Un acquazzone di pochi minuti e il campo di Marassi si trasforma in qualcosa di molto simile a una palude. E' la solita storia, è successo anche in occasione della partita contro gli azzurri. Dopo una sospensione di circa un quarto d'ora l'arbitro Abisso ha deciso che la sfida poteva continuare ma la realtà dei fatti – basta dare un'occhiata alle immagini – è che il terreno era impraticabile e soprattutto una specie di trappola per i calciatori. Impensabile controllare la sfera oppure disegnare passaggi e costruire la trama offensiva. Quasi impossibile mantenere l'equilibrio nei contrasti, col rischio – com'è successo su Mario Rui e poi su Romero – di farsi male. Eppure, nonostante tutto, il direttore di gara ha scelto di proseguire quando sarebbe stato più giusto interrompere l'incontro. Chi ha vinto? Il Napoli, 2-1 con Fabian Ruiz chirurgico nel piazzare il pareggio e poi su autogol.

La sospesione. E' il 58°, il Genoa in vantaggio per 1-0. Sul capoluogo ligure si scatena un violento temporale e nel giro di pochi minuti il manto erboso dello stadio Ferraris diventa un acquitrino. L'arbitro Abisso fa un rapido consulto con i suoi collaboratori e decide che la gara contro il Napoli va sospesa. Fa segno ai capitani, mimando il time-out, e invita le squadre a fare rientro negli spogliatoi. Il diluvio, intanto, ha reso alcune zone del terreno di gioco impraticabili a causa di evidenti pozzanghere.

Il sopralluogo e la decisione di tornare in campo. Poco dopo, la pioggia cala d'intensità fino a termine e, trascorsi poco più di una decina di minuti, arriva il sopralluogo da parte del direttore di gara per valutare le condizioni del manto erboso e per decidere se riprendere o meno, tenendo conto dei rischi per l'incolumità dei calciatori. La partita ha inizio di nuovo: si riparte dal fallo laterale che va a battere Romulo ma sono palesi le difficoltà di controllare il pallone che rotola frenato dall'acqua oppure rimbalza male.