San Paolo a rischio la squalifica. La Uefa ha aperto ufficialmente un procedimento nei confronti del club azzurro per le intemperanze dei tifosi avvenute nel corso della gara di Champions contro il Liverpool. Cosa ha spinto la Federazione ad accendere i riflettori (in realtà non li aveva mai spenti…) sull'impianto partenopeo? Il lancio di fumogeni dal settore di Curva A verso la zona dello stadio nella quale erano sistemati i sostenitori inglesi è la cosa ritenuta più grave ma c'è un altro dettaglio che non è passato inosservato: l'occupazione delle scale sulle gradinate della struttura da parte degli spettatori (pratica considerata una violazione del regolamento considerate le prescrizioni sulla sicurezza).

Cosa rischia il Napoli? Il caso sarà discusso il prossimo 18 ottobre insieme alle posizioni del Paris Saint-Germain (lancio di fumogeni e incidenti tra tifosi) e della Stella Rossa (incidenti tra tifosi e cori offensivi). Lo stadio San Paolo, per il quale la Uefa ha già previsto una deroga per disputare le partite di Coppa, era sotto diffida e alla luce di quanto accaduto tutto dipenderà dal metro di giudizio che in Commissione terranno: se prevarrà la linea della severità e dell'intransigenza allora il rischio che venga squalificati e resti chiuso in occasione della gara col Psg è concreto; nella migliore delle ipotesi il Napoli se la caverebbe con una forte ammenda.

Non è la prima volta che capitano situazioni del genere. Una cosa simile era accaduta in occasione dell'incontro (sempre di Champions) con Real Madrid del 2017: allora alla società campana venne inflitta un'ammenda di 38mila euro proprio per lancio di oggetti e petardi e per l'occupazione delle scalinate. Un precedente non eccessivamente negativo che lascia uno spiraglio di fiducia per scongiurare una squalifica davvero amara e beffarda proprio adesso che il Napoli ha bisogno del fattore campo per conservare il vantaggio sulle avversarie e puntare alla qualificazione agli ottavi di finale.