Il sogno Serie A per gli uomini di Venturato si è appena infranto col Cittadella, sia pure reduce da undici risultati utili consecutivi, fuori dalla lotta per la massima serie per via della peggiore classifica nei confronti del Frosinone di Longo. Un pari amaro, quello della semifinale al Benito Stipre quindi ma che non guasta né pregiudica il giudizio sulla stagione dei veneti che, anche quest’anno, si sono segnalati come una delle rivelazioni del campionato cadetto.

Il sogno però, per molti ragazzi di scena al Tombolato potrebbe realizzarsi ugualmente con tanti talenti, da Varnier a Vido (con tutta probabilità richiamato a Bergamo per il prossimo anno), da Chiaretti a Kouame, cercati da formazioni di categoria superiore. E proprio a quest’ultimo, all’attaccante ivoriano, vogliamo dedicare uno spazio privilegiato col giovane granata fra i gioielli più ricercati del forziere del presidente Gabrielli.

Gli inizi, l’Inter non ci crede e ora si morde le mani

Nato ad Abidjan in Costa d’Avorio nel 1997 Christian Kouame cresce nella città di Bingerville a 20 chilometri dalla capitale dove s’innamora, guardando Drogba e la sua nazionale, del pallone. Lì, non certo ricoperto d’oro ma nemmeno in piena povertà, trascorre i primi 14 anni della sua esistenza fra studi, scuola ed un pallone sempre in mente, sempre a portata di mano, sempre presente nei pomeriggi caldi e afosi dell’Africa occidentale. Ma proprio lì, nella sua casa, nella sua città (o quasi), arriva la svolta, il provino decisivo, l’incontro, tutto fra Under 14, risolutivo. Lo scout e uomo mercato Paolo Toccafondi, infatti, in uno dei suoi molteplici viaggi in Costa d’Avorio, con l’aiuto dell’ex calciatore Ghislain Akassou, con un passato in Italia con Pistoiese e, appunto, Prato, organizza una partita tra giovani promesse di una scuola calcio locale. Ovviamente, Kouame è della gara e, proprio in quel contesto, folgora Toccafondi guadagnandosi un biglietto di sola andata per il Belpaese: destinazione Toscana, destinazione Prato.

In Italia, gli step sono serrati: giovanili dei toscani, poi prestito al Sassuolo, dove gioca 23 gare con 4 gol, rientro alla base, 15 presenze ed esordio fra i professionisti nella Coppa Italia di Lega Pro nell’agosto del 2015 contro il Siena, gioca 15 gare con 2 assist con mister Petrillo e poi, l’ennesima chance, l’Inter, a stagione in corso stavolta.

All’arrivo in nerazzurro Kouame sembra aver definitivamente sfondato, il sogno di diventare un calciatore importante in un club di vertice è vicino. Peccato però che i quattro mesi agli ordini di Vecchi, con 3 reti in 19 caps, non convincano l’Inter a investire su di lui col Prato che lo vede far ritorno a casa. Ma la chance della vita, nelle sliding doors del fato, dopo i no di club di A come Sassuolo e Inter, è dietro l’angolo: nel luglio del 2016 il Cittadella, con la formula del prestito con diritto di riscatto lo porta in Veneto e dà il via all’ascesa del classe ‘97.

Annata speciale, in doppia cifra per la prima volta

E proprio qui, in un contesto nuovo ma anche con la fiducia di tutti ed un calciatore in particolare, Scaglia, che gli fa da chioccia, da fratello maggiore, Kouame dimostra tutto il suo potenziale. Esordisce a settembre contro il Novara, sigla la sua prima rete in cadetteria nella gara interna vinta per 2-1 sul Latina per poi ripetersi, dopo un serio infortunio (lacerazione tendinea) nel novembre del 2016, nel marzo dell’anno successivo dopo un lungo periodo di digiuno. Ma è in questa stagione che l’attaccante di Abidjan spicca il volo: 13 gol, altrettanti assist e ben 2.953’ di gioco spalmati in 47 gare totali. Una stagione da incorniciare, salvo per il risultato di squadra, comunque importante, che lo proietta nel novero dei migliori interpreti della categoria con, su di lui, le migliori compagini della Serie A, come, ad esempio, l’Atalanta notoriamente terra felice per giovani di successo e dalle ampie prospettive.

Doti tecniche, un mix fra Gervinho e Drogba?

Tecnicamente Kouame è un calciatore che deve ancora limare qualche fondamentale. Di certo però, non siamo di fronte ad uno sprovveduto anzi, con la palla l’#11 granata ci sa fare eccome ma alcuni suoi movimenti non sono ancora naturali e plastici come dovrebbero. Ma le incertezze, per un prospetto simile, terminano qui con tanti punti di forza a fare la voce grossa e prendere il sopravvento sui suoi ‘contro’. I pro, difatti, sono sterminati: velocità, progressione, gamba, dinamismo, bravura sotto porta, dribbling, forza nelle gambe ed una voglia ed una professionalità, uniche. Insomma, un mix, volendo esagerare, fra Drogba e Gervinho, sognando l’idolo Eto’o, al quale Christian ha dichiarato di ispirarsi, con la capacità, per parlare di tattica, di giocare da prima punta, fisico possente benché longilineo e asciutto da 185 cm, da seconda punta ma anche da esterno in un 4-3-3, a destra o, ancora meglio, a sinistra dove può convergere ed impiegare il suo poderoso destro.

Valore di mercato, il Cittadella ha l’acquolina in bocca

L’Atalanta ma anche le altre big che lo seguono, la Juve su tutte, devono rivedere un po’ il piano dei costi per poterlo prelevare dal Cittadella. E sì perché il milione di euro, benché in ascesa rispetto alle poche migliaia di euro di Prato, non rappresenta affatto né la forza, né le potenzialità del ragazzo che, al momento, sembra poter diventare una saetta, un craque, una freccia nella faretra di molti club. Un milione, forse, potrebbe servire solo per sedersi intorno ad un tavolo con la società veneta con una quotazione da dieci, ovviamente milioni, forse, molto più vicina a quello che rappresenta l’investimento Kouame, un investimento poco rischioso e di assoluto valore: del resto per il Cittadella, che lo ha riscattato per soli 130mila euro dal Prato, il Roi (il ritorno dell’investimento), potrebbe essere, in campo e fuori, enorme.