La stagione 2017/18 con un freddo febbraio che si avvia alla conclusione, sta entrando nel vivo con, in campo internazionale, gli ottavi di finale di Champions ed Europa League e, in ogni singolo torneo nazionale, dalle 24 alle 28 partite a referto. Un considerevole quantitativo di gare che, dunque, consentono un primo, parziale bilancio di questa annata allungata con, come piatto finale, come portata più succulenta la rassegna iridata in Russia nei prossimi mesi di giugno e luglio.

E così, in questo tempo intermedio, in questo intervallo fra la speranza di molti club di trionfare e la reale assegnazione dei titoli in palio, ecco una approfondita rassegna sui migliori portieri del momento. Quelli cioè che, aiutati dalle loro retroguardie, hanno messo insieme più clean sheet, gare sena subire reti, in questa abbondante parte di stagione.

Jan Oblak: saracinesca d’Europa

In testa a questa specifica graduatoria delle saracinesche d’Europa, troviamo il portierone dell’Atletico Madrid Jan Oblak. E sì perché il numero #1 dei Colchoneros, degno erede della buona tradizione degli estremi difensori sloveni, inaugurata con Jasmin Handanovic e poi proseguita col più noto Samir, ha totalizzato qualcosa come ben 20 gare senza subire gol in 32 sfide stagionali.

https://www.youtube.com/watch?v=dR5Hga3sesc

Un percorso netto, quasi impeccabile che lo porta nel novero dei migliori baluardi difensivi del panorama calcistico internazionale e ne confermano l’avvenuta consacrazione. Una esplosione già da tempo in atto con però, questi numeri, fatti anche dal 62,5% di partite nel quale resta imbattuto e da un gol al passivo ogni 192’ di gioco, che lo esaltano e lo segnalano, definitivamente, al grande pubblico.

il ranking dei migliori 6 portieri per clean sheet di questa stagione (Transfermarkt.it)
in foto: il ranking dei migliori 6 portieri per clean sheet di questa stagione (Transfermarkt.it)

Il Barça può star tranquillo: il suo ultimo baluardo è Ter Stegen

Al suo fianco, sempre in terra spagnola, sempre nella fertile Liga, trova posto il tedesco Ter Stegen. E sì perché il talento teutonico in forza al Barcellona, disponendo di una barriera difensiva non indifferente, è riuscito, almeno finora, a figurare fra i portieri al top di rendimento nel ‘Vecchio Continente’.

E infatti i suoi 19 clean sheet in 33 sfide sono la testimonianza più viva e reale di un duplice risultato: impermeabilità del pacchetto arretrato di Valverde e prodezze dell’ex Borussia Mönchengladbach. Prodezze da calciatore importante, che attenta la titolarità vista mondiale di Neuer, prodezze da primato, come quello del suo Barça.

https://www.youtube.com/watch?v=zNCXIeO0eKM

De Gea terzo, ma solo per un soffio

In terza posizione, invece, troviamo il portiere del Manchester United David De Gea. Pur disponendo dello stesso score del predetto Ter Stegen, infatti, l’estremo difensore dei ‘Red Devils’ è costretto a scivolare più in basso per una percentuale di imbattibilità leggermente inferiore. E infatti agli stessi clean sheet, 19, lo spagnolo deve aggiungere un numero di gare più elevato rispetto a quelle del tedesco, 34 a 33, con la conseguente percentuale reale di gare senza gol al passivo che quindi si abbassa e diventa di poco inferiore: 55,9% rispetto al 57,6 del ‘catalano’. Un ‘cavillo’ che lo condanna al terzo posto ma che non macchia in nessun modo la sua ennesima brillante stagione a difesa dei legni di Old Trafford e di una delle squadre più amate e ambite del pianeta.

Areola e tanta Serie A: Reina e Donnarumma nei top 5

Ai piedi del podio, invece, rintracciamo, per proseguire nel solco dei portieri di vertice, un triumvirato di numeri #1 niente male capaci di totalizzare lo stesso quantitativo di match senza raccogliere il pallone in rete divenendo fra i migliori esponenti fra i pali di questa annata edizione 2017/18.

https://www.youtube.com/watch?v=TPb6x_GMI7I

Areola, la nuova certezza del PSG

E così, in questo gruppetto di tre portieri con numeri e destini simili, ecco spuntare una delle sorprese più piacevoli di questo elitario e ristretto club. Nello specifico, parliamo di Alphonse Areola che, in questo momento storico, ha scalato le gerarchie del tecnico Emery  ponendosi come indiscusso titolare della corazzata Paris Saint Germain. Eppure, ad inizio anno, il suo doveva essere un impiego centellinato con, al suo posto, il tedesco Trapp. E invece, la sorte ma anche le ottime prestazioni dell’ex Villarreal gli hanno consentito di mettersi in evidenza e conquistare, a 25 anni (compiuti ieri), una certa stabilità. Una stabilità da 17 clean sheet in 33 sfide, da un abbondante 51,5% di imbattibilità difensiva abbinata ad una rete al passivo ogni 115’ e ad un valore di mercato, ora a 15 milioni di euro, in netta ascesa. Insomma, al di là degli obiettivi che potrebbe o non potrebbe raggiungere la compagine transalpina, Areola custodirà un ottimo ricordo di questa splendida stagione: la stagione del suo personale riscatto.

Reina e Donnarumma, ai vertici della Serie A

Dopo tanta Liga, Premier e Ligue 1 ecco arrivare la nostra Serie A. Eppure, a spuntare in questa specifica dimensione statistica non ritroviamo la solita Juventus titolare, nelle ultime stagioni, della miglior difesa del campionato ma Napoli e Milan. E infatti, come dicevamo, un po’ a sorpresa, ecco giungere nei top 5, precisamente nella quarta casella dello specifico ranking, Reina e Donnarumma. Due interpreti diversi del ruolo, due calciatori dall’esperienza e dall’età anagrafica differente ma che, con due pacchetti arretrati dissimili, uno solido fin dall’inizio, l’altro divenuto efficace negli ultimi mesi, hanno realizzato cifre quasi identiche: 17 turni di imbattibilità, con lo spagnolo però, leggermente più avanti rispetto al suo giovane omologo con una percentuale di clean sheet del 48,6 a fronte del 45,9 del baby-prodigio rossonero.

le ultime gare targate Milan, solo 3 reti subite in campionato (Transfermarkt.it)
in foto: le ultime gare targate Milan, solo 3 reti subite in campionato (Transfermarkt.it)

Una semi-impresa per il classe ’99 capace, con Gattuso in panca, di recuperare dopo un avvio difficile sviluppando, nel 2018 (3 gol in 10 sfide totali), una retroguardia difficilmente perforabile: non a caso, le ultime 5 vittorie meneghine, sono avvenute con Donnarumma privo di gol al passivo.