Il Napoli fatica a Udine contro l’Udinese, almeno fino all'80', ma riesce ugualmente ad accorciare in classifica nei confronti della Juventus capolista mettendo al sicuro un pesante 3-0 alla ‘Dacia Arena’. La risolvono: l’uomo che non ti aspetti, Fabian Ruiz, con un tiro a giro di destro ad inizio primo tempo; la ritrovata compattezza difensiva di un Napoli che tiene botta e resiste agli attacchi dei friulani; il penalty a dieci minuti dal termine, del belga Mertens e il sigillo finale, definitivo di Rog.

Eppure, al netto di una sfida nel quale gli ospiti non si fanno preferire per qualità di possesso e gioco, gli azzurri si scoprono cinici, pragmatici, in sostanza, grande squadra e affondano una compagine bianconera fiera e, forse, immeritatamente titolare di quattro Ko di fila.

Fabian Ruiz hombre del destino, Pussetto fuori dagli schemi

Il calcio, metafora della vita, è fatto anche di fortuna e di episodi casuali che possono segnare un’intera storia o, semplicemente, una gara.

È, in soldoni, quello che accade stasera al Napoli e a Fabian Ruiz con lo spagnolo ex Betis Siviglia a subentrare per lo sfortunato Verdi, infortunio muscolare per lui, e poi a figurare fra i migliori in campo. Merito della sua applicazione, della sua qualità e di un destro a giro (ricordiamo non il suo piede preferito) da fuori area che scompagina gli iniziali equilibri e conferma la bontà della rosa azzurra: esce Verdi (appunto) ed entra mister 30 milioni di euro, al secolo Fabian Ruiz Pena.

Un talento sin qui dosato al punto giusto da mister Ancelotti e che stasera, anche grazie alla prima rete italiana per lui, ottiene forse il suo battesimo di fuoco, il ‘pass’ per fare il suo ideale ingresso nel novero dei titolarissimi. Tutt’altra storia, invece, per l’argentino Pussetto che, schierato da Velazquez tutta fascia a destra, salvo qualche rara incursione, soffre la spinta campana, subisce le incertezze della prima volta e si consegna fra i meno positivi dei padroni di casa.

Lasagna, nel riquadro di sinistra, contro Albiol e Koulibaly, nel riquadro destro (Whoscored.com)
in foto: Lasagna, nel riquadro di sinistra, contro Albiol e Koulibaly, nel riquadro destro (Whoscored.com)

Lasagna spina nel fianco, Albiol si arrangia come può

I padroni di casa, malgrado una impostazione tattica assolutamente difensiva, con Fofana, Behrami, Mandragora e tre centrali bloccati a fare scudo a Scuffet, non rinunciano ad attaccare, anzi. E così, i friulani, si affidano alla lucidità nell’ultimo passaggio del buon De Paul ma anche alla forma di Lasagna galvanizzato dal recente esordio in nazionale e da una condizione atletica straripante. Condizione, che ne esalta la forza muscolare e la velocità, capace di creare i presupposti per mettere in netta difficoltà la retroguardia partenopea con, nello specifico, Raul Albiol, molto infastidito dal continuo movimento, dallo sprint e dalla voglia dell’ex Carpi. Un ex Carpi che calcia più volte verso la porta di Karnezis, bravo il #27 azzurro in ben due occasioni su di lui, detta il passaggio, si muove con estrema continuità e fa reparto da solo.

Quinto gol nei primi 15 di gioco, Napoli super in avvio

Ad inizio stagione, specie se si rimanda alla pre-season ed alle prime due sfide di campionato, al Napoli veniva imputata una scarsa attenzione nei primi minuti di gioco. Un approccio cioè troppo molle, leggero e non utile alla squadra chiamata, poi nella ripresa, a rimediare ai problemi emersi nella prima frazione di gioco. Oggi, invece, tutte queste difficoltà sono state spazzate via dal lavoro di Ancelotti bravo a condurre i suoi ad un impatto differente nei primi istanti della partita con la gara di Udine a certificare l’avvenuto cambio di passo campano: la rete di Fabian Ruiz al 14’ porta in dote al Napoli il quinto gol su 18 totali nel primo quarto d’ora di gioco.

De Paul positivo: qualità e grinta ma non basta

Se il calciatore di maggiore qualità della tua squadra rincorre gli avversari fino in capo al mondo, c’è di che essere orgogliosi. Al di là del risultato, infatti, Velazquez può dirsi soddisfatto della mentalità inculcata nei suoi con De Paul icona, leader tecnico ed esempio da emulare per la sua squadra. Ma l’argentino non è solo corsa e quantità ma anche tanta, tantissima qualità col #10 bianconero protagonista di una gara di altissimo livello, proprio contro il Napoli che lo vorrebbe con sé già a gennaio, di sostanza, da primo firmatario dei grattacapi azzurri e deuteragonista perfetto nell’attacco friulano. Dribbla, serve assist, recupera palloni, lotta, ribalta il fronte e si conferma motore principale della trame d’attacco della buona Udinese, sia pure sconfitta, del patron Pozzo.

la mappa di tiro, e dei passaggi, di Milik e Mertens (Whoscored.com)
in foto: la mappa di tiro, e dei passaggi, di Milik e Mertens (Whoscored.com)

Mertens-Milik, intesa complicata. Samir e Nuytinck controllano

Se da una parte del campo c’è un attacco che pare conoscersi a memoria, già rodato e buono per ogni evenienza, dall’altra parte del rettangolo verde, sponda Napoli, MilikMertens faticano a trovarsi. E fanno fatica anche per una naturale considerazione numerica: insieme, prima dell’incontro della ‘Dacia Arena’, solo 112’ di gioco. E tutta questa desuetudine nel mostrarsi teste di ponte del club campano viene subito fuori dall’inizio del match con le sortite offensive organizzate dal belga e dal polacco raramente capaci di trovare impreparati Samir, Nuytinck e Opoku, subentrato a Troost-Ekong al 35’, bravi a interpretare e a disinnescare quasi ogni azione dell’attacco degli ospiti.

E non è un caso, poi, che il #14 napoletano riesca a giocar meglio con l'uscita dal campo del #99 con Mertens, sia pure su rigore, a trovare la rete del 2-0 (rimpinguata dal terzo sigillo di Rog all'85') che manda in soffitta la gara.

Tabellino e voti

Udinese (3-5-1): #22 Scuffet 6-; #5 Troost Ekong 5.5 (Dal 35’ Opoku 6+), #17 Nuytinck 6, #3 Samir 5; #23 Pussetto 5+, #11 Behrami 6 (Dal 68’ Barak 5.5), #6 Fofana 5.5, #38 Mandragora 5.5, #19 Stryger Larsen 6-; #10 De Paul 6.5; #15 Lasagna 6.5. A disposizione: #1 Musso, #88 Nicolas; #2 Wague, #4 Opoku, #18 Ter Avest; #21 Pontisso. #72 Barak, #99 Balic, #77 D’Alessandro; #9 Felipe Vizeu, #14 Micin, #91 Teodorczyk. Allenatore Julio Velazquez 6

Napoli (4-4-2): #27 Karnezis 6.5; #23 Hysaj 6, #33 Raul Albiol 5.5, #26 Koulibaly 6.5, #2 Malcuit 6+; #7 Callejon 6+, #5 Allan 6.5, #20 Zielinski 5.5 (Dal 85 Rog 7), #9 Verdi s.v. (Dal 4’ Fabian Ruiz 7+); #14 Mertens 7-, #99 Milik 5.5 (Dal 74’ Hamsik 6+). A disposizione: #22 D’Andrea, #25 Opsina; #6 Mario Rui, #19 Maksimovic; #17 Hamsik, #8 Fabian Ruiz, #30 Rog, #42 Diawara. Allenatore Carlo Ancelotti 6.5