Di carattere, di voglia e di grinta, il Napoli, sotto una pioggia battente, specie nella ripresa, fa sua una partita divenuta quasi impossibile. Sotto di un gol, grazie ad una rete nel primo tempo di Kouamé, infatti, i ragazzi di Ancelotti ribaltano tutto con Fabian Ruiz e, quasi allo scadere, con Raul Albiol che propizia l'autogol di Biraschi, su palla inattiva, rimediando una vittoria esterna dall'immenso peso specifico, specie per come alla fine è arrivata.

Con un campo pressoché impraticabile ed una taglia fisica in meno rispetto ai rocciosi genoani, infatti, Insigne e soci buttano il cuore oltre l’ostacolo e, snaturando il proprio modo di intendere il gioco, fatto di palla a terra e fraseggi stretti, alzano la sfera, accettano la battaglia ed ottengono prima il pari e poi il colpo del Ko delineando i contorni di un’impresa, al 58’, nell’atto della sospensione del match, davvero impensabile. Personalità e grinta, ed anche un pizzico di fortuna, al servizio del risultato anche in condizioni, per usare un largo giro di parole, avverse.

Hysaj in apnea, Lazovic lo scavalca spesso. Kouamé segna

Il gioco delle corsie, nel primo tempo, sembra, se non in completo controllo del Genoa da una parte e dall’altra del campo, almeno più efficace per i padroni di casa. Ed il gol del vantaggio di Kouamé, al terzo traversone di fila dalla destra, mostra chiaramente il concetto. Romulo crossa dalla fascia, Hysaj non chiude bene, e l’ex Cittadella, dall’altra parte del campo, si inserisce proprio dietro le spalle del #23 e, prontissimo, alla Piatek per intenderci, infila la porta di Opsina. Un segno, tangibile, delle difficoltà del terzino albanese incapace poi per buona parte del match di fronteggiare adeguatamente il suo dirimpettaio Lazovic e, pure, di spingere ed accompagnare la manovra come dovrebbe, ovvero: con maggiore costanza e qualità. Il tutto, per una sfida da dimenticare ed un confronto, come detto, sempre (o quasi) appannaggio del #22 rossoblù.

I Polacchi non funzionano: bocciati su tutta la linea. Fabian Ruiz rimedia

Un primo tempo può bastare per farsi un’idea e decidere di porre rimedio a prestazioni di certo lontanissime da quelle attese. È, in sostanza, quello che accade al ‘Ferraris’ con Zielinski e Milik, scelti nella logica del turnover a causa del loro scarso impiego col Psg in Champions, troppo brutti per essere veri: in serata no. Insomma, il tandem polacco non premia le decisioni iniziali del proprio tecnico, anzi. Il primo, difatti, si perde in astrusi dribbling e nella labirintite generata dal suo narcisismo, con Romulo bravo a superarlo nel duello individuale più e più volte, ed il secondo incapace di convertire in rete anche il più facile dei suggerimenti al centro del solito Callejon. Troppo per la pazienza di Carletto, e anche per quella dei supporters azzurri, con l’intervallo che, per Milik e Zielinski, si trasforma in triplice fischio finale: i polacchi restano negli spogliatoi.

Mentre uno spagnolo, all’anagrafe Fabian Ruiz Pena, entra, si posiziona sulla sinistra e, malgrado le difficoltà di un campo ai limiti della praticabilità, segna e impatta un match divenuto, anche grazie alle condizioni metereologiche, da missione impossibile.

le posizioni medie in campo di Genoa e Napoli (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie in campo di Genoa e Napoli (whoscored.com)

Hamsik bene in regia, non male anche Veloso

In mezzo al campo, dove il groviglio di gambe e di talento è sempre tanto, i registi di serata ben figurano (fino al 60′, quando si gioca ancora a calcio) malgrado il campo viscido, la pioggia e gli interditori avversari. Hamsik e Miguel Veloso, a proposito, prima presenza per lui dal primo minuto di gioco, fanno girare bene le squadre con lo slovacco, soprattutto nella difficile prima frazione dei suoi, una spanna sopra il lusitano per visione, qualità di palleggio e precisione nei passaggi. Il #17, oggi alla presenza numero 513 con la casacca partenopea, gioca bene, elude spesso la marcatura a uomo di Kouamé, legge bene i movimenti dei compagni e palesa, anche al ‘Ferraris’, anche nella ambasce affrontate da lui e dal suo Napoli, la sua avvenuta trasformazione, metamorfosi in perfetto playmaker, in efficace metronomo capace di scandire al meglio le battute campane, anche quando non tutto gira per il verso giusto.

Kouamé mai domo: in pressing su Hamsik, affronta con voglia Koulibaly

Il Genoa, e la sfida di stasera ne dà l’ennesima prova, ha acquistato davvero un bel calciatore, ovvero: Christian Kouamé. Il levriero ivoriano, infatti, anche contro il Napoli mette in vetrina tutte le sue qualità quali: grande determinazione, velocità, voglia, dribbling ed una faccia tosta che, a questi livelli, serve sempre. Eppure, il gol non era proprio nei piani del suo tecnico che, a rischio esonero, lo francobolla su Hamsik con la speranza che il suo #11 possa essere in grado di limitarne raggio d’azione e geometrie con, in più, il compito di aggredire la profondità e servire il più prolifico Piatek. Kouamé però, decide di andare oltre e, al di là delle consegne di Juric, assolve ai suoi doveri con una rete, anche su indecisione di Hysaj con Albiol non esente da colpe, davvero importante. Con questa sua firma l’ex Cittadella arriva a quota 2 reti e 3 assist in campionato, mette il suo zampino nell’ennesima segnatura dei suoi e dimostra il suo peso specifico negli equilibri genoani. Anche contro Koulibaly Kouamé non si tira indietro e lotta con le sue armi: dinamismo, grinta e, pure, gol.

l’heatmap di Bessa da un lato, di Allan dall’altro (whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Bessa da un lato, di Allan dall’altro (whoscored.com)

Campo infame? Sale in cattedra Allan

Nella ripresa, quando la pioggia decide di abbattersi veemente sul rettangolo verde di Marassi, Allan capisce di dover realmente scendere in campo e riversare nel mezzo la sua solita garra. E

proprio nel secondo tempo, il brasiliano dà il meglio di sé riuscendo a vincere una buona dose di contrasti, anche contro il roccioso Omeonga, propiziando il pari di Ruiz, sempre con un uno contro uno fisico sulla fascia destra, e congedandosi come meglio non potrebbe per il suo primo volo intercontinentale verso il Brasile e la casacca della Seleçao.

Tabellino e voti

Genoa (3-4-1-2) #97 Radu 6; #14 Biraschi 5-, #17 Romero 6, #4 Criscito 6; #88 Hiljemark 6 (Dal 78’ Mazzitelli s.v.), #8 Romulo 6+ (Dal 90’ Pandev s.v.), #44 Miguel Veloso 6+ (Dal 58’ Omeonga 6), #22 Lazovic 6.5; #24 Bessa 6; #11 Kouamé 7, #9 Piatek 6. A disposizione: #23 Russo; #3 Gunter, #87 Zukanovic, #5 Lisandro Lopez, #33 Lakicevic; #18 Rolon, #32 Pedro Pereira, #15 Mazzitelli, #40 Omeonga; #45 Iuri Medeiros, #19 Pandev, #10 Lapadula. Allenatore Ivan Juric 6

Napoli (4-4-2) #25 Ospina 6; #23 Hysaj 5 (Dal 80’ Malcuit s.v.), #26 Koulibaly 6.5, #33 Raul Albiol 6.5, #6 Mario Rui 6; #7 Callejon 6, #5 Allan 7-, #17 Hamsik 6.5, #20 Zielinski 5- (Dal 46’ Fabian Ruiz 7); #24 Insigne 6.5, #99 Milik 5 (Dal 46’ Mertens 6). A disposizione: #27 Karnezis, #22 D’Andrea; #19 Maksimovic, #31 Ghoulam, #2 Malcuit, #13 Luperto; #8 Fabian Ruiz, #42 Diawara, #30 Rog; #11 Ounas, 14 Mertens. Allenatore Carlo Ancelotti 7