Il Napoli allo stadio San Nicola di Bari per le gare della fase a gironi di Champions League. Una provocazione. L'ennesima stoccata all'Amministrazione comunale a guida Luigi De Magistris. Volontà reale oppure ipotesi ventilata. Sia quel che sia, però le parole del presidente, Aurelio De Laurentiis, accendono di nuovo i riflettori sulla questione dell'impianto partenopeo al quale il numero uno degli Azzurri ormai sembra disinteressato. Basta ascoltare le parole rese al Corriere dello Sport, nell'intervista torna sui tempi più caldi di queste settimane e lo fa da Spalato, dove si trova per partecipare all'assemblea dell'Eca (European Club Association). Il primo affondo offre elementi di chiarezza e fa da spartiacque.

Non ho intenzione di fare altre storie – ha ammesso il massimo dirigente – e preferisco costruire un mio stadio. Punto e basta. Non si può più andare avanti con questa situazione. Serviranno due anni, nessuno può dirti niente se metti i soldi tuoi e hai i terreni che sono utilizzabili per costruirci un impianto. Se ci sono queste condizioni può esserci un’accelerazione fortissima.

Nel frattempo non ha alcuna intenzione di usufruire ancora dello storico campo che ha accompagnato le gesta più belle del Napoli di Maradona, degli scudetti e della Coppa Uefa. Anzi, il boato ‘The Champions' frutto della passione dei tifosi potrebbe non avere più eco in città. De Laurentiis ha in mente un'idea: andare a giocare altrove ma senza penalizzare il pubblico partenopeo. Come? A spese sue.

Ho chiesto all’Uefa l’autorizzazione a disputare le partite di Champions League a Bari – ha aggiunto il presidente -. A costo di pagare di tasca mia 1.000 pullman e di consentire ai napoletani di assistere alle gare al San Nicola.

Dal campo alla squadra, le dissolvenze portano la discussione su un altro piano: il calendario che tra campionato e coppe obbligherà il suo Napoli a un vero e proprio tour de force scandito dalle sfide con Juventus e Liverpool, i big match più attesi. Reduce dalla brutta sconfitta di Genova contro la Sampdoria, è atteso il riscatto di Carlo Ancelotti e di un gruppo ancora in fase di ricostruzione. Un cantiere aperto nel quale si attende anche che i nuovi acquisti (Fabian Ruiz, Verdi) riescano a inserirsi quanto prima nei nuovi ingranaggi del tecnico.

Credo molto in lui e per questo l’ho fortemente voluto – ha aggiunto De Laurentiis -. Aspetterò sereno e tranquillo qualunque cosa accada. Sono più che garantito dalla sua personalità e dalle sue capacità. Ormai voglio stare tutta la vita con lui, gli ho dato in mano le chiavi del Napoli.

Nell'estate scorsa il Napoli ha respinto gli assalti ai pezzi pregiati della rosa. No alle offerte milionarie, sì alla strategia dei rinnovi che ha portato alle conferme di peedine importanti come Koulibaly. Il presidente racconta anche un retroscena su Lorenzo Insigne.

Nel suo contratto non c'è una vera e propria clausola rescissoria, diciamo che ce n'è una di tipo simbolico… un patto verbale. Con il suo agente (Mino Raiola, ndr) abbiamo concordato che se ci viene fatta un’offerta da 200 milioni possiamo anche cederlo.