Un anno vissuto pericolosamente. Un anno di strappi, rappacificazioni. Un anno di botta e risposta a distanza: Icardi vs tifosi, tifosi vs Icardi, Wanda contro tutti. Un anno di chiacchiere sul futuro possibile dell'argentino che a Milano sta bene – dice – ma pretende un ingaggio (9 milioni netti a stagione) che il club non è intenzionato a pagare (fermo a quota 7, bonus esclusi) per rinnovare il contratto. Un anno di voci e mezze frasi, allusioni su squadre interessate, pronte all'offerta e a bussare alla porta dell'Inter per strappare via il calciatore. Un anno in 15 giorni, quanto la finestra temporale che nelle prime due settimane di luglio consente – versando 100 milioni di euro – di far scattare la clausola rescissoria e liberare di fatto il giocatore.

Ma adesso basta, l'avvento a capo dell'area dirigenziale di Giuseppe Marotta ha segnato una cesura netta con il passato e tracciato una linea precisa: ‘comanda' la società, il resto è mormorio da salotto. E nel mormorio da salotto, mai pubblicamente smentite dal marito-calciatore, c'è finito di tutto: dalle polemiche per la biografia fino alla multa rifilata a Icardi per essere rientrato in ritardo dalle vacanze di Natale, in mezzo, a scandire le tappe della crisi ci sono il volo a Madrid per la finale del Super Clasico e quant'altro proferito dalla moglie/agente in diretta tv che s'è rivelato solo un boomerang.

Dieci frasi di Wanda Nara mai piaciute all'Inter

  • "Mi sono arrivate delle chiamate, ma non dico di chi … Il suo valore? Minimo 200 milioni". Autunno 2017, Wanda Nara dà il primo scossone all'Inter quando lascia trapelare che attendere troppo a discutere di rinnovo è un po' come giocare a tirare troppo la corda… prima o poi si spezza ma a cadere in piedi (secondo la sua idea) sarà il calciatore.
  • Il motivo di tanta sicumera? "In questo periodo si sono avvicinate un paio di squadre importanti. E io che mi occupo del futuro di Mauro devo almeno ascoltarle, valutare le condizioni e la situazione".
  • La terza frase è un atto di spavalderia. Wanda Nara alza la guardia, estrae la sciabola dal fodero e affonda il colpo (nel mirino c'è il ds Ausilio) quando dice che Icardi "all'Inter se vuole può cacciare o portare persone alzando solo un dito".
  • "Con l'Inter siamo lontanissimi. L’offerta non esiste". La tensione sale: a Icardi (e alla consorte/procuratore) non basta più un ingaggio da 4.5 milioni di euro a stagione. Vuole di più. Vuole almeno il doppio perché se Higuain al Milan prende 9 milioni allora lui – che segna tanto da anni – ha diritto a essere pagato in maniera altrettanto ricca.
  • Lo ha confermato il ds della Juventus, Fabio Paratici: nell'estate scorsa, prima che i bianconeri convergessero tutte le forze sull'operazione Ronaldo, c'era Mauro icardi in cima alla lista di mercato. Alla luce delle rivelazioni assumono un valore differente le frasi di Wanda sulla trattativa mancata con la ‘vecchia signora': "La scorsa estate aveva un piede fuori da Milano, dove volava andare? La domanda giusta è ‘dove volevano mandarlo'. Alla Juventus, è stato Mauro a dire no e a voler rimanere all’Inter".
  • L'argomento ‘rinnovo del contratto' e le esternazioni della donna s'intrecciano con gli umori dello spogliatoio. Nel frattempo a Milano è arrivato Giuseppe Marotta ed è chiaro da subito che ci sarà un'inversione di tendenza nella gestione dei rapporti. Wanda, però, dal divano di Tiki Taka tira avanti per la sua strada e parla anche di altro… "Perisic gioca male e pensa all'addio? Forse ci sono anche problemi personali".
  • La misura sta per colmarsi. L'escalation mediatica – che il club prova ad arginare raccomandando una maggiore discrezione – entra nella fase più calda. "Vorrei che Mauro fosse più tutelato dalla squadra, perché a volte escono delle cattiverie da dentro", aggiunge Wanda Nara che esce allo scoperto e parla apertamente di malumori all'interno del gruppo. Li chiama cattiverie e si evince che la fronda anti-capitano c'è e fa proseliti.
  • Fuori dalla Coppa Italia, l'Inter in campionato zoppica, perde contatto da Napoli (secondo) e finisce a distanza siderale dalla Juventus capolista. A Parma i nerazzurri hanno un sussulto d'orgoglio: ci pensa Lautaro a realizzare la rete della vittoria mentre Maurito resta a secco ancora una volta (settima giornata di fila, mai così male). "Lautaro? Ha fatto gol anche per un grande movimento di Mauro… purtroppo Icardi è stato servito poco in questo periodo".
  • L'attacco a Spalletti. "Magari poteva mettere prima in campo Lautaro. Credo che dovrebbe approfittare del fatto che sono amici e fra loro non c’è rivalità…".
  • La goccia che ha fatto traboccare il vaso e sollevato lo spogliatoio. Se Icardi non segna è colpa dei compagni di squadra, è questo il succo della frase che fa da prologo alla decisione durissima della dirigenza di togliere la fascia di capitano all'argentino e poi escluderlo dalla lista dei convocati per l'Europa League, in vista della gara contro il Rapid Vienna. "Se mi chiedete cosa preferisco tra il rinnovo del contratto e qualcuno che gli mette cinque palloni buoni, forse preferisco che Mauro abbia un aiuto in più…".