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Fifa World Cup 2018, i Mondiali in Russia
2 Luglio 2018
13:40

Mondiali, perché l’Uruguay ha quattro stelle sullo stemma

Nonostante abbia vinto soltanto due titoli mondiali, la federazione uruguaiana mostra con orgoglio quattro stelle sul proprio petto. Il board della Fifa ha infatti riconosciuto alla “Celeste” anche le due medaglie d’oro olimpiche con la loro squadra di calcio a Parigi nel 1924 e ad Amsterdam nel 1928.
A cura di Alberto Pucci
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Fifa World Cup 2018, i Mondiali in Russia

Mentre in Italia si discute spesso del numero degli scudetti della Juventus, in Russia l'attenzione dei tifosi è invece caduta sulla maglia dell'Uruguay del "maestro" Tabarez. La classica divisa della "Celeste", vista anche recentemente in campo nell'ottavo di finale contro il Portogallo, presenta infatti lo stemma della federazione circondato da quattro stelle.

Questo particolare dettaglio ha lasciato interdetti molti tifosi, perché l'Uruguay ha vinto solo due volte la  Coppa del Mondo nel 1930 e 1950. Brasiliani, tedeschi e italiani, che hanno visto vincere le loro nazionali in cinque e quattro occasioni, sarebbero infatti gli unici a potersi fregiare di un simbolo circondato da altrettante stelle luccicanti. Il condizionale è però d'obbligo, perché per la Fifa esiste un motivo per dare quattro stelle anche alla federazione uruguaiana.

La motivazione della federazione uruguaiana e della Fifa

Prima dei due successi mondiali, la "Celeste" vinse anche due medaglie d'oro olimpiche con la loro squadra di calcio a Parigi nel 1924 e ad Amsterdam nel 1928. Vittorie che la Federazione calcistica uruguaiana ritiene siano comparabili a quelle di una Coppa del Mondo e che la FIFA ha riconosciuto come tali. Quelle due edizioni dei giochi olimpici, furono disputate in anticipo rispetto al primo storico Mondiale, e considerate quasi alla pari dei successivi Campionati del Mondo.

Secondo la AUF (la federazione calcistica uruguaiana), la doppia vittoria alle Olimpiadi avrebbe dunque un importante valore, dato che alla competizione parteciparono, tra qualificazione e fase finale, ben 20 nazionali: sette in più di quelle che scesero in campo nel mondiale del 1930, che presentò ai nastri di partenza solo 13 squadre, di cui solo 4 provenienti dal continente europeo.

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