in foto: Antonio Conte, tecnico del Chelsea, rischia il licenziamento

Antonio Conte chiede rinforzi al club per il Chelsea, il club pensa ad altro. A licenziarlo. La notizia è clamorosa e tra le ultimissime in tempo reale che giungono dall'Inghilterra, al di là del chiacchiericcio di mercato, rimbalza anche la scelta da parte di Abramovich di mettere alla porta il tecnico campione in carica qualora prestazioni e risultati in campionato continuassero a essere poco soddisfacenti. La sconfitta contro il Burnley, la vittoria stentata col Tottenham, la gestione del caso Diego Costa – anche mediatica, considerato quel pasticcio dell'addio a mezzo sms – sono tra i principali capi d'imputazione nei confronti dell'ex ct della Nazionale: in caso di ‘pollice verso', i Blues hanno già pronto il sostituto.

Le divergenze e il trend di risultati. Un allenatore che sia in grado di lavorare anche coi giovani e non chieda solo calciatori pronti (costosi) come accaduto per Morata, Rudiger, Bakayoko e come vorrebbe ancora per Candreva oppure per Belotti. Ottimi rinforzi ma non tutti con lunga prospettiva, è il caso di Danny Drinkwater e James Vardy del Leicester emersi in queste ore. Insomma, una divergenza di vedute che abbinata ai risultati del campo rischia di deflagrare a breve nonostante il rinnovo del contratto recente. In un caso del genere, tutto verrebbe messo in discussione al punto che potrebbe tornare in gioco anche Diego Costa, scaricato proprio da Conte.

Qual è la persona che corrisponde all'identikit? Si tratta di Thomas Tuchel, ex allenatore del Borussia Dortmund, libero da vincoli contrattuali e ritenuto un profilo ideale rispetto al furore dell'allenatore leccese. I tabloid danno ampio spazio a questa indiscrezione che filtra dalla stampa tedesca: secondo la versione dei fatti raccontata da ‘Sport Bild', Marina Granovskaia, braccio destro del magnate russo proprietario del club, avrebbe addirittura già preso contatti con il manager 43enne.

Perché proprio l'ex Borussia? Ad Abramovich piaceva anche Luis Enrique, ex Barcellona, ma la poca conoscenza della lingua inglese ha giocato, finora, un fattore determinante nella scelta del prossimo allenatore.