Non è solo uno degli acquisti più onerosi della storia del calcio ma anche uno dei calciatori più decisivi del pianeta. Il suo nome? Ovviamente Cristiano Ronaldo o, se volete, mister Pallone d’Oro, 5, mister Champions League, 5, e giocate stellari. Un talento straordinario che, proprio in questo momento, sta mettendo in apprensione staff tecnico e tifosi bianconeri per un problema muscolare che potrebbe costargli l’andata dei quarti di finale della Champions League con l’Ajax. Un’assenza pesante proprio per il suo pedigree, per la sua carriera pregressa ma anche per i numeri statistici che il lusitano sta mettendo insieme in questa sua prima annata in Italia. Numeri impressionanti e che lo rendono campione unico, ecumenico, cosmopolita. Un campione immune ai cambiamenti o alle diverse latitudini e capace di imporre la sua qualità ovunque.

Una qualità che viene fuori anche per via di un carattere forte che vive di furore agonistico, rabbia e voglia. Quella che lo guida alla ricerca, matta e disperata, del gol e della soddisfazione personale. Con, ovviamente, una caterva di tiri a referto. È lui, infatti in Serie A ad avere la ‘palma’ di tiratore per eccellenza con un bel divario sugli altri. Scopriamo insieme, i cecchini, gli ‘sparatutto' del nostro campionato quando siamo nell’immediata vigilia della 30esima giornata.

CR7 al top: 118 conclusioni totali in 26 gare

Al top di questa eloquente graduatoria che lascia intendere quali sono oggi i calciatori maggiormente in grado di calciare verso la porta avversaria, troviamo il predetto Cristiano Ronaldo. Che, nel nuovo contesto, non sembra aver subito alcun calo nella curva del suo eccezionale rendimento. Tanti gol, 19, tanti assist, 10, ma anche qualcosa come 118 tiri totali in 26 sfide e 2239 minuti di gioco.

Che significano quasi 4 conclusioni e mezzo a partita, una ogni diciannove giri di orologio ed una certa precisione: circa 64 tiri, difatti, terminano nella cornice dello specchio della porta. Insomma, CR7 è una garanzia ma anche un cecchino impeccabile che punta al bersaglio grosso sempre. Quasi come una sorta di magnetico richiamo a cui lui, anche in Serie A, non può sottrarsi.

Dzeko e Quagliarella sul podio sì, ma agli antipodi in zona gol

In seconda e terza posizione, ma con destini realizzativi del tutto differenti, troviamo Quagliarella e Dzeko capaci di rivelarsi pericolosi e pure prolifici. Almeno sul piano delle conclusioni. Eppure, come per provare che non sempre chi calcia con maggiore frequenza poi trova tanti gol, sul secondo gradino del podio c’è Edin Dzeko. Uno dei motivi dell’attuale crisi della Roma. Il bosniaco, finora, non ha mai segnato in gare casalinghe in campionato, ha messo a referto solo 7 reti totali al netto di un bagaglio di tiri da ben 81 tentativi equamente suddivisi: 40 nello specchio, 41 fuori in 1860’ di gioco. Insomma, conclude con insistenza ma senza troppa fortuna vanificando i suoi sforzi e quelli dei suoi compagni. Ora, in un tunnel davvero molto lungo e profondo.

Tutt’altra storia, invece, per il bomber della Sampdoria Quagliarella che, in questo momento storico, sta vivendo un periodo davvero molto felice. Il cannoniere dei liguri, a 36 anni e due mesi circa, è ‘pichichi’ della Serie A a quota 21 gol, si è ripreso la casacca della nazionale, con tanto di doppietta di rigore al Lichtenstein e, pure, si laurea terzo ‘sparatutto’ del torneo. Con 80 tiri scoccati in 2413’ di gioco e 28 presenze totali. Ottanta tiri di cui, tanto per restituire l’attuale stato di forma dell’attaccante stabiese, un quarto abbondante in rete, nel fondo del sacco.

Insigne e Piatek nella top 5: 156 tiri in due

A chiudere la top 5 dei maggiori tiratori del campionato, ci sono poi Piatek e Insigne. Due calciatori differenti per caratteristiche: fisiche, morfologiche e tecniche, ma anche di posizione, ma che comunque condividono la voglia di provare a far male e calciare verso la porta rivale. Ben 156, in due, sono le conclusioni totali tentate da entrambi con un bottino, anche qui, globale, di 28 segnature per una differenza minima in termini di tiri a referto: 79 per il polacco, 77 per l’azzurro. Insomma, diversi sì, ma non troppo, la porta la vedono e la cercano con grande tenacia, a tratti, ostinazione.