Dopo il cartellino rosso che aveva preso nella scorsa edizione a Madrid e la successiva squalifica di tre giornate, Gigi Buffon è tornato a respirare il clima della Champions League proprio in occasione della trasferta al San Paolo, contro quella squadra con cui si era giocato lo scudetto nello scorso campionato. L'ex portiere della Juventus, dopo un primo tempo tutto sommato tranquillo, ha così dimostrato nella ripresa tutta la sua classe fermando quasi tutte le azioni della squadra di Ancelotti tranne il rigore decisivo di Insigne.

Le difficoltà del Psg

"Venire a Napoli e vincere facilmente non ho mai visto nessuno farlo – ha esordito il portiere a Sky – Qui ho vinto due volte in tutta la mia lunga carriera, e ho giocato in squadre forti. Questo vuol dire che vincere a Napoli è tutt'altro che facile. Abbiamo provato a gestire palla e partita nel primo tempo, poi loro hanno fatto un altro tipo di gara. Siamo stati compatti e bravi a lottare e a dare l'impressione di essere una squadra solida. Abbiamo avuto delle difficoltà ad inizio ripresa, è cambiato il modo di giocare del Napoli e, di conseguenza, era normale subire qualcosa".

Il sorriso prima del rigore

Nel secondo tempo si è visto infatti un grande Napoli per venti minuti buoni. Un assedio che ha portato al calcio di rigore di Insigne: "Prima del suo tiro sorridevo solo io. Lui non sorrideva, aveva altro a cui pensare – ha scherzato Buffon – Il loro gol è meritato, il pareggio va bene perché abbiamo giocato un tempo a testa. Sentire la musichetta della Champions League mi mancava perché pensavo di aver subito un torto – ha concluso l'ex Juventus – Non parlo della squalifica per le dichiarazioni post-Madrid, quella è stata giusta, ma per il cartellino rosso che mi è stato comminato a Madrid che è stato incredibile. Era importante farsi trovare pronti e dare una mano ai miei compagni, perché stasera si trattava di un match delicato".