Domani alle ore 13 a Nyon va in scena il sorteggio dei sedicesimi di finale di Europa League con le italiane, al netto della cocente eliminazione del Milan ad Atene con l’Olympiakos, chiamate ad un ruolo da protagoniste contro le corazzate spagnole, inglesi, tedesche e le outsider RB Salisburgo, Benfica, Zenit o Fenerbahce.

Insomma, c’è da riscattare un ultimo turno europeo da horror, con cinque ko ed un solo pari, peraltro inutile ai fini della qualificazione dell’Inter, e da conquistare una coppa che, dall’era della sua riforma, non ha mai visto vincitrici le nostre compagini. Eppure, specie Napoli e Inter ed in minor misura la Lazio, almeno sulla carta, sembrano poter finalmente raggiungere le fasi finali della manifestazione con Baku, sede della finalissima del 29 maggio prossimo, tutt’altro che una mera fantasia. Qui, a poche ore dallo scoprire le prossime avversarie delle nostre esponenti in campo internazionale, i motivi che potrebbero condurre al successo continentale Inter, Napoli e Lazio.

Qui Napoli: riscatto dopo l’eliminazione Champions e l’effetto Ancelotti

Nel corso della sua gloriosa carriera, mister Ancelotti era uscito solo due volte dalla ‘coppa dalle grandi orecchie’ già nei confini delle prime sei gare dei gruppi di Champions. Basta questo dato statistico per capire la voglia di riscatto dell’ex tecnico del Milan che, ora, anche per regalare una grossissima soddisfazione ad una tifoseria che lo ama, e che lui riama a sua volta, farà di tutto per portare in alto i colori azzurri.

Lo scudetto, difatti, è lontano, la Coppa Italia attrae il giusto mentre Re Carlo, Re di Coppe, appunto, intende mantenere intatto il suo faticosamente conquistato titolo. In più, in termini di qualità della rosa, i campani hanno pochi rivali con solo il Chelsea dell’ex Sarri, valore di mercato del roster alla mano, molto meglio del Napoli: 894 milioni di euro a 515. Poi, c’è l’Arsenal a 574 ed il Valencia che però, nel singolo paragone, cede 422 a 515.

Insomma, se i partenopei scendono in campo con concentrazione, grinta e determinazione in Europa League, nessun ostacolo che l’urna porrà davanti, potrà essere insuperabile. Del resto, l’ultima, e pure unica coppa internazionale è troppo lontana (1988), urge aggiornare, con Ancelotti, il palmares all’ombra del Vesuvio.

Qui Inter: scudetto impossibile? Tutto sull’Europa League. L’ambiente vuole vincere

Ad agosto la qualificazione per gli ottavi di finale di Champions League, contro Tottenham e Barcellona, era impensabile. Oggi però, dopo quanto fatto vedere nel gruppo, questa eliminazione, appare inaccettabile e, dunque, benzina sul fuoco del risentimento nerazzurro con l’Europa League come valvola di sfogo per ripristinare uno svanito appeal internazionale ed una reputazione uscita a pezzi dall’1-1 del ‘Meazza’ col Psv.

E poi c’è un Icardi in grande spolvero, in odore di rinnovo, uno Spalletti assetato di successi, un ambiente, da 70mila ogni maledetta domenica, affamato ed una rosa, al momento, all’altezza della situazione e di una impresa nelle corde meneghine. Premesse ottimali per far bene e per ritornare grandi, anche se nella seconda manifestazione calcistica europea prima di rivaleggiare per la Champions nella sempre ottimale politica dei piccoli passi.

Qui Lazio: vendicare Salisburgo e mostrarsi all’altezza in Europa

In casa Lazio, per uomini e mezzi, l'obiettivo appare più complicato ma non per questo meno percorribile, anzi. I ragazzi di Inzaghi, infatti, quando contava, non hanno affatto deluso con prestazioni importanti e successi, come quello in casa dell'Olympique Marsiglia, di non poco conto. E poi c'è una organizzazione di gioco ed una consapevolezza, quando la gara è seria e di cartello, da non sottovalutare. Lo smacco di Salisburgo, quello che non permise lo scorso anno ai biancocelesti di approdare alle semifinali di Europa League, brucia ancora con la rosa, gran parte uguale a quella che subì l'onta di quella disfatta, vogliosa di vendetta e di dimostrare il proprio valore, pochi mesi dopo l'eliminazione della ‘Red Bull Arena'.

Tutto però dipenderà dal sorteggio di domani con le Aquile, salvo interventi della dea bendata, ad incrociare i guantoni già con una big della manifestazione. Immobile, Correa, Strakosha, Milinkovic-Savic, Parolo e soci però, danno ampie garanzie: anche la Lazio c'è e, 21 anni dopo l'ultima finale di Coppa UEFA, proverà ad esserci a maggio, quando tutto va a decidersi.