Isolato e scaricato dalla squadra che ha fatto quadrato contro di lui per le esternazioni della moglie/agente. Abbandonato a sé stesso. Degradato dalla società. Mauro Icardi s'è sentito tradito e Appiano Gentile non è mai stata così soffocante. Non credevano – né lui, né la consorte – che l'Inter potesse arrivare a tanto. Non credevano che – e il folklore del like di Brozovic ne è stata la conferma palese – che il capitano potesse ritrovarsi a mangiare addirittura rinchiuso nel proprio angolo, messo spalle al muro da sé stesso. Capita, quando la corda si spezza. Capita, quando comprendi che autorità e autorevolezza sono due concetti differenti. E non ti basta avere al braccio la fascia di leader per esserlo davvero. Capita… e quando te ne accorgi è troppo tardi.

Arrabbiato e deluso. Maurito s'è arroccato sulle proprie posizioni e s'è chiamato fuori. Anzi, è stato fatto fuori tant'è che non stupisce la scelta di non rispondere ‘presente' alla convocazione in vista della gara di Europa League. Null'altro gli è rimasto che tornare a casa, tra le braccia di Wanda, la donna che adesso rappresenta tutto il suo mondo: moglie, agente, madre dei figli. Insieme hanno interpretato il gioco delle parti tra campo, tv e qualche esternazione inopportuna di troppo. Insieme affondano in questa vicenda dalla quale escono fortemente ridimensionati. Insieme, logorati da quel potere contrattuale che credevano di avere e non hanno più.

Cosa farà adesso l'Inter? E' la domanda ricorrente tra i tifosi che si chiedono se da parte della dirigenza ci saranno prese di posizione ulteriori oppure lascerà all'attaccante il tempo di sbollire la rabbia. Il segnale è stato chiaro: ci sono delle regole e tutti – nessuno escluso, nemmeno se sei il capitano – devono rispettarle. Una multa e un'altra esclusione dalla partita di domenica prossima a San Siro contro la Sampdoria dipendono solo dall'argentino e dall'intelligenza del suo entourage (a cominciare dalla consorte) chiamato a gestire questa situazione spinosa fino al termine della stagione. Cinque mesi da separato in casa con la squadra ancora in corsa per il podio Champions e in Europa League possono essere logoranti.

La questione contrattuale. Adesso è solo la società che decide e ha in mano il bandolo della matassa. Non ha fretta, considerata la scadenza del contratto fissata al 2021: gli offrirà, secondo i tempi e termini che riterrà più opportuni, il rinnovo dell'intesa (con un aumento d'ingaggio fino a 7 milioni di euro netti all'anno più bonus) oppure lo metterà sul mercato? Mauro e Wanda tacciono. E' l'unica cosa saggia da fare al momento.