Il messaggio lanciato dall'Inter è chiaro. La scelta di togliere la fascia di capitano a Mauro Icardi per darla a Samir Handanovic e non convocare l'argentino per la sfida col Rapid Vienna non è una semplice dimostrazione di forza, mostrare i muscoli e gonfiare il petto. C'è di più, la volontà da parte della dirigenza di dare un segnale di disciplina al gruppo, riaffermare quel principio di serietà e di professionalità che non può finire in caciara, né essere buttato in pasto ai social oppure discusso con leggerezza tra una battuta e una scollatura vertiginosa nel salotto televisivo. Abbassare i toni, lasciare che l'attenzione mediatica calasse, evitare polemiche pubbliche continue e spifferi di spogliatoio: è stato questo l'intento da parte della dirigenza che non ha mai gradito le fughe in avanti della moglie/agente dell'attaccante, Wanda Nara, alle prese con la trattativa per il rinnovo del contratto.

Perché l'Inter ha tolto la fascia di capitano a Icardi

Al chiarimento tra il tecnico, Luciano Spalletti, e lo staff nerazzurro (da Giuseppe Marotta a Piero Ausilio) ha fatto seguito la dura presa di posizione nei confronti dell'argentino alla vigilia della gara di Coppa. Un atto che prescinde dalla crisi del gol che ha avviluppato il giocatore ma è vincolato direttamente a un ragionamento che auspica compattezza e fronte comune contro ogni elemento di disturbo rispetto agli obiettivi stagionali: centrare la qualificazione alla prossima edizione di Champions e la Coppa. E le esternazioni continue della consorte, mai pubblicamente smentite dal marito, oltre ad atteggiamenti troppo disinvolti (la foto della donna su Instagram che mostra il lato b nel camerino e sullo sfondo c'è la maglietta di Maurito), rappresentano orpelli non graditi e fastidiosi.

Wanda Nara, parole e atteggiamenti poco graditi

"Icardi deve essere tutelato dalle cattiverie che arrivano dallo spogliatoio dell'Inter" e ancora "al rinnovo di contratto preferirei che arrivasse qualcuno che gli metta cinque palloni a partita per far gol" oppure il riferimento ai "problemi personali" di Perisic (frasi pronunciate nel corso della trasmissione Tiki Taka) fanno parte di quella sovra-esposizione mediatica che ha logorato l'immagine del capitano e al tempo stesso creato malumore e insofferenza all'interno del gruppo in un momento particolare, cruciale, della stagione. A tutto questo l'Inter ha deciso di porre un freno assegnando il ruolo di capitano al 34enne portiere sloveno (a Milano dal 2012) e degradando di fatto l'argentino che era stato nominato da Mancini nella stagione 2015/2016.

Mauro Icardi è più lontano dall'Inter?

A giudicare dall'evoluzione della situazione appare difficile ipotizzare una discussione serena  sul rinnovo del contratto: da un lato il club che non va oltre l'offerta di 7 milioni netti a stagione (bonus esclusi) con possibilità di togliere la clausola (quella attuale è di 100 milioni e vale nei primi 15 giorni di luglio) o, al massimo, implementarla; dall'altra la volontà mai nascosta da parte dell'entourage del calciatore di avere un ingaggio superiore (9 milioni a stagione) rispetto alla proposta del club.