"Sto meglio adesso, a 40 anni, che cinque anni fa, quando ne avevo 35". La seconda giovinezze di Gigi Buffon è in Francia, sotto la Torre, tra le fila del Paris Saint-Germain che va alla disperata ricerca della consacrazione in Europa dopo aver vinto tutto in patria. Un copione già visto dall'ex portiere della Juventus e della Nazionale. Una trama, che almeno finora, gli ha riservato un finale amaro: la Champions l'ha solo sfiorata per due volte, a Cardiff come a Kiev s'è messo di mezzo il Real Madrid (e Cristiano Ronaldo). Per due volte è giunto a un passo dal Trofeo… magari la terza sarà più fortunato. Mai dire mai, nemmeno alla sua età… ma non diteglielo in maniera convinta, vi manderebbe – amichevolmente – a comprare fruttini.

Dopo quarant'anni in Italia, non è mai facile cambiare la propria vita – ha ammesso Buffon in un'intervista a France Football -, si ha la tendenza ad accontentarsi della propria situazione. L'unica cosa che mi preoccupava era che tipo di accoglienza avrei ricevuto. Eppure, io sono l'esatto opposto. Mi piace mettermi in gioco, sono una bestia da competizione, mi piace migliorare sempre, affrontare le difficoltà e provare a superarle.

In Italia ha fatto la storia in Serie A e ha scritto pagine importanti anche nel corso della sua esperienza in Nazionale. L'esperienza al di là delle Alpi, in un club che al tavolo della Coppa vuole accomodarsi da protagonista, è l'appendice di una carriera ricca di soddisfazioni. E non è ancora finita…

Sto meglio rispetto a quando avevo 35 anni – ha aggiunto Buffon -. Sembra impossibile eppure è così. Forse succede perché ho cambiato metodo di lavoro, ma credo che alla mia età sia tutta una questione di motivazioni.

A proposito di stimoli e di motivazioni. A Parigi ne avrà una particolare: la consapevolezza – a differenza di quel che è sempre accaduto alla Juventus e in Nazionale – di non avere il posto fisso. Il tecnico, Tuchel, è stato chiaro: massima stima nei suoi confronti ma deve dare minutaggio anche ad Areola e Trapp. Morale della favola: contro Angers e poi Nimes ci sarà spazio solo in panchina per Buffon. La sua reazione? Da professionista esperto e intelligente.

In un gruppo è importante avere rispetto e stima l'uno per l'altro – ha concluso -. Il Paris Saint-Germain giocherà circa 60 partite in stagione, credo sia anche normale avere tre portieri importanti e non uno soltanto titolare.