dunque, spettacolare, il più avvincente del seeding. Un turno che somiglia più ad una finale, da andata e ritorno, anticipata.

Modulo e ultimo periodo, l'Arsenal sta innestando le marce alte

Il post Wenger, la transizione dal vate francese allo specialista spagnolo, è stata meno dolorosa di quanto si poteva ipotizzare. Emery, con grande intelligenza, è stato bravo a calarsi nel nuovo contesto e a riaversi dalla delusione parigina al Paris Saint Germain.

Ed il suo credo calcistico, stante un avvio con due Ko in Premier League, è stato ben assimilato dalla squadra che, nell'ultimo periodo, ha aumentato la qualità media del proprio gioco. E, pure, metabolizzato una certa versatilità nei sistemi di gioco con più moduli nel dna dei Gunners. Come, ad esempio, il 4-4-2 (utilizzato due volte), il 3-4-1-2 (due volte) 4-3-1-2 (quattro volte), il 3-4-3 (cinque volte) ed il più impiegato 4-2-3-1 (in 25 occasioni). Moduli che, nelle ultime settimane, hanno generato cinque risultati utili consecutivi e la rimonta decisiva, in casa, contro il Rennes.

Per il successo che ha aperto agli inglesi le porte dei quarti di finale e la possibilità di sfidare il Napoli. Che però potrebbe fondare le sue speranze di successo su un neo, ancora lontano dalla soluzione, con l’Arsenal meno forte ed efficace fuori dall’Emirates Stadium. Dove, ha raccolto cinque sconfitte in campionato e ben due, le ultime con Bate Borisov e Rennes, in Europa League.

Valore di mercato: Arsenal secondo per valore di mercato in Europa League

Per meglio dettagliare la sfortuna degli azzurri a Nyon, è sufficiente un solo dato: fra le top otto del torneo, l’Arsenal è la compagine col secondo più alto valore di mercato della sua rosa. Con ben 625,5 milioni di euro, infatti, i Gunners superano i campani di 62 milioni e si mantengono a 260 di distanza dal Chelsea primatista in questo specifico ‘campo’. Gli elementi più preziosi, poi, sono quelli che affollano l’attacco, con Aubameyang e Lacazette in testa, nella rosa londinese, per ‘market value’.

Un ‘market value’, in due, da 140 milioni di euro e che potrebbe spaventare la pur attenta retroguardia napoletana. Per quanto concerne i reparti più preziosi, la mediana, che il prossimo anno sarà orfana di Ramsey, pronto ad unirsi alla Juventus di Cristiano Ronaldo, non è solo il centro nevralgico della compagine inglese ma anche il fiore all’occhiello del collettivo di Emery. In quella zona del campo, infatti, stazionano talenti come il predetto gallese Ramsey (40 mln), l’elvetico Xhaka (50 mln), l’uruguaiano Torreira (55 mln) e gli estrosi Ozil (in calo a quota 35 mln) e Mkhitaryan (30 mln). Per un conto, del solo centrocampo, di 269 milioni di euro.

I precedenti: Arsenal agro-dolce

Gli incroci con i Gunners sono recenti e portano i segni di una cocente delusione. Quella, nello specifico, della stagione 2013/14 quando gli azzurri, nel gruppo F della Uefa Champions League, persero la possibilità di andare agli ottavi proprio contro i Gunners. L’andata, il 1 ottobre del 2013 a Londra, fu appannaggio dei biancorossi con Ozil e Giroud giustizieri del Napoli di Benitez. Il ritorno, invece, fu da thrilling con i campani, ad un passo dalla qualificazione, bravi a vincere contro i rivali inglesi ma poi sfortunati per le dinamiche della classifica avulsa e della differenza gol finendo per essere la squadra con più punti accumulati, 12, a non giungere alla fase a eliminazione diretta della ‘coppa dalle grandi orecchie’.

I re di coppe e la vendetta di Carletto

E poi, c’è un incrocio in panchina davvero molto interessante. I due tecnici che guidano Arsenal e Napoli possono a giusta ragione esser considerati dei top manager in campo continentale con due parallele specificità: Emery mister Europa League con tre trionfi di fila col suo Siviglia e Ancelotti re della Champions con altrettante affermazioni con Milan e Real Madrid. In più, Carletto, ha un motivo in più per estromettere l’eminente collega dalla manifestazione: al di là dei tanti match giocati in Spagna, lo scorso anno fu proprio l’ex allenatore del Psg a mettere la parola fine sull’avventura dell’allenatore italiano sulla panchina del Bayern Monaco con un pesante 3-0. Ci si gioca tutto, pass, semifinali ed anche un pizzico di orgoglio personale.