La forza della Juventus risiede anche nella sua capacità di immaginare il prossimo futuro è di forgiarlo: in sostanza, di programmare le stagioni venture a partire dai propri settori giovanili. E in questo, negli ultimi anni, nessuno pare imitare la strategia bianconera nello sviluppo delle giovani leve. Basti pensare alla seconda squadra, quella Under 23 che è oggi gioca in Serie C.

Basti pensare, sempre a titolo esemplificativo, alla storia del giovane portiere, ora alla Sampdoria, Emil Audero. Un estremo difensore nato, coccolato e cresciuto proprio nella cantera della ‘Vecchia Signora’ e che oggi con i blucerchiati sta bruciando qualsiasi tappa e, pure, qualche discreto record. Nessun numero uno doriano, infatti, nella storia del club ligure era riuscito a mantenere inviolata per così tempo la porta della Samp con sole quattro reti subite nelle prime nove gare di campionato e mai, nella sua breve carriera, il numero #1 di orgini indonesiane aveva respinto tante conclusioni: quasi l’87% dei tiri al suo indirizzo. Un rendimento straordinario, figlio dell’attenzione difensiva della retroguardia di Giampaolo ma anche dei guizzi, delle prodezze e del talento del classe ‘97 di Cumiana. Un talento che punta in alto e che ora, è tornato di nuovo nel mirino della squadra che lo ha allevato: la Juventus di Allegri e Paratici.

Gli inizi al Cumiana, fino all’esordio in A

Emil Audero, 192 cm per 83 kg, nasce a Mataram il 18 gennaio 1997 da papà indonesiano e mamma italiana. All’età di un anno però, il piccolo Emil si trasferisce in Italia, a Cumiana in provincia di Torino. E proprio qui, in questo centro di 8mila anime, il ragazzino cresce e si appassiona al calcio, e sempre qui, giovanissimo, entra a far parte della scuderia di talenti dell’ex portiere dell’Empoli Marco Roccati. Prima di scegliere i pali però, come spesso accade per i baby che si avvicinano a questo sport, Emil gioca esterno nel piccolo club del suo paese: il Cumiana. Dopo la decisione di indossare i guanti, non ce n’è per nessuno. Emil assorbe tutti gli insegnamenti come una spugna, cresce anche dal punto di vista fisico e si ritaglia uno spazio importante nell’accademia di Roccati. E così, nel 2011, la sliding door della vita: Roccati lo consiglia all’ex estremo difensore della Juventus, all’epoca preparatore dei portieri dei piemontesi, Michelangelo Rampulla che, dopo alcuni provini, lo riporta a casa, a Torino nella Juve.

Qui compie tutta la trafila e, con Zanchetta prima e Grosso poi, Emil gioca tanto, si guadagna la titolarità nelle rispettive selezioni fino alla prima convocazione in prima squadra, nel derby del 30 novembre del 2014 contro i granata, e al debutto in A l’ultima giornata della stagione 2016/17 a Bologna contro il Bologna. Poi, l’esplosione in B col Venezia di Inzaghi e, come detto, oggi, a 21 anni la possibilità di misurarsi con la Serie A e capire le proprie potenzialità.

Le qualità di Emil ed il sogno di imitare Buffon

Qualcuno, forse a giusta ragione, lo vede ancora acerbo nella gestione del pallone coi piedi in sede di disimpegno o, semplicemente, di ripartenza del gioco. Poi, più nulla. I suoi limiti, almeno fino a quello che abbiamo avuto modo di vedere, infatti, finiscono qui.

Poi, si parla solo di talento, qualità, genio e colpi di reni eccezionali. E mentre tutti si concentrano su Donnarumma (ah quasi dimenticavamo, Audero ha optato per l’azzurro ed ha già vestito questi colori in 32 occasioni fra Under 15 e 21), sulle sue prodezze, ma anche sulle sue incertezze, Audero, in punta di piedi, sullo sfondo, si rende protagonista di un’annata straordinaria fatta di 5 clean sheet, 28 salvataggi, 18 conclusioni da dentro l’area parate, 10 fuori dalla sua 16 metri e ben 5 respinte sui 126 tiri nella sua direzione.

Numeri importanti che certificano la forza del ragazzo che fonda le sue fortune sulla tecnica di base, su parate pulite, limpide, precise, su ottime uscite alte, una straordinaria fisicità e, pure, una buona comunicazione con la difesa. L’obiettivo è chiaro, e anche se pare somigliare più a Zenga, quello di imitare, magari proprio nella Juventus, le gesta dell’idolo Buffon.

La Samp e l’interesse della Juventus

La Samp è, al momento, la sua casa. Ma la dimora blucerchiata, sia pure confortevole, potrebbe andargli stretta presto. Su di lui è tornata mamma Juve, e lo sta facendo con la solita audacia, anzi prepotenza. Gli accordi sono chiari: la Samp lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto pagando il trasferimento a titolo temporaneo in estate appena 1 milione di euro più 14 per l’acquisto definitivo.

Ma la ‘Vecchia Signora’, attenta da sempre a questi aspetti, si è riservata la possibilità di riprendere il ragazzo con 20 milioni di recompra. Una differenza di 6 milioni di euro che, oggi, sembrano già nelle casse dei liguri: Audero è un autentico gioiellino su cui puntare.

Valore di mercato in crescita, ed il tassametro corre

Sei, i milioni sufficienti per la Juventus per riprenderlo dopo appena un anno di prestito alla Doria, cinque, gli attuali milioni per valore di mercato secondo il portale di riferimento Transfermarkt.it. Appena tre, lo scorso anno e 300mila euro due stagioni fa. Segno di una crescita costante e di un ragazzo capace, con applicazione, determinazione ed il costante impegno in allenamento, di andare sempre avanti e cercare di mettersi in mostra anche nel calcio che conta.