Dopo la sfortunata trasferta del ‘Franchi’ a Firenze, per il Napoli è tempo di un altro volo, stavolta, continentale. Verso quella Europa League che, ora, è l'obiettivo principale di una stagione, fra alti e bassi, che potrebbe chiudersi senza importanti punti esclamativi. E così, mister Ancelotti, al netto di alcune naturali rotazioni all'interno dell’undici titolare, intende battere lo Zurigo ed archiviare, già in Svizzera, la pratica qualificazione.

Una qualificazione, nelle corde dei partenopei, ma non per questo già in cassaforte proprio perché la Letzigrund Arena e l'entusiasmo degli elvetici potrebbero complicare i piani azzurri. Vediamo ora, nel dettaglio, punti chiave del match, sistemi di gioco e curiosità circa questa andata dei sedicesimi di finale della seconda manifestazione europea per Club.

Come gioca il Napoli: fitte trame e superiorità sulle fasce laterali

Volti nuovi, turnover e calciatori con differenti caratteristiche rispetto ai titolarissimi, questa sera, non modificheranno il modus operandi del Napoli di marca ancelottiana, anzi. Un Napoli, con l'addio di Hamsik, peraltro, già riveduto e corretto, in termini di trasmissione del pallone, rispetto all'inizio della stagione. Gli azzurri, dunque, forti della loro qualità tecnica, faranno leva sulle proprie capacità di palleggio, su fitte trame offensive, meno verticali da quando il #17 non siede più in regia sulla mediana, e, soprattutto, sulle fasce laterali. Lì, specie se si considera la densità che i padroni di casa faranno nel mezzo del rettangolo verde, dovrebbe potersi risolvere la gara.

le zone da dove nascono le conclusioni del Napoli (whoscored.com)
in foto: le zone da dove nascono le conclusioni del Napoli (whoscored.com)

Le sovrapposizioni dei fluidificanti, Ghoulam e Malcuit, e le doti in dribbling ed in movimento senza palla di Ounas e Callejon, saranno vitali per il sodalizio campano chiamato ad aggirare l'ostacolo e a superare la diga svizzera proprio sulle corsie, arando gli out di destra e di sinistra. Per poi, ovviamente, convergere al centro ed attivare il tandem d’attacco che, presumibilmente, dovrebbe essere composto da  Milik e Insigne.

la formazione tipo, per media voto in Europa League, dello Zurigo (whoscored.com)
in foto: la formazione tipo, per media voto in Europa League, dello Zurigo (whoscored.com)

Come gioca lo Zurigo: 4-2-3-1, compattezza centrale e assist per Odey

La formazione di Magnin, questa sera, potrà contare su più piani partita per ostruire ogni azione napoletana. Affidandosi al 4-2-3-1, modulo più utilizzato dall’ex terzino dello Stoccarda, passato in panchina, o al 3-4-1-2, impiegato in tre occasioni ma sistema che ha portato al successo nell’ultima uscita contro il Grasshoppers per 3-1 in campionato. Un modulo che dovrebbe garantire maggiore compattezza al centro e maggiori capacità di schermare la porta del 25enne Brecher. Al di là dei numeri però, sul rettangolo verde della Letzigrund Arena, ci sarà tanta voglia di ben figurare, come fatto contro il Bayer Leverkusen nel girone, battuto per 3-2, ma anche di azionare i migliori elementi della rosa, quasi tutti concentrati in attacco, stante l’assenza del terzino Ruegg infortunato, con Marchesano e Kololli, tra le linee, chiamati ad alleggerire il forcing ospite, ribaltare il fronte e ispirare per la punta 21enne nigeriana Odey.

la media passaggi eseguiti dal Napoli in stagione (whoscored.com)
in foto: la media passaggi eseguiti dal Napoli in stagione (whoscored.com)

La chiave del match: sarà attacco contro difesa. Napoli prolifico, Zurigo permeabile

Le tattiche di gioco, le strategie della vigilia e le ipotesi di svolgimento della gara devono necessariamente fare i conti con due statistiche che, per grandi linee, testimoniano la differenza, il gap fra le due compagini. Il Napoli, stante una crisi realizzativa che si protrae da qualche tempo, precisamente dalla trasferta di Liverpool, con i campani incapaci di pareggiare le 1.8 realizzazioni di inizio anno, è una armata pericolosa in avanti.

Cinquantuno, difatti, sono le segnature messe a referto sin qui per una media, da 1.6 gol per match, di buon livello. Una media in grado di spaventare gli elvetici che, peraltro, in 29 gare, hanno subito qualcosa come 39 realizzazioni palesando una certa permeabilità difensiva. Acuita, forse, anche da una condizione non ottimale col campionato svizzero, la Super League, ripreso da sole due settimane dopo la sosta invernale. E qui, fra bunker e attacchi forsennati, fra organizzazione in fase passiva e talento individuale, si risolverà la contesa.

Curiosità della sfida: prima volta per lo Zurigo, con Mazic il Napoli non passa

Lo Zurigo, questa sera, esordirà per la prima volta (ultimo precedente in un sedicesimo nella Coppa Uefa 2007/08 con l’Amburgo) nei sedicesimi di finale di Europa League contro il Napoli grazie al secondo posto nel Gruppo A con Bayer Leverkusen, Ludogorets e Aek Larnaca, mentre la formazione napoletana, fra le più temibili della manifestazione, si candida al successo proprio per come è retrocessa in El: con la ‘palma’ di club eliminato con più punti dalla Champions League, 9. Sfida nella sfida, fra cenerentole e solide realtà ma anche di tabù. Gli azzurri, infatti, non hanno mai vinto né segnato in due trasferte in Svizzera né trionfato, o pareggiato, col fischietto della gara, il serbo Mazic con due Ko contro l’Arsenal, in Champions, e Dnipro, in Europa League. Il bilancio dello Zurigo contro le squadre italiane è, invece, di due vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte con un solo ko in casa. Dato significativo e che manifesta la pericolosità della trasferta nel capoluogo del cantone omonimo. Infine, i biancoblù sono una delle cinque squadre dei sedicesimi che non aveva mai partecipato alla fase a gironi di Europa League (la nuova formula della vecchia Coppa Uefa) insieme a Dinamo Zagabria, Slavia Praga, Malmö e Rennes.