Con già 7 giornate di campionato a referto, sono fra i più deludenti della Serie A. Parliamo, nello specifico, di quei calciatori che, pur profumatamente stipendiati, non riescono, per diversi motivi, a rendere per quanto sono pagati. Dal flop Bonucci – passato dal Milan alla Juventus -alla delusione Higuain ecco i fiaschi di questo inizio di stagione edizione 2017/2018.

La strana parabola di Bonucci.

Acquisto più caro della torrida estate 2017, fiore all’occhiello della campagna di rafforzamento del Milan e, ora, pochi mesi dopo, autentico problema in casa rossonera. Parliamo di Leonardo Bonucci in grado, col suo arrivo, di spiazzare tatticamente il proprio tecnico Montella in costante bilico fra difesa a 3 o a 4 e di dare meno di quanto ci si aspettasse. Un problema, al di là dei sistemi di gioco, anche sul rettangolo verde con l’ex Juventus che, pur chiamato a schermare, a blindare, a fortificare la porta del giovane Donnarumma, non si sta disimpegnando al meglio nella nuova realtà con tante partite sottotono, 10 gol subiti dai suoi ed un rendimento medio, secondo le statistiche targate Opta, di appena 5.79.

Una produttività assolutamente non in linea con quanto immaginato e ancor meno coerente con l’assegno, 7.5 sonanti milioni di euro, che il Milan corrisponde al suo neo-capitano. Il tutto, con la palma, tutt’altro che invidiabile, di talento più deludente di questa alba della nuova stagione ma con la possibilità, con ancora tantissime partite in calendario, di potersi facilmente riscattare.

1 milione e 875mila euro per gol, lo score di Higuain.

Ha segnato 3 reti in 7 gare di campionato e si è pure sbloccato in Champions League nell’ultimo incontro continentale con l’Olympiakos. Tuttavia, Gonzalo Higuain non può non essere inserito in questa poco nobile lista con un apporto alla squadra sicuramente inferiore alle sue doti, al suo retaggio sotto porta ma anche alle sue spaventose medie di realizzazione in Serie A (0.65 gol a partita) e, cosa non del tutto secondaria, al suo ingaggio.

I 7.5 milioni di euro che intasca dalla Juventus, infatti, al netto di una condizione che storicamente arriva più tardi rispetto ai suoi compagni o ad un modulo leggermente differente e che premia maggiormente Dybala, dovrebbero esaltare il “Pipita” che però, per tutta risposta, non brilla malgrado un voto medio di 6.12 a partita.

Una media di sicuro accettabile ma lontana anni luce dai danari investiti dalla “Vecchia Signora” con un gol, considerata solo la stagione in corso, che costa 1 milione e 875mila euro a realizzazione (240mila euro circa sui 36 totali).

Donnarumma troppo poco per uno stipendio così pesante.

Quasi acquisto del nuovo corso del Milan e della nuova proprietà meneghina con un rinnovo di contratto estivo di difficile gestazione, Gigio Donnarumma, numeri alla mano, si presenta come secondo peggior calciatore della Serie A per rendimento in relazione al suo oneroso ingaggio.

E sì perché pur senza errori marchiani, come ad esempio quello fatto vedere lo scorso anno a Pescara, il numero #99 rossonero forse condizionato dai 10 gol al passivo, risulta fra i meno affidabili estremi difensori del torneo con un rating medio a partita di 5.86, davanti solo al non impeccabile Scuffet ed appena dietro all’impreciso Reina. Uno score non proprio lusinghiero per un autentico fenomeno dei pali che, a 18 anni, già percepisce 6 pesanti milioni di euro.

Cercasi Marek Hamsik, avvio di stagione non al top.

Il record all-time di realizzazioni col Napoli è vicino (Maradona è appena ad 1 gol di distanza), la sua squadra è prima, gioca un gran calcio e sta polverizzando record su record. Ciò nonostante, Marek Hamsik sta ottenendo tutto questo senza il solito, ormai consueto contributo alla squadra. E sì perché in stagione lo slovacco, prestazione col Cagliari a parte, sembra essere ancora in ritardo di condizione rispetto ai suoi compagni di squadra con una media di utilizzo in campionato di 71.2’ di gioco per match, 5 sostituzioni in 7 gare, 1 solo assist, 1 sola rete ed un fatturato, rispetto alla scorsa stagione, di -2 gol.

Il tutto, con un voto medio striminzito, appena sufficiente di 6 e 3.5 milioni di euro di retribuzione annua che pretendono un maggior coinvolgimento in campo del numero #17, dell’anima del San Paolo, ah già, del quasi recordman di gol col Napoli Marek Hamsik.

Reina 2.5 milioni di euro ed un voto medio di 5.93: non ci siamo.

A chiudere, troviamo un altro emblema del Napoli, un altro uomo spogliatoio non proprio assoluto protagonista di questo fantastico inizio di stagione napoletano. Il riferimento è a Pepe Reina che, di papere in questo avvio di annata, ne ha fatte tante. Dalla Champions alla Serie A, infatti, le incertezze (il contratto non ancora rinnovato c’entra qualcosa?) non sono mancate con diverse indecisioni che sono costate qualcosa alla sua squadra.

Eppure, nel gruppo è sempre più importante. Per il pubblico è sempre un punto di riferimento mentre per le statistiche, irriguardose e fredde, rimane fra i peggiori estremi difensori della pista: media voto di 5.93 con un bell’ingaggio da 2.5 milioni di euro. Alla fine, età, contratto, scusanti o altro, il gioco, nell’azienda calcio, è tutto lì: rendere per quanto si vale o passare ad altro, anzi, ad altri, Reina avvertito.