Senza ombra di dubbio né tema di smentita, a Napoli, è il giorno di Lorenzo Insigne. Chiamatelo pure gigante (in campo) a dispetto della sua altezza e della sua stazza. Di quel piccolo, caparbio e sfacciato scugnizzo che sfida i grandi e che, come Davide contro Golia, beffardo, li affossa. Anche al 90’, anche quando tutto sembra irrimediabilmente perso. È il giorno di un ragazzo che non ha smesso di rincorrere un sogno e di materializzare gol da antologia, giocate vincenti e serate, magiche, al ‘San Paolo’, come quella di ieri contro i vice-campioni d'Europa in carica.

Ma non si tratta di celebrare, incensare il talento del #24 solo nel Day After la rete al Liverpool ma anche di riconoscere e rendere giustizia ad un calciatore che, quest'anno, a 27 anni compiuti, con Ancelotti in panchina, sembra stare facendo l'ultimo, definitivo passo verso la grandezza, la maturazione finale. Un passo che si sta accingendo a fare a suon di prestazioni e reti determinanti merito della nuova posizione sul rettangolo di gioco: seconda punta e, dunque, nel vivo dell'azione campana.

L'uomo del momento, e della provvidenza

Gol a raffica, giocate di livello e quella fiducia nei suoi confronti che, per campioni del genere, sono vitali. Ancelotti, dal primo giorno del suo approdo a Napoli, infatti, lo ha considerato punto focale, nevralgico del suo gioco e di quella rivoluzione che l’ex tecnico del Milan aveva in mente di operare. Tre, quattro gare di assestamento sulle orme del precedente modulo, il 4-3-3, per poi virare verso la nuova sistemazione, aggiornata anche ieri sera con una difesa a tre, del 4-4-2 con lui, Insigne, mezza punta a sostegno dell’attaccante centrale.

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E questa rivoluzione, per certi versi copernicana, sta funzionando alla grande col numero #24 finalmente libero di svariare su tutto il fronte d’attacco e liberare la sua forza di fuoco nel tiro ma anche nel dribbling nello stretto. Sei gol in questo avvio di annata 2018/19, una rete decisiva contro i Reds per rinsaldare l'obiettivo qualificazione e segnalarsi uomo in più, uomo imprescindibile della formazione campana.

Tatuaggi e tempo libero: un papà coi fiocchi

Insigne però, non è solo un beniamino della curva, una icona del nuovo Napoli di De Laurentiis ma, anche, un papà, un marito ed una persona come tutte le altre. Una persona che ama il calcio visceralmente, a cui piace scherzare, anche con Balotelli (famosi i suoi scambi di battute con l’attaccante del Nizza sui social), e che ama profondamente sua moglie Jenny e la sua famiglia.

Una famiglia nata nel 2012, col matrimonio con la sua ragazza di sempre e poi arricchitasi con il primogenito Carmine ed il secondogenito Christian fra il 2013 ed il 2015. Due bimbi, che sognano di ripercorrere le orme del padre o, magari, dello zio e che vengono fedelmente riprodotti con un apposito tatuaggio sulla schiena, dove campeggiano un leone ed una lenoessa che proteggono due cuccioli.

Ma il corpo del ragazzo, un po’ come una versione partenopea dell’educazione siberiana, ripercorre le tappe o le passioni della vita di Lorenzo. Sulla sua nuca c’è una famigliola stilizzata che tiene per mano un bambino e poi, l’immagine di un ragazzo, lui con la maglia del Napoli, con davanti ai suoi occhi il tempio del ‘San Paolo’.

Seconda punta, esterno o trequartista: Lorenzo vale 60 milioni di euro

Prezioso. Sì è questo il termine giusto per descrivere sinteticamente non solo il suo attuale stato di forma ma anche tutto il potenziale, espresso o meno, del classe ‘91. Prezioso, anche grazie ai tanti anni di apprendistato fra Mazzarri, Benitez e Sarri, tatticamente con l'azzurro in grado, in attacco, di poter interpretare qualsiasi ruolo. Trequartista, seconda punta, esterno a sinistra, pure a destra, e, oggi, al di là delle etichette, bomber impietoso e preciso.

E queste sue qualità, poi, vengono completate da visione di gioco, estro, dribbling e pure tanta applicazione in fase di non possesso. Doti rare, non comuni a qualsiasi latitudine e dunque valutate tanto con Insigne, oggi, a laurearsi secondo calciatore più costoso fra gli italiani a quota 60 sonanti milioni di euro.