La Russia, al termine di 120′ soffertissimi minuti di gioco, elimina ai rigori la Spagna facendo così la storia. Nell'era post URSS, infatti, mai una selezione nazionale russa era riuscita ad arrivare nel novero delle migliori otto del mondiale nelle tre precedenti manifestazioni disputate (1994, 2002, 2014). Un'impresa epica, titanica, impronosticabile resa però possibile dalla forza difensiva della squadra, dall'attenzione del collettivo di Cherchesov in fase di non possesso ma anche grazie a quell'Akinfeev, disastroso ai recenti mondiali in Brasile, capace di neutralizzare i tiri dal dischetto di Koke prima e Iago Aspas poi.

Per la Spagna, invece, è una vera ‘Caporetto‘ con gli iberici troppo lenti, prevedibili e sfilacciati in fase di non possesso e mai realmente in grado di cambiare passo, accelerare e verticalizzare negli ultimi 20, 25 metri.

Ignashevich-Sergio Ramos, il duello dei nervi lo vince lo spagnolo ma la difesa Roja non convince

All’11’ di gioco una palla inattiva, non certo la specialità della casa sponda Spagna, può aprire la partita con la Roja pronta a mettere subito sotto la Russia. Nella 16 metri avversaria si formano i consueti duelli individuali, le coppie, i blocchi e le marcature, talvolta miste, zona-uomo, fra i calciatori impegnati nella contesa. E proprio uno di questi corpo a corpo, quello fra Sergio Ramos e Ignashevich, attira l’attenzione di Asensio che, calciando la punizione, indirizza la palla proprio verso quella zona dell’area. E così, lo spiovente, in una sorta di lotta greco-romana, sorride allo spagnolo col tocco di caviglia, involontario, del numero #4 in maglia bianca, che tradisce Akinfeev e porta le furie rosse in vantaggio.

Un gol che apre le danze, nell’ottavo di finale di Mosca, e che fa pendere la bilancia della disfida ad alta quota fra i più esperti delle due selezioni in campo (281 gare internazionali in due) verso lo stopper madridista. Uno stopper però, facente parte di una delle difese iberiche meno solide della storia. Malgrado la consolidata intesa, proveniente da ben 72 partite in tandem, con Piqué il #15 del Real Madrid non riesce a schermare la porta di De Gea col suo collega di reparto, il catalano del Barça, a provocare il rigore dell’1-1 per la sesta rete subita in addirittura quattro gare di questo mondiale. Uno score preoccupante specie perché, Germania nel 1954 a parte, nessuna squadra ha mai vinto (come non avverrà nemmeno per le Furie Rosse) la rassegna iridata con un bilancio così pesante in fase di non possesso.

il picco massimo raggiunto dalla Spagna per il possesso palla (Fifa.com)
in foto: il picco massimo raggiunto dalla Spagna per il possesso palla (Fifa.com)

Possesso palla? La Spagna domina la Russia ma non basta

L’esperienza con l’Uruguay, pesante 3-0 subito, e l’avversario di giornata, impongono alla Russia un certo tipo di gara: undici uomini dietro la linea della palla, tutti raccolti in difesa, corti, attenti e poi pronti a ripartire e a servire il proprio panzer davanti Dzyuba.

Una tattica di gioco che paga dividendi, a dispetto della spettacolarità della manovra, quasi assente e pure troppo poco elaborata, e che, pur prestando il fianco alla qualità nel palleggio della Spagna con la Roja, per larghi tratti della partita, talvolta anche con estrema lentezza, a dominare nel tiki-taka, nel possesso palla, consente ai padroni di casa di controllare alla distanza gli spagnoli anche con punte di supremazia territoriale del 76% a fronte del 24 degli uomini di Cherchesov. Una tattica attendista, intelligente, che cela la scarsità di idee della Russia e che pure non muta dopo l’iniziale svantaggio per l’autogol di Ignashevich con Isco e compagni ad avere il dominio delle operazioni ed il controllo, quasi assoluto, della sfera.

Eppure, quando i russi ci provano, la Spagna va in difficoltà col colosso Dzyuba bravo, prima a guadagnarsi e poi a trasformare, il penalty dell’1-1. Una tattica che, alla lunga, porta la Spagna ad infrangersi sul muro bianco eretto da Akinfeev e soci con i rigori massimo risultato sperato, e poi raggiunto, dalla brava e fortunata Russia.

Isco illumina, Kutepov e Mario Fernandes si arrangiano come possono

Nel giro palla lento, prevedibile e sterile della Spagna l’unico talento capace di combinare qualcosa per gli uomini di Hierro è proprio Isco che, sulla sinistra, contro Kutepov e Mario Fernandes, gioca con estrema intelligenza e qualità. Fra i tre dietro Diego Costa, infatti, il madridista è quello più lucido, meno indolente e pronto alla complicata sfida con i padroni di casa con tanti guizzi sulla sua corsia, che impegnano i rispettivi avversari di giornata, ma anche tagli senza palla al centro con le sue zingarate che creano varchi utili per i suoi compagni di squadra. Insomma, il suo, nella mediocrità inconsueta e generale della trequarti iberica, lo fa calamitando tanti palloni verso di sé e pure evidenziando le mancanze del suo omologo sull’altra fascia, Asensio, letteralmente fuori dalla contesa e ben controllato da Kudryashov, Zhirkov e poi Granat.

solo 30 tocchi (i cerchi azzurri) di Diego Costa contro i 44 di Ignashevich (Whoscored.com)
in foto: solo 30 tocchi (i cerchi azzurri) di Diego Costa contro i 44 di Ignashevich (Whoscored.com)

Diego Costa assente, la difesa russa e la trequarti spagnola lo condannano

La punta di diamante di questa Spagna, il grimaldello per aprire, scardinare la porta della serratissima difesa russa era, alla vigilia, il bomber dell’Atletico Madrid Diego Costa autore, peraltro, di tre gol in questo avvio di manifestazione. Un’arma nota, temuta e, pure, potente al quale Cherchesov ha tentato di mettere la museruola affidandosi all’esperienza di Ignashevich (126 caps con la Russia) ma anche alla fisicità di Kutepov e Kudryashov senza dimenticare le diagonali attente di Zhirkov e Mario Fernandes e i ripiegamenti difensivi dei mediani Zobnin e Samedov. Insomma, una sorta di gabbia, fatta su misura per lo spagnolo di origini brasiliane. Eppure, questa complessa organizzazione tattica che ha restituito un ottimo risultato con Diego Costa capace di giocare solo 13 palloni utili sui 30 tocchi totali, di calciare in appena tre circostanze, senza mai essere pericoloso, e di subire un solo fallo, è stato il frutto di anche di un altro fattore: la scarsa verve offensiva del tridentazo alle spalle dell’attaccante numero #19 con solo Isco, come detto e poi Rodrigo nei supplementari, in grado di dare qualcosa alla manovra in avanti e David Silva e Asensio assolutamente fuori dagli schemi di Hierro.

la Spagna gioca troppo per vie centrali (Squawka.com)
in foto: la Spagna gioca troppo per vie centrali (Squawka.com)

Supplementari di Spagna-Russia

la denistà della Spagna, 1344 tocchi contro il cinismo russo (Whoscored.com)
in foto: la denistà della Spagna, 1344 tocchi contro il cinismo russo (Whoscored.com)

Due idee di gioco: attacco Spagna, difesa Russia

Tagliare i rifornimenti spagnoli è il mantra, l’obiettivo, il credo calcistico della Russia che, anche nei supplementari, non varia il suo tema tattico. Il blocco di cemento dei bianchi è impressionante, la lentezza del fraseggio iberico, a tratti, imbarazzante. E il duello è chiaro, non solo Spagna contro Russia ma, più in generale, attacco contro difesa. Quasi come un allenamento specifico, quasi come due idee/ideologie agli antipodi ma che pure resistono e non riescono ad avere la meglio sull’altra: si va ai rigori.

Akinfeev dimentica le papere di Brasile 2014, eroe nazionale

Nella lotteria dei calci di rigore conta tutto: condizione fisica, fiducia, condizione psicologica, voglia, fame, cattiveria, tutto. E Akinfeev, nel duello col suo pari ruolo De Gea, sembra avere qualcosa in più, un mondiale, quello di quattro anni fa in Brasile, da far dimenticare, un mondiale drammatico nel quale le sue papere contro Corea del Sud e Algeria rovinarono la partecipazione iridata della sua nazionale. E così, all'estremo difensore di Cherchesov l'occasione pare troppo ghiotta per non sfruttarla e ‘bastano', si fa per dire, i guizzi su Koke e Iago Aspas per regalare i quarti di finale ai suoi, grazie anche all'incredibile freddezza, quasi siberiana, dei suoi compagni di squadra, per cancellare le incertezze di quattro anni fa e per (ri)scrivere la storia: riscatto personale ed eliminazione per le Furie Rosse.

Tabellino e voti

Spagna (4-2-3-1) #1 De Gea 6; #4 Nacho Fernandez 5.5 (Dal 70’ Daniel Carvajal 5.5), #3 Piqué 5-, #15 Sergio Ramos 6.5, #18 Jordi Alba 6; #8 Koke 5.5, #5 Sergio Busquets 5.5; #21 David Silva 5 (Dal 67’ Iniesta 6), #22 Isco 6.5, #20 Asensio 5- (Dal 104’ Rodrigo 6.5); #19 Diego Costa 5 (Dal 80’ Iago Aspas 5). A disposizione: #13 Kepa Arrizabalaga, #23 Reina; #14 Azpilicueta, #16 Nacho Monreal, #12 Odriozola, #2 Carvajal; #7 Saul Niguez, #6 Iniesta, #10 Thiago Alcantara, #11 Lucas Vazquez; #9 Rodrigo, #17 Iago Aspas. Ct Fernando Hierro 5

Russia (3-4-2-1) #1 Akinfeev 8; #3 Kutepov 6+, #4 Ignashevich 6.5, #13 Kudryashov 6+; #2 Mario Fernandes 6.5, #7 Kuzyaev 6+ (Dal 97’ Erokhin 6), #11 Zobnin 6.5, #18 Zhirkov 6 (Dal 46’ Granat 6.5); #19 Samedov 6 (Dal 61’ Cheryshev 6), #17 Golovin 6.5; #22 Dzyuba 7 (Dal 65’ Smolov 6). A disposizione: #20 Gabulov, #12 Lunev; #14 Granat, #5 Semenov; #15 Miranchuk, #6 Gazinskiy, #6 Cheryshev, #16 Miranchuk, #21 Yerokhin; #10 Smolov. Ct Stanislav Cherchesov 6